
28 gennaio : la
ARCEP, ossia l’Authority per le telecomunicazioni francese, ha multato i 3 maggiori operatori francesi, in ordine di grandezza Orange, SFR e Bouygues Télécom, con l’accusa di fare cartello con una multa di
534 milioni di euro.
La multa è così distribuita :
Orange France : 256 milioni di euro
SFR : 220 milioni di euro
Bouygues Télécom : 58 milioni di euro
Questa multa è sette volte maggiore di quella inflitta a France Télécom per abuso di posizione dominante sul mercato della connettività ADSL. A quell’epoca France Télécom fu multata per 80 milioni di euro.
In Italia invece le agenzie (Adnkronos in questo caso) il 26 gennaio battevano questa news:
- Tlc: Authority, in mercato telefonini c’e’ sostanziale concorrenza
- ROMA – L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni ”non prevede l’introduzione di obblighi di natura regolamentare” per nessuno dei gestori di telefonia mobile presenti in Italia”, e cioe’ Tim, Vodafone, Wind e 3 poiche’ le condizioni del mercato risultano ”sostanzialmente concorrenziali”. E’ la conclusione cui e’ giunto il Consiglio dell’Autorita’ nella delibera approvata su proposta dei commissari relatori Roberto Napoli ed Enzo Savarese, relativa all’analisi del mercato n.15 (accesso e raccolta delle chiamate nelle reti telefoniche pubbliche mobili). Il n. 15 e’ uno dei 18 mercati indicati dall’Unione europea su cui l’Authority e’ chiamata a decidere. L’Authority ha annunciato comunque di aver avviato un monitoraggio sull’operatore mobile virtuale di cui riconosce il ”positivo contributo” a una maggiore concorrenza sul mercato.
Basta questo: paese che vai, Authority che trovi.
Tim sta svolgendo in queste settimane una serie di spot promozionali sulla nuova offerta “
Tim Famiglia“, il profilo tariffario – disponibile dal 24 ottobre 2005 – che prevede la possibilità di (video)chiamare tra 2 numeri TIM e 1 numero di rete fissa alla speciale tariffa di 1 centesimo al minuto (oltre a scatto alla risposta di 16 ct.) e
soprattutto di
ricevere un’autoricarica per le chiamate ricevute da Rete Fissa di 5 centesimi al minuto.
Su questo secondo punto Tim – al pari dei propri competitors – punta molto ed ha lanciato uno spot ad hoc: http://www.azienda.tim.it/delivery/showfile/0,,20031,00.mpg . La prima impressione a caldo è di sorpresa. Christian De Sica, infatti, si arrabbia con la figlia che – come molti suoi coetanei – abusa del meccanismo di autoricarica. “Miracolo!” avranno pensato molti genitori attanagliati dallo stesso problema. Ma poi riguardando lo spot in TV mi sorge un grosso dubbio.
La tariffa pubblicizzata è di 1 centesimo al minuto senza alcuna menzione allo scatto alla risposta di ben 16 centesimi fino parte finale dello spot dove appare in sovraimpressione assieme al sistema di tariffazione. Rifletto ancora. Il target di clientela verso cui si rivolge la pubblicità è chiaro, basti vedere la famiglia e la giovane età della protagonista che chiama casa per farsi ricaricare. Ma dietro alla risposta da bravo padre di famiglia di De Sica cosa c’è? C’è tutto il meccanismo di “costi nascosti” della tariffa che va a rimpinguare le casse del gestore… infatti, la figlia (povera ingenua?) spende 17 centesimi per chiamare casa sperando che la madre la richiami per guadagnare qualche soldo di autoricarica (autoricarica, questa sì, ben pubblicizzata a 5 centesimi al minuto). Peccato che per pareggiare il costo dei 3 secondi di telefonata la giovane debba ricevere una chiamata di oltre 3 minuti e 20 secondi da rete fissa. Insomma, per farla breve una pubblicità che punta al non abuso del meccanismo di autoricarica incita la classica famiglia italiana invece a comportarsi nella maniera piu’ conveniente per le casse di Tim. Ossia telefonata breve verso casa (17 centesimi sicuri) e chiamata entrante da fisso.
Alla fine quale è la vera morale di questo spot? Fare soldi, come sempre.
Finalmente un po’ di informazione. E anche stasera devo ringraziare un amico,
albianir, per la segnalazione.
Nel campo della trasparenza delle informazioni nel mondo delle TLC qualcosa pare muoversi e stavolta il merito va al Servizio Informativo Regionale Ambientale della Toscana (S.I.R.A.) che ha reso pubblico l’elenco e la relativa ubicazione degli impianti Radio-Televisivi attivi nei Comuni della regione; infatti, è stata allestita un’apposita pagina (http://sira.arpat.toscana.it/sira/circom/COMUNI.htm) che riassume tutti i dati in possesso al Catasto Impianti di Radio-Comunicazione dell’ARPAT.
Finalmente altre esperienze estere – in primis quella della Svizzera che al riguardo fornisce un monitoraggio nazionale d’eccezione all’indirizzo dell’UFCOM Ufficio federale delle comunicazioni – Frequenze & Antenne – non sembrano così lontane. Un piccolo passo verso il futuro.
Anche il mercato inglese dovrà fare fronte al “fenomeno autoricarica” che già imperversa in Italia grazie alla SuperTua+ che ha fatto aumentare in maniera considerevole – non sempre in maniera del tutto lecita – il traffico sms e voce verso le utenze H3G.
“WePay prices“
The new WePay top-ups are easy to understand, all-cash vouchers available in
£10, £15 and £20 denominations, with no expiry date.
5p per minute cash credit for each minute of calls received
2p per text for texts received
10p a minute to call a 3 mobile anytime
30p a minute to other networks anytime
15p a minute to landlines and non-geographic numbers anytime
10p per text to any network
25p for a picture message to any network
50p per video message to any network”
From 3′s Price Guide – Previous cash Top-Up Rates
10p a minute to call a 3 mobile anytime
10p a minute to landlines numbers anytime
20p a minute to other UK Mobile Networks
10p per text to any network
25p for a picture message to any network
50p per video message to any network
Questi i dettagli della novità, mentre questi sono i primi commenti dal Regno Unito ricavati dal newsgroup uk.telecom.mobile: http://tinyurl.com/du7yo . Un piccolo sospiro di sollievo, il mercato britannico appare già più critico e maturo del nostro.
Ipse: Landolfi revoca licenza Umts
‘Ho dato disposizione alla direzione generale competente di procedere alla
revoca della licenza e delle frequenze di
Ipse’. Lo ha affermato il ministro delle comunicazioni,
Mario Landolfi riferendosi al quinto operatore di telefonia mobile su
UMTS che non è mai partito. Su un’eventuale asta per riassegnare le frequenze, Landolfi ha risposto: ‘
Comunicheremo tutto all’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni che adottera’ i provvedimenti che riterra’ piu’ opportuni‘.