Finalmente una vera punizione per una rimodulazione

La notizia era uscita nei giorni scorsi, Wind è stata multata per aver rimodulato All Inclusive Digital Special dopo averla proposta a un “prezzo fisso per 5 anni”.

Interessante però è vedere cosa ha scritto oggi l’Antitrust, alcuni passaggi fanno ben sperare (specie per le rimodulazioni di tariffe a tempo determinato):

“[…] il professionista ha posto in essere una pratica commerciale aggressiva consistente nella generalizzata violazione dei diritti contrattuali dei consumatori perpetrata attraverso la rimodulazione coercitiva di un’offerta tariffaria alla cui stabilità il professionista si era impegnato, con l’imposizione al consumatore di un preciso comportamento attivo per poter effettivamente godere di un diritto da questi (già) vantato. […] Il professionista, infatti, sfruttando la propria posizione di supremazia, ha rimodulato anzitempo i contenuti e il prezzo dell’offerta e ha in tal modo disatteso i propri obblighi, violando in modo generalizzato i diritti contrattuali dei consumatori. [..]
Nel campo della telefonia mobile, infatti, in virtù dell’esistenza di rapporti contrattuali basati su SIM ricaricabili, funzionanti con credito pre-pagato e piattaforma tecnologica controllata dal professionista, quest’ultimo si trova nella condizione di poter eseguire in modo unilaterale le modifiche tariffarie pretese (attraverso una variazione della propria piattaforma) potendo altresì procedere al prelievo coattivo dal credito telefonico dei clienti […] in violazione degli impegni contrattuali assunti dal professionista e tradendo altresì l’affidamento legittimamente riposto dai consumatori – anche a fronte dell’univoca e massiccia campagna attraverso la quale l’offerta promozional e era stata divulgata – alla stabilità delle condizioni contrattuali promesse.
[..] In particolare, a fronte di un diritto contrattuale del consumatore a mantenere stabile per cinque anni, in relazione a contenuti prestabiliti, una tariffa di vantaggio, non può considerarsi lecita la condotta del professionista che pretenda di modificare anzitempo, in via unilaterale, le predette condizioni [..]

Speriamo che questa decisione valga “per sempre”.

PS: ah, Wind è stata sanzionata di 200.000€

SMS via internet, la fortuna di avere un server tedesco

sismeNon è la prima volta che lo dico, da tempo non ho particolare simpatia per WhatsApp e i vari servizi di messaggistica online. Non che non ne riconosca il valore e il (possibile) grande risparmio che sta dietro il loro utilizzo, anzi.

Uno dei dubbi più rilevanti è la privacy legata alla gestione dei servizi di messaggistica: un lato del problema che, a lungo, è stato marginale nella discussione che ha accompagnato gli indubbi successi raggiunti dalle varie App del settore.

In questi giorni però ha fatto il suo capolino un nuovo protagonista – SIMSme delle Poste Tedesche – che, probabilmente seguendo la scia di Telegram, accentua proprio questo aspetto nella descrizione del servizio:  “I server di SIMSme sono situati in Germania e da lì non verranno spostati. Ovviamente, ciò significa anche che i tuoi dati saranno trattati in ottemperanza alle direttive tedesche sulla protezione dei dati!

La puntigliosità tedesca (finalmente) apre uno spiraglio sulla gestione di questi dati.

Attenti ai… Soci

Ogni tanto tocca fare una piccola confessione. Sono un po’ grullo, ok. Nessuna novità per chi mi conosce personalmente ;-)
Ma sono grullo inteso come uno del #teamgrulli.
Ossia uno di uno dei protagonisti della storia – anzi una barzelletta come ha intuito anche l’amico (e ben più noto) rignanese Matteo Renzi ;-) – dei nove giornalisti canadesi che hanno sbagliato Soci finendo in Casentino invece che in Russia.

Ci sono stato fiancheggiatore volontari (in primis il mitico @enver che ha il pregio di aver indovinato il timing e il messaggio, chapeau ;-)  e involontari (l’orgoglio degli abitanti di Soci nei gruppi su FB ad esempio). L’apice è essere stati citati, come spieghiamo nella rivelazione della bufala, durante la Direzione PD.

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