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San Marino Telecom, è nata!

La data storica è quella del 5 gennaio almeno a quanto si apprende dalla stampa locale. Di San Marino Telecom abbiamo già parlato due volte in questo blog, una prima volta ad agosto e una seconda ad ottobre seguendo gli amici di InBlog.

Avevamo già parlato della rete (17 antenne, dette della discordia che tanto di se’ fanno parlare nell’Azzurra Repubblica) che oggi si legge dell’effettiva operatività della rete. Già dall’elenco delle antenne la prima sorpresa rispetto a GSMWorld: San Marino Telecom non sarà solo un gestore GSM (1800Mhz) ma anche un gestore UMTS!

Una novità da non poco da sola se non fosse che sulle pagine di ieri de “L’Informazione di San Marino” si leggesse che “[...] fa la sua comparsa una nuova scritta sul display dei cellulari… La scritta in merito riporta i numeri 292-01“.

292-01, i numeri ‘magici’. Perchè? Perchè è ufficialmente la rete mobile della Repubblica di San Marino. Basta controllare il numero 292 (tecnicamente chiamato MCC, Mobile Country Code) sulle liste d’appartenenza per vedere che è il codice proprio di San Marino. Et voilà. Tanto temuta, tanto attesa… San Marino Telecom ha emesso il primo vagito.

Chiudiamo con una piccola, ma interessante curiosità. S.M.T. non è in regime di monopolio, anzi come ricorda il Segretario di Stato all’industria della Repubblica di San Marino, Tito Masi, l’attuale concessione prevede il libero utilizzo della rete da parte di terzi nonché un introito per lo Stato del 4,5% sul fatturato del traffico telefonico. “San Marino - rimarca Masi a San Marino RTV - ha deciso di tassare il traffico, non le concessioni. Quindi a pagare sono tre società: Telecom Italia, Tim-Tms e San Marino Telecom. Le antenne che la nuova società intende installare - spiega il Segretario all’industria - sono di sua proprietà, ma lo Stato imporrà di metterle a disposizione di altri eventuali gestori che intendessero operare in Repubblica, dal momento che non esiste monopolio. Se il prezzo fissato dalla società come corrispettivo per il transito di altri gestori fosse troppo esoso - chiude Masi - sarà l’Authority per le telecomunicazioni a decidere il da farsi“. Stessa Penisola, ma davvero un altro Stato.