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	<title>Commenti a: Costi di ricarica, una guerra persa?</title>
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	<description>Lo sguardo indiscreto di Andrea Trapani sul mondo delle telecomunicazioni</description>
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		<title>Di: m4ss.net</title>
		<link>http://www.andreatrapani.com/2006/11/20/costi-di-ricarica/comment-page-2/#comment-2082</link>
		<dc:creator>m4ss.net</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2007 15:24:28 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;Andrea d&#8217;Ambra, forza e coraggio!...&lt;/strong&gt;


Ogni iniziativa che cresce di interesse, prima o poi, arriva a fare i conti col popolo. E cosÃ¬ anche la questione dell&#8217;Abolizione dei costi di ricarica, portata avanti da Andrea d&#8217;Ambra, ha trovato chi rema contro. Sembra incredibile ma...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Andrea d&#8217;Ambra, forza e coraggio!&#8230;</strong></p>
<p>Ogni iniziativa che cresce di interesse, prima o poi, arriva a fare i conti col popolo. E cosÃ¬ anche la questione dell&#8217;Abolizione dei costi di ricarica, portata avanti da Andrea d&#8217;Ambra, ha trovato chi rema contro. Sembra incredibile ma&#8230;</p>
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		<title>Di: www.andreatrapani.com &#187; Blog Archive &#187; Wind12: facile Cassandre</title>
		<link>http://www.andreatrapani.com/2006/11/20/costi-di-ricarica/comment-page-2/#comment-1517</link>
		<dc:creator>www.andreatrapani.com &#187; Blog Archive &#187; Wind12: facile Cassandre</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Mar 2007 09:49:14 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Partiamo da una doverosa promessa. Odio dire l&#8217;avevo detto ed odio chi lo dice. Purtroppo talvolta bisogna fare dei passi indietro . Il 20 novembre 2006 scrivevo un articolo su questo blog in cui parlavo dei rischi che avrebbe potuto portare l&#8217;abolizione dei costi di ricarica. Piu&#8217; che una critica in se&#8217; uno sguardo alla nostra situazione. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Partiamo da una doverosa promessa. Odio dire l&#8217;avevo detto ed odio chi lo dice. Purtroppo talvolta bisogna fare dei passi indietro . Il 20 novembre 2006 scrivevo un articolo su questo blog in cui parlavo dei rischi che avrebbe potuto portare l&#8217;abolizione dei costi di ricarica. Piu&#8217; che una critica in se&#8217; uno sguardo alla nostra situazione. [...]</p>
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		<title>Di: www.andreatrapani.com &#187; Blog Archive &#187; La legge (non) è uguale per tutti</title>
		<link>http://www.andreatrapani.com/2006/11/20/costi-di-ricarica/comment-page-2/#comment-1213</link>
		<dc:creator>www.andreatrapani.com &#187; Blog Archive &#187; La legge (non) è uguale per tutti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2007 21:30:37 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Wind semplicemente viola le disposizioni legislativa. Le sue nuove condizioni dal&#160; 4 marzo, oltre a peggiorare l&#8217;offerta tariffaria attuale, creano una distinzione tra vecchi e nuovi clienti: i primi continueranno a pagare i costi di ricarica, i secondi no. Però avranno, come già anticipato da WindWorld, tariffe peggiore alle attuali. Oltre ad essere contrario ai principi della Carta dei Servizi Wind, la cosa palesemente viola i principi basilari del decreto sulle liberalizzazioni. C&#8217;era da aspettarselo, tra l&#8217;altro questo blog l&#8217;aveva previsto. Facile Cassandre.    Anche con Vodafone è successo una cosa simile, facile fare i preveggenti nello statico &#8216;mercato&#8217; delle TLC italiane. Qui nessuna distinzione, i costi scompariranno per tutti. Ma i nuovi clienti Vodafone avranno tariffe meno competitive e lo scatto alla risposta ben piu&#8217; alto (siamo a livelli stratosferici, 19 centesimi!). [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Wind semplicemente viola le disposizioni legislativa. Le sue nuove condizioni dal&nbsp; 4 marzo, oltre a peggiorare l&#8217;offerta tariffaria attuale, creano una distinzione tra vecchi e nuovi clienti: i primi continueranno a pagare i costi di ricarica, i secondi no. Però avranno, come già anticipato da WindWorld, tariffe peggiore alle attuali. Oltre ad essere contrario ai principi della Carta dei Servizi Wind, la cosa palesemente viola i principi basilari del decreto sulle liberalizzazioni. C&#8217;era da aspettarselo, tra l&#8217;altro questo blog l&#8217;aveva previsto. Facile Cassandre.    Anche con Vodafone è successo una cosa simile, facile fare i preveggenti nello statico &#8216;mercato&#8217; delle TLC italiane. Qui nessuna distinzione, i costi scompariranno per tutti. Ma i nuovi clienti Vodafone avranno tariffe meno competitive e lo scatto alla risposta ben piu&#8217; alto (siamo a livelli stratosferici, 19 centesimi!). [...]</p>
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		<title>Di: www.andreatrapani.com &#187; Blog Archive &#187; L&#8217;emendamento contro la TCG</title>
		<link>http://www.andreatrapani.com/2006/11/20/costi-di-ricarica/comment-page-2/#comment-1079</link>
		<dc:creator>www.andreatrapani.com &#187; Blog Archive &#187; L&#8217;emendamento contro la TCG</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2007 13:49:51 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Passerà, non passerà? Qualcuno forse ci ha letto, forse no. Intanto il deputato di Forza Italia, Benedetto della Vedova, prova a far eliminare la TCG dagli abbonamenti mobili. Al di là delle simpatie politiche di cui questo blog noi facciamo il &#8216;tifo&#8217; per lui. Tra l&#8217;altro scrive cose già note per chi legge questo piccolo spazio nel web. E’ la vera causa della bolla sulle ricariche Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia:  “Ho presentato - come emendamento al ddl di conversione del decreto-Bersani - la proposta di legge per l’abolizione della tassa sugli abbonamenti dei telefoni cellulari, che ho da tempo depositato con le firme di molti parlamentari di opposizione. E’ questa la vera causa della “bolla” sulle ricariche dei telefonini: il 91% degli italiani, infatti, preferisce optare per utenze “ricaricabili” e pagare il costo di ricarica ai gestori, piuttosto che stipulare contratti di abbonamento e pagare la tassa di concessione governativa, la quale provoca per l’utente medio un aggravio molto superiore alle spese di ricarica. Se si abolisse la tassa di concessione governativa, si sgonfierebbe la bolla. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Passerà, non passerà? Qualcuno forse ci ha letto, forse no. Intanto il deputato di Forza Italia, Benedetto della Vedova, prova a far eliminare la TCG dagli abbonamenti mobili. Al di là delle simpatie politiche di cui questo blog noi facciamo il &#8216;tifo&#8217; per lui. Tra l&#8217;altro scrive cose già note per chi legge questo piccolo spazio nel web. E’ la vera causa della bolla sulle ricariche Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia:  “Ho presentato &#8211; come emendamento al ddl di conversione del decreto-Bersani &#8211; la proposta di legge per l’abolizione della tassa sugli abbonamenti dei telefoni cellulari, che ho da tempo depositato con le firme di molti parlamentari di opposizione. E’ questa la vera causa della “bolla” sulle ricariche dei telefonini: il 91% degli italiani, infatti, preferisce optare per utenze “ricaricabili” e pagare il costo di ricarica ai gestori, piuttosto che stipulare contratti di abbonamento e pagare la tassa di concessione governativa, la quale provoca per l’utente medio un aggravio molto superiore alle spese di ricarica. Se si abolisse la tassa di concessione governativa, si sgonfierebbe la bolla. [...]</p>
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		<title>Di: andrea d'ambra</title>
		<link>http://www.andreatrapani.com/2006/11/20/costi-di-ricarica/comment-page-2/#comment-950</link>
		<dc:creator>andrea d'ambra</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2007 19:14:30 +0000</pubDate>
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		<description>COMUNICATO STAMPA - CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE
 
ABOLIZIONE DEI COSTI DI RICARICA - CE L&#039;ABBIAMO FATTA!!!!
La vittoria è degli oltre 800mila firmatari della Petizione Aboliamoli.eu 
 
Con grande contentezza apprendiamo che l&#039;abolizione dei costi di ricarica è stata introdotta al primo articolo di un decreto legge varato questa sera dal Governo. Finalmente, dopo oltre 9 mesi dal lancio della petizione contro quest&#039;anomalia tutta italiana dal sito www.aboliamoli.eu che ad oggi ha raccolto oltre 800mila firme, grazie anche al sostegno ricevuto da Beppe Grillo e da organi di informazione come Punto Informatico, Consumi &amp; Consumi (Rainews24) e Mi Manda Raitre, tra i primi a sostenerci in tempi non sospetti, arriva il momento da noi tanto atteso.
E&#039; una grande soddisfazione vedere quest&#039;azione partita dal basso, dalla rete, dai cittadini e dalla gente comune sfociare in una cosi&#039; grande e bella Vittoria!
E&#039; stato necessario l&#039;intervento di un singolo cittadino che ha fatto appello alla Commissione Europea, nonostante le varie istituzioni italiane preposte al controllo e le varie associazioni in difesa dei consumatori affinché si potesse mettere una volte per tutte la parola FINE su quest&#039;anomalia tutta italiana.
Che gli operatori adesso si adeguino immediatamente e rispettino la legge! 
Generazione Attiva, associazione nazionale in difesa dei consumatori, nata dall&#039;esperienza del promotore della petizione contro i costi di ricarica annuncia che assisterà i propri iscritti nella richiesta di rimborso per tutti i costi di ricarica sostenuti finora da noi cittadini/consumatori. Chiunque voglia aderire può farlo dal sito www.generazioneattiva.it
Questa è stata solo la prima di una serie di battaglie che porteremo avanti, in difesa del cittadino/consumatore, contro i soprusi a cui quotidianamente dobbiamo sottostare.
 
Andrea D&#039;Ambra
Presidente Generazione Attiva
www.generazioneattiva.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>COMUNICATO STAMPA &#8211; CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE</p>
<p>ABOLIZIONE DEI COSTI DI RICARICA &#8211; CE L&#8217;ABBIAMO FATTA!!!!<br />
La vittoria è degli oltre 800mila firmatari della Petizione Aboliamoli.eu </p>
<p>Con grande contentezza apprendiamo che l&#8217;abolizione dei costi di ricarica è stata introdotta al primo articolo di un decreto legge varato questa sera dal Governo. Finalmente, dopo oltre 9 mesi dal lancio della petizione contro quest&#8217;anomalia tutta italiana dal sito <a href="http://www.aboliamoli.eu" rel="nofollow">http://www.aboliamoli.eu</a> che ad oggi ha raccolto oltre 800mila firme, grazie anche al sostegno ricevuto da Beppe Grillo e da organi di informazione come Punto Informatico, Consumi &amp; Consumi (Rainews24) e Mi Manda Raitre, tra i primi a sostenerci in tempi non sospetti, arriva il momento da noi tanto atteso.<br />
E&#8217; una grande soddisfazione vedere quest&#8217;azione partita dal basso, dalla rete, dai cittadini e dalla gente comune sfociare in una cosi&#8217; grande e bella Vittoria!<br />
E&#8217; stato necessario l&#8217;intervento di un singolo cittadino che ha fatto appello alla Commissione Europea, nonostante le varie istituzioni italiane preposte al controllo e le varie associazioni in difesa dei consumatori affinché si potesse mettere una volte per tutte la parola FINE su quest&#8217;anomalia tutta italiana.<br />
Che gli operatori adesso si adeguino immediatamente e rispettino la legge!<br />
Generazione Attiva, associazione nazionale in difesa dei consumatori, nata dall&#8217;esperienza del promotore della petizione contro i costi di ricarica annuncia che assisterà i propri iscritti nella richiesta di rimborso per tutti i costi di ricarica sostenuti finora da noi cittadini/consumatori. Chiunque voglia aderire può farlo dal sito <a href="http://www.generazioneattiva.it" rel="nofollow">http://www.generazioneattiva.it</a><br />
Questa è stata solo la prima di una serie di battaglie che porteremo avanti, in difesa del cittadino/consumatore, contro i soprusi a cui quotidianamente dobbiamo sottostare.</p>
<p>Andrea D&#8217;Ambra<br />
Presidente Generazione Attiva<br />
<a href="http://www.generazioneattiva.it" rel="nofollow">http://www.generazioneattiva.it</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: www.andreatrapani.com &#187; Blog Archive &#187; Anno nuovo, vecchi vizi</title>
		<link>http://www.andreatrapani.com/2006/11/20/costi-di-ricarica/comment-page-2/#comment-874</link>
		<dc:creator>www.andreatrapani.com &#187; Blog Archive &#187; Anno nuovo, vecchi vizi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 2007 11:07:33 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Il 2007 è iniziato e con se&#8217; nessuna novità. Mi si dirà che ci sono state le parole di Bersani sui costi di ricarica, il commento di chi non appare in tv ma tutto sommato siamo fermi al palo. Io ripeto i miei dubbi, quel che si impone ai gestori ci cadrà addosso e quel che serve, ossia la consapevolezza del consumatore, sarà sempre piu&#8217; lontano se si antepone la demagogia alle necessità di intervenire nel settore TLC. Tra l&#8217;altro degli MVNO non si sa piu&#8217; niente. Altre news. Telecom non aumenta il canone, bella notizia? Forse no, come ha riportato Cellularitalia. C&#8217;è un&#8217;altra notizia che sembra bella, il roaming internazionale di Wind è diminuito in Europa. Ma è aumentato altrove. Stavolta è WindWorld a vigilare e giustamente commentare che &#8220;&#8230; abbiamo il contentino della tariffa più bassa per la Zona 1 (con più Paesi rispetto a prima), ma tutto il resto è aumentato ancora, ed il presunto cartello denunciato da Viviane Reding appare sempre più forte di prima. Speriamo che la UE intervenga al più presto.&#8221; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Il 2007 è iniziato e con se&#8217; nessuna novità. Mi si dirà che ci sono state le parole di Bersani sui costi di ricarica, il commento di chi non appare in tv ma tutto sommato siamo fermi al palo. Io ripeto i miei dubbi, quel che si impone ai gestori ci cadrà addosso e quel che serve, ossia la consapevolezza del consumatore, sarà sempre piu&#8217; lontano se si antepone la demagogia alle necessità di intervenire nel settore TLC. Tra l&#8217;altro degli MVNO non si sa piu&#8217; niente. Altre news. Telecom non aumenta il canone, bella notizia? Forse no, come ha riportato Cellularitalia. C&#8217;è un&#8217;altra notizia che sembra bella, il roaming internazionale di Wind è diminuito in Europa. Ma è aumentato altrove. Stavolta è WindWorld a vigilare e giustamente commentare che &#8220;&#8230; abbiamo il contentino della tariffa più bassa per la Zona 1 (con più Paesi rispetto a prima), ma tutto il resto è aumentato ancora, ed il presunto cartello denunciato da Viviane Reding appare sempre più forte di prima. Speriamo che la UE intervenga al più presto.&#8221; [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: AndreA</title>
		<link>http://www.andreatrapani.com/2006/11/20/costi-di-ricarica/comment-page-2/#comment-810</link>
		<dc:creator>AndreA</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2006 10:52:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://andtrap.mondo3.com/?p=126#comment-810</guid>
		<description>Altro punto da &quot;lavoce.info&quot;:

L&#039;insostenibile leggerezza della ricarica

Dopo un’attesa di oltre cinque mesi, dopo le indiscrezioni di quotidiani e telegiornali, e le recenti dichiarazioni di Calabrò, il 16 novembre l’Autorità garante della concorrenza e del mercato e l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni hanno reso noti i risultati dell’indagine conoscitiva sui servizi di telefonia mobile con ricarica del credito. La ricarica comporta il pagamento di un onere aggiuntivo (da 0 a 5 euro) rispetto al valore del traffico telefonico acquistato, la cui incidenza diminuisce al crescere del taglio della ricarica (in questo senso, si parla di regressività). Il contributo rappresenta una specificità italiana e ha permesso ai gestori di conseguire nel 2005 ricavi per circa 1,7 miliardi di euro.

Cosa dicono le Autorità

Le Autorità concludono che l’esistenza del contributo di ricarica – simile alla quota fissa di una tariffa a due parti - facilita la collusione fra imprese. E delineano due possibili interventi in relazione ai problemi di trasparenza dei prezzi e di discriminazione verso alcune categorie di consumatori. Il primo prevede l’eliminazione del contributo di ricarica, in modo che i consumatori possano meglio determinare i costi sostenuti e confrontare le offerte presenti sul mercato. Il secondo intervento prevede invece il mantenimento del contributo di ricarica, ma l’abolizione della sua struttura regressiva, così da non discriminare gli acquirenti di tagli di ricarica di importo basso, per lo più studenti o non occupati fra i 14 e i 24 anni con vincoli di liquidità.
Anche se tutti noi consumatori saremmo ben lieti di non pagare più il contributo di ricarica, a parità di altre condizioni, come economisti nutriamo forti dubbi sui presupposti economici e sull’opportunità di intervento dell’Autorità. In breve, ci tocca il ruolo di &quot;avvocati del diavolo&quot;: le Autorità sembrano infatti aver ignorato la possibilità di comportamenti &quot;innocenti&quot; da parte delle imprese e fondano alcune conclusioni su assunzioni poco difendibili. (1) .

Collusioni, regressività e trasparenza

L’Autorità sostiene che l’esistenza del contributo di ricarica potrebbe favorire la collusione. Fissare una parte del prezzo indipendente dai piani tariffari e immediatamente osservabile dai concorrenti ridurrebbe infatti, almeno parzialmente, i costi di coordinamento legati alla complessità delle tariffe. A supporto di questa tesi, nell’indagine si sottolinea che, mentre i prezzi medi al minuto sono diminuiti, il contributo di ricarica è rimasto costante e pressoché uguale fra operatori, consentendo una &quot;sacca&quot; di redditività immune dalla pressione concorrenziale.
Pur concordando che la parte fissa del prezzo possa favorire comportamenti collusivi, tuttavia non si può escludere che le imprese l’abbiano introdotta con altri obiettivi. La letteratura ha mostrato che, in un contesto in cui le imprese abbiano potere di mercato, tariffe a due parti consentono di aumentare i profitti, ma sono compatibili con un equilibrio non collusivo. (2) Nella telefonia mobile, il potere di mercato è legato alla presenza di switching cost, che ancora oggi rendono oneroso il cambio di operatore, nonostante la portabilità del numero. In particolare in Italia, date le peculiarità della domanda, le imprese concentrano le loro strategie sulla creazione di switching cost &quot;artificiali&quot;, attraverso l’offerta di piani tariffari volti a fidelizzare gli utenti. Hanno quindi un incentivo a mantenere la parte variabile relativamente bassa e ad appropriarsi del sovrappiù del consumatore attraverso la parte fissa.
In termini di dinamica dei prezzi, l’evoluzione della concorrenza ha reso profittevole per le imprese abbassare la parte variabile, ma non la parte fissa. Con una domanda in espansione, al momento dell’entrata di Omnitel, la base installata di utenti ha reso Tim poco aggressiva sulle nuove categorie di consumatori con bassa disponibilità a pagare e ciò ha permesso a Omnitel di guadagnare quote di mercato. In particolare, non potendo discriminare tra vecchi e nuovi utenti sul costo di ricarica, Tim non ha avuto incentivo a ridurlo e la strategia ottimale di Omnitel è stata quella di imitare l’impresa leader.
La regressività, poi, si ritrova in molti mercati di beni e servizi di uso comune (si pensi agli sconti di quantità). Inoltre è tutto da dimostrare che i suoi effetti gravino sulle categorie effettivamente deboli; il vincolo di liquidità per i giovani può essere in realtà frutto di un controllo della spesa da parte delle famiglie. In molti casi questi utenti acquistano tagli di ricarica di basso valore, ma con elevata frequenza, il che suggerisce un intenso utilizzo del telefono cellulare. Ci chiediamo dunque come si possa giustificare un eventuale intervento dell’Autorità volto a riparametrizzare un prezzo di libero mercato, soprattutto laddove non sia chiaro se la discriminazione colpisca i consumatori effettivamente più deboli.
Per quanto concerne la trasparenza, è l’esistenza di un’oggettiva difficoltà a calcolare il prezzo medio al minuto a causa delle sue molteplici determinanti (per esempio scatto alla risposta, Iva, meccanismi di autoricarica) a limitare la trasparenza dei prezzi, più che il contributo di ricarica. È proprio tale complessità che rende difficile la determinazione del costo effettivo delle telefonate, nonché il confronto fra i diversi piani tariffari di un operatore o di operatori concorrenti. Pertanto l’eventuale eliminazione del contributo di ricarica da parte dell’Autorità non gioverebbe, se non molto marginalmente, alla trasparenza dei prezzi. Inoltre siamo sicuri che le imprese, una volta abolita la parte fissa, non aumenterebbero i prezzi al minuto per aumentare i loro profitti, proprio avvalendosi della scarsa trasparenza dei piani tariffari? Non dimentichiamo che oggi il mercato italiano presenta prezzi al minuto inferiori alla media dei paesi europei, come sottolineato dalla stessa Autorità. La crescente insofferenza verso il contributo di ricarica, che ha dato origine all’indagine, potrebbe avere per i consumatori effetti controproducenti.

http://www.lavoce.info/news/view.php?id=9&amp;cms_pk=2482&amp;from=index</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Altro punto da &#8220;lavoce.info&#8221;:</p>
<p>L&#8217;insostenibile leggerezza della ricarica</p>
<p>Dopo un’attesa di oltre cinque mesi, dopo le indiscrezioni di quotidiani e telegiornali, e le recenti dichiarazioni di Calabrò, il 16 novembre l’Autorità garante della concorrenza e del mercato e l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni hanno reso noti i risultati dell’indagine conoscitiva sui servizi di telefonia mobile con ricarica del credito. La ricarica comporta il pagamento di un onere aggiuntivo (da 0 a 5 euro) rispetto al valore del traffico telefonico acquistato, la cui incidenza diminuisce al crescere del taglio della ricarica (in questo senso, si parla di regressività). Il contributo rappresenta una specificità italiana e ha permesso ai gestori di conseguire nel 2005 ricavi per circa 1,7 miliardi di euro.</p>
<p>Cosa dicono le Autorità</p>
<p>Le Autorità concludono che l’esistenza del contributo di ricarica – simile alla quota fissa di una tariffa a due parti &#8211; facilita la collusione fra imprese. E delineano due possibili interventi in relazione ai problemi di trasparenza dei prezzi e di discriminazione verso alcune categorie di consumatori. Il primo prevede l’eliminazione del contributo di ricarica, in modo che i consumatori possano meglio determinare i costi sostenuti e confrontare le offerte presenti sul mercato. Il secondo intervento prevede invece il mantenimento del contributo di ricarica, ma l’abolizione della sua struttura regressiva, così da non discriminare gli acquirenti di tagli di ricarica di importo basso, per lo più studenti o non occupati fra i 14 e i 24 anni con vincoli di liquidità.<br />
Anche se tutti noi consumatori saremmo ben lieti di non pagare più il contributo di ricarica, a parità di altre condizioni, come economisti nutriamo forti dubbi sui presupposti economici e sull’opportunità di intervento dell’Autorità. In breve, ci tocca il ruolo di &#8220;avvocati del diavolo&#8221;: le Autorità sembrano infatti aver ignorato la possibilità di comportamenti &#8220;innocenti&#8221; da parte delle imprese e fondano alcune conclusioni su assunzioni poco difendibili. (1) .</p>
<p>Collusioni, regressività e trasparenza</p>
<p>L’Autorità sostiene che l’esistenza del contributo di ricarica potrebbe favorire la collusione. Fissare una parte del prezzo indipendente dai piani tariffari e immediatamente osservabile dai concorrenti ridurrebbe infatti, almeno parzialmente, i costi di coordinamento legati alla complessità delle tariffe. A supporto di questa tesi, nell’indagine si sottolinea che, mentre i prezzi medi al minuto sono diminuiti, il contributo di ricarica è rimasto costante e pressoché uguale fra operatori, consentendo una &#8220;sacca&#8221; di redditività immune dalla pressione concorrenziale.<br />
Pur concordando che la parte fissa del prezzo possa favorire comportamenti collusivi, tuttavia non si può escludere che le imprese l’abbiano introdotta con altri obiettivi. La letteratura ha mostrato che, in un contesto in cui le imprese abbiano potere di mercato, tariffe a due parti consentono di aumentare i profitti, ma sono compatibili con un equilibrio non collusivo. (2) Nella telefonia mobile, il potere di mercato è legato alla presenza di switching cost, che ancora oggi rendono oneroso il cambio di operatore, nonostante la portabilità del numero. In particolare in Italia, date le peculiarità della domanda, le imprese concentrano le loro strategie sulla creazione di switching cost &#8220;artificiali&#8221;, attraverso l’offerta di piani tariffari volti a fidelizzare gli utenti. Hanno quindi un incentivo a mantenere la parte variabile relativamente bassa e ad appropriarsi del sovrappiù del consumatore attraverso la parte fissa.<br />
In termini di dinamica dei prezzi, l’evoluzione della concorrenza ha reso profittevole per le imprese abbassare la parte variabile, ma non la parte fissa. Con una domanda in espansione, al momento dell’entrata di Omnitel, la base installata di utenti ha reso Tim poco aggressiva sulle nuove categorie di consumatori con bassa disponibilità a pagare e ciò ha permesso a Omnitel di guadagnare quote di mercato. In particolare, non potendo discriminare tra vecchi e nuovi utenti sul costo di ricarica, Tim non ha avuto incentivo a ridurlo e la strategia ottimale di Omnitel è stata quella di imitare l’impresa leader.<br />
La regressività, poi, si ritrova in molti mercati di beni e servizi di uso comune (si pensi agli sconti di quantità). Inoltre è tutto da dimostrare che i suoi effetti gravino sulle categorie effettivamente deboli; il vincolo di liquidità per i giovani può essere in realtà frutto di un controllo della spesa da parte delle famiglie. In molti casi questi utenti acquistano tagli di ricarica di basso valore, ma con elevata frequenza, il che suggerisce un intenso utilizzo del telefono cellulare. Ci chiediamo dunque come si possa giustificare un eventuale intervento dell’Autorità volto a riparametrizzare un prezzo di libero mercato, soprattutto laddove non sia chiaro se la discriminazione colpisca i consumatori effettivamente più deboli.<br />
Per quanto concerne la trasparenza, è l’esistenza di un’oggettiva difficoltà a calcolare il prezzo medio al minuto a causa delle sue molteplici determinanti (per esempio scatto alla risposta, Iva, meccanismi di autoricarica) a limitare la trasparenza dei prezzi, più che il contributo di ricarica. È proprio tale complessità che rende difficile la determinazione del costo effettivo delle telefonate, nonché il confronto fra i diversi piani tariffari di un operatore o di operatori concorrenti. Pertanto l’eventuale eliminazione del contributo di ricarica da parte dell’Autorità non gioverebbe, se non molto marginalmente, alla trasparenza dei prezzi. Inoltre siamo sicuri che le imprese, una volta abolita la parte fissa, non aumenterebbero i prezzi al minuto per aumentare i loro profitti, proprio avvalendosi della scarsa trasparenza dei piani tariffari? Non dimentichiamo che oggi il mercato italiano presenta prezzi al minuto inferiori alla media dei paesi europei, come sottolineato dalla stessa Autorità. La crescente insofferenza verso il contributo di ricarica, che ha dato origine all’indagine, potrebbe avere per i consumatori effetti controproducenti.</p>
<p><a href="http://www.lavoce.info/news/view.php?id=9&#038;cms_pk=2482&#038;from=index" rel="nofollow">http://www.lavoce.info/news/view.php?id=9&#038;cms_pk=2482&#038;from=index</a></p>
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		<title>Di: winston Smith</title>
		<link>http://www.andreatrapani.com/2006/11/20/costi-di-ricarica/comment-page-2/#comment-791</link>
		<dc:creator>winston Smith</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2006 14:53:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://andtrap.mondo3.com/?p=126#comment-791</guid>
		<description>Andrea scusa, non voglio infierire.... però continui a scrivere che hai perso un sacco di ore per stare dietro alla cosa, e da come lo dicevi sembrava che lo avessi fatto per puro spirito di servizio per il bene di tutti (quindi gratuitamente), poi ora salta fuori che cosideri i proventi di Adsense (che non sono proprio scarsini, eh? Lo so anche io... anche io gestisco un sitarello con Adsense) come un rimborso per le ore spese...
Nessuno ti vieta di farlo, lo facciamo tutti, anche se magari io preferisco considerare i proventi di adsense come una possibilità di investimento sul sito che gestisco (o nei confronti degli utenti che lo frequentano) e non come rimborso per me stesso, forse perchè ho già le mie entrate altrove...
Non c&#039;è nulla di male, ma davvero nulla, a considerarlo un hobby remunerato (come fanno in tanti, a maggior ragione quando sono studenti universitari, ma anche chi lo fa pur avendo un lavoro) e quindi cosiderare quei soldi come un rimborso per le ore spese (da usare come copertura molto parziale per l&#039;università o per altri hobby), però non è bello continuare a dire a destra e sinistra che &quot;si perde un sacco di tempo&quot;...
Se quello lo consideri un rimborso per il tempo speso, allora non è più tempo &quot;perso&quot;, è tempo &quot;pagato&quot;... bene o male, ma pagato... 
Tralasciamo il fatto che poi una iniziativa del genere alla fine ha ricevuto un bel po&#039; di pubblicità (perfino nei tg e in tv)... io posso fare un confronto a quello che succede al mio sito normalmente (quando è frequentato da un numero limitato di utenti), e quello che gli è successo quando è stato citato per 30 secondi a Mi Manda Raitre.... quindi per favore, fai quello che vuoi, gestisci la vicenda come vuoi, nessuno ti critica per il fatto che magari ti viene comoda la pubblicità ottenuta, nè voglio indagare il fatto che tu lo faccia perchè ci credi, per spirito di servizio, per la pubblicità che ottieni, o per tutte e 3 le cose (ovvero la cosa più normale del mondo, anche io non nego che la pubblicità ottenuta a MMR3 mi abbia fatto un sacco di piacere)... ma allora non spiattelare sempre il tempo che &quot;perdi&quot; o &quot;spendi&quot; per l&#039;iniziativa, perchè rischi di far credere a tutti che lo fai SOLO per spirito di servizio, e non è così... ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea scusa, non voglio infierire&#8230;. però continui a scrivere che hai perso un sacco di ore per stare dietro alla cosa, e da come lo dicevi sembrava che lo avessi fatto per puro spirito di servizio per il bene di tutti (quindi gratuitamente), poi ora salta fuori che cosideri i proventi di Adsense (che non sono proprio scarsini, eh? Lo so anche io&#8230; anche io gestisco un sitarello con Adsense) come un rimborso per le ore spese&#8230;<br />
Nessuno ti vieta di farlo, lo facciamo tutti, anche se magari io preferisco considerare i proventi di adsense come una possibilità di investimento sul sito che gestisco (o nei confronti degli utenti che lo frequentano) e non come rimborso per me stesso, forse perchè ho già le mie entrate altrove&#8230;<br />
Non c&#8217;è nulla di male, ma davvero nulla, a considerarlo un hobby remunerato (come fanno in tanti, a maggior ragione quando sono studenti universitari, ma anche chi lo fa pur avendo un lavoro) e quindi cosiderare quei soldi come un rimborso per le ore spese (da usare come copertura molto parziale per l&#8217;università o per altri hobby), però non è bello continuare a dire a destra e sinistra che &#8220;si perde un sacco di tempo&#8221;&#8230;<br />
Se quello lo consideri un rimborso per il tempo speso, allora non è più tempo &#8220;perso&#8221;, è tempo &#8220;pagato&#8221;&#8230; bene o male, ma pagato&#8230;<br />
Tralasciamo il fatto che poi una iniziativa del genere alla fine ha ricevuto un bel po&#8217; di pubblicità (perfino nei tg e in tv)&#8230; io posso fare un confronto a quello che succede al mio sito normalmente (quando è frequentato da un numero limitato di utenti), e quello che gli è successo quando è stato citato per 30 secondi a Mi Manda Raitre&#8230;. quindi per favore, fai quello che vuoi, gestisci la vicenda come vuoi, nessuno ti critica per il fatto che magari ti viene comoda la pubblicità ottenuta, nè voglio indagare il fatto che tu lo faccia perchè ci credi, per spirito di servizio, per la pubblicità che ottieni, o per tutte e 3 le cose (ovvero la cosa più normale del mondo, anche io non nego che la pubblicità ottenuta a MMR3 mi abbia fatto un sacco di piacere)&#8230; ma allora non spiattelare sempre il tempo che &#8220;perdi&#8221; o &#8220;spendi&#8221; per l&#8217;iniziativa, perchè rischi di far credere a tutti che lo fai SOLO per spirito di servizio, e non è così&#8230; <img src='http://www.andreatrapani.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: Effendi</title>
		<link>http://www.andreatrapani.com/2006/11/20/costi-di-ricarica/comment-page-2/#comment-788</link>
		<dc:creator>Effendi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2006 06:43:05 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Andrea, non mi va di farti i conti in tasca, certo è che se paghi un webmaster per farti fare quel sito è una tua scelta, io preferisco scrivermi 2 righe di codice; di certo lui se è un vero webmaster di tempo ce ne perde davvero poco, vista la qualità del sito, mi pare sia come potrei farlo io (anzi, come li faccio io) che sono un ignorante in materia. 
In ogni modo non te l&#039;ha prescritto il medico di perdere le tue ore dietro questa iniziativa, evidentemente non hai di meglio da fare. Pure io ho dedicato tante ore dietro a Mondo3, PrepaidGSM, WindWorld ed altri sitarelli, ma da quando ho un lavoro fisso la cosa è cambiata. Ognuno si fa i suoi conti, mi pare logico. E io per primo. come l&#039;ottimo Attivissimo, ho la possibilità di donazioni ed Adsense sui miei siti, però nessuno dei due piange miseria né ha mai fatto notare di perder tempo e denaro per via del proprio hobby (e se mai sarebbe solo colpa nostra). Questione di stile, forse.

Ma soprattutto faccio notare, per l&#039;ennesima volta, come continui a sorvolare sulle critiche che ti ho fatto fin dai primi post su questo blog (senza contare quelle che feci fin dall&#039;inizio di tutta questa vicenda) e vai avanti come un disco incantato, continuando con le solite inesattezze ed il solito populismo fino allo sfinimento. Se finirà tutto in una bolla di sapone (come spero, perché le alternative si profilano anche peggiori) sarà anche per colpa di chi ha giocato male le proprie carte. Io preferisco quando le Rivoluzioni le fanno dei rivoluzionari... ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Andrea, non mi va di farti i conti in tasca, certo è che se paghi un webmaster per farti fare quel sito è una tua scelta, io preferisco scrivermi 2 righe di codice; di certo lui se è un vero webmaster di tempo ce ne perde davvero poco, vista la qualità del sito, mi pare sia come potrei farlo io (anzi, come li faccio io) che sono un ignorante in materia.<br />
In ogni modo non te l&#8217;ha prescritto il medico di perdere le tue ore dietro questa iniziativa, evidentemente non hai di meglio da fare. Pure io ho dedicato tante ore dietro a Mondo3, PrepaidGSM, WindWorld ed altri sitarelli, ma da quando ho un lavoro fisso la cosa è cambiata. Ognuno si fa i suoi conti, mi pare logico. E io per primo. come l&#8217;ottimo Attivissimo, ho la possibilità di donazioni ed Adsense sui miei siti, però nessuno dei due piange miseria né ha mai fatto notare di perder tempo e denaro per via del proprio hobby (e se mai sarebbe solo colpa nostra). Questione di stile, forse.</p>
<p>Ma soprattutto faccio notare, per l&#8217;ennesima volta, come continui a sorvolare sulle critiche che ti ho fatto fin dai primi post su questo blog (senza contare quelle che feci fin dall&#8217;inizio di tutta questa vicenda) e vai avanti come un disco incantato, continuando con le solite inesattezze ed il solito populismo fino allo sfinimento. Se finirà tutto in una bolla di sapone (come spero, perché le alternative si profilano anche peggiori) sarà anche per colpa di chi ha giocato male le proprie carte. Io preferisco quando le Rivoluzioni le fanno dei rivoluzionari&#8230; <img src='http://www.andreatrapani.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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	<item>
		<title>Di: andrea d'ambra</title>
		<link>http://www.andreatrapani.com/2006/11/20/costi-di-ricarica/comment-page-2/#comment-783</link>
		<dc:creator>andrea d'ambra</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 17:33:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://andtrap.mondo3.com/?p=126#comment-783</guid>
		<description>Effendi dimentichi il costo del webmaster e le ore spese per l&#039;iniziativa.

P.S: Anche attivissimo usa donazioni e adsense lui però va avanti a donazioni nel senso che se non ne riceve non aggiorna nulla.... lì tutto ok? Paga qualcosa per blogspot?

Au revoir</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Effendi dimentichi il costo del webmaster e le ore spese per l&#8217;iniziativa.</p>
<p>P.S: Anche attivissimo usa donazioni e adsense lui però va avanti a donazioni nel senso che se non ne riceve non aggiorna nulla&#8230;. lì tutto ok? Paga qualcosa per blogspot?</p>
<p>Au revoir</p>
]]></content:encoded>
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