Altro punto ricordato velocemente nell’incontro è stato il nuovo ruolo dell’Ag.Com.. Forse ruolo non è la parola adatta, ma altro non saprei usare. Ho anche ricordato a fine serata al Ministro stesso le difficoltà che le due autorità (ossia AG.CM. e AG.COM.) stanno avendo accavallandosi nelle funzioni direttive delle TLC attuali proprio ripensando a quel che Gentiloni aveva ricordato poco prima rispondendo a una domanda di un collega. “Abbiamo dato maggiori poteri all’AG.COM.”, le parole di Gentiloni. Dette così forse non significano molto. Ma è la stessa Autorità Garante delle Comunicazioni a far capire che questa variazione è un nuovo ruolo e non una semplice variazione. Ruolo perfino scomodo, forse. Almeno questo si può pensare leggendo le parole rilasciate da Nicola D’Angelo a un foyer delle telecomunicazioni. Il Dott. D’Angelo aveva sottolineato che l’AGCOM pone in discussione tre aspetti della regolamentazione: la necessità di un organismo di enforcement che si preoccupi di fare osservare le disposizioni e i provvedimenti dell’Agcom, la non necessità dei nuovi poteri conferiti all’autorità dall’emendamento Gentiloni e l’importanza di avviare consultazioni multilaterali per la discussione sulla Ngn cui partecipino tutti gli interessati e, soprattutto, senza dimenticare che tra i convitati c’è e ci sarà sempre l’Unione europea.
E’ un discorso da analizzare successivamente, ma la “non necessità” dei nuovi poteri conferiti è un messaggio politico. Per i piu’ maliziosi anche di lobby. Perchè? Basta porsi una domanda. Chi ricorda un intervento dell’AG.COM. in tempi congrui sui fatti attuali delle TLC? Beh, se ricordate qualcosa fate attenzione a non sbagliarvi con l’Antistrut, l’authority con una O di meno…
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21 Luglio 2007


