Tim campione d’Italia

Dopo lo scudetto calcistico di ieri, oggi si assegna lo scudetto della pubblicità ingannevole.

Telecom-Tim ha diffuso nel 2006 otto pubblicità ingannevoli (tra fisso e mobile) seguita da H3G con sette, da Vodafone con sei, da Wind-Infostrada con cinque e da Tiscali con una.
E’ quanto rileva, sulla base dei provvedimenti adottati dall’Antitrust, l’Osservatorio sulla pubblicità ingannevole istituito presso l’Unione Nazionale Consumatori.
Si tratta di un fenomeno particolarmente grave che genera disorientamento nei consumatori danneggiandoli nel loro diritto ad essere informati correttamente ai fini di una scelta consapevole.
In due anni l’Antitrust ha comminato sanzioni per 1,6 milioni di euro corrispondenti a quasi il 25% del totale delle multe decise.
Spesso gli operatori telefonici omettono di indicare nei messaggi pubblicitari l’importo dello scatto alla risposta o i costi di attivazione o i canoni mensili del noleggio del cellulare.
In molti casi, informazioni essenziali per comprendere correttamente il messaggio sono riportate in caratteri talmente piccoli da risultare illeggibili. Ciò rende il messaggio ingannevole, come più volte ribadito dall’Antitrust.
Per contrastare questo fenomeno vergognoso, che causa ogni anno danni per centinaia di milioni di euro ai consumatori, è necessario inasprire le sanzioni fino a revocare agli operatori la licenza nei casi di recidiva.