E’ quanto ha sentenziato Riccardo De Miro, giudice di pace della decima sezione di Napoli, condannando la TIM a pagare 300 euro di danni prodotti e 800 euro per le spese legali.
In pratica tutti i gestori di telefonia mobile in caso di mancata ricarica della carta per 13 mesi disattivano il numero di cellulare e l’utente perde anche il credito residuo. Ma il giudice ha dato ragione al cliente TIM Domenico Bruno di Napoli, stabilendo che in questi casi la disattivazione è considerata una clausola vessatoria, cioè una regola contrattuale molto svantaggiosa che deve essere firmata a parte al momento del contratto, mai rispettata dai gestori di telefonia mobile.
L’utente inutilmente aveva fatto richiesta di utilizzare il credito residuo sulla scheda disattivata e poi si era rivolto ad una associazione di consumatori la AIDACON che ha vinto la causa avviata dall’avvocato Carlo Claps.
“La diffusione di questa sentenza – spiega l’avvocato - consentirà agli utenti di poter richiedere gli importi residui sulle schede disattivate, oltre alla richiesta di risarcimento danni per illegittima disattivazione della scheda sim”.
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22 Febbraio 2007
