Archive for marzo, 2009
SMS che spiano e le (inutili) paure dei politici
La notizia bufala degli SMS che spiano mi ha colpito subito. Il “Corriere della Sera” titola, sia nella versione online che in quella cartacea, in maniera fin troppo eclatante per uno scandalo che tra l’altro manco ha avuto l’onore di andare in onda su quei TG che di solito sono la fonte primaria di (dis)informazione informatica (l’edizione delle 19 di TG3 e TG4 ne hanno appena parlato, nda).
“A rischio milioni di italiani”, il PD e il PDL preoccupati per il fenomeno. Beh, sarebbe bastato che i nostri politici – oltre ad evitare di partecipare al nuovo sport nazionale dell’allarme sociale globale, nda – avessero perso qualche minuto a ragionare di cosa si stava parlando e dei commenti senza senso che erano diffusi in quell’appello. Escluso che la registrazione delle comunicazioni a telefono spento è una delle leggende metropolitane più in voga su internet da tempo – come ho appena detto al GR di LadyRadio qualche minuto fa – ma sarebbe semplicemente bastato ordinare al portabor.. collaboratore più scrauso di fare una veloce ricerca su molti di quei rischi “secretati” (la cosa tra l’altro mi tormenta, lo Stato avrà perso tempo a secretare tutte le bufale scoperte da Paolo Attivissimo?! Chissà…) per capire cosa c’era dietro a quelle (incredibili) minacce per la privacy.
Alessandro Bottoni comunque ha esplicato al meglio le paure e le (tante) inesattezze di quell’articolo in un post del suo blog:
Ma… in pratica, cosa rischio?
Niente.
Se non siete così fessi da accettare telefoni cellulari da “conosciuti” (amici, parenti, coniugi, soci e colleghi) non rischiate di trovarvi in tasca un telefono progettato appositamente per spiarvi e tracciarvi.
Se non siete così distratti da lasciare incustodito il vostro cellulare, non rischiate che qualcuno ci installi sopra qualcosa o che lo registri per il tracciamento a Google Latitude.
Se, come me, usate un telefono che fa solo il telefono (senza telecamera, senza GPS, senza giochini e soprattutto senza sistema operativo) non rischiate di beccarvi un virus via SMS.
Se poi evitate di discutere i vostri affari al cellulare, magari sul “Freccia Rossa”, non rischiate nemmeno di essere ascoltati da chi vi siede alle spalle.
Come sempre, l’uso attivo dell’intelligenza è il miglior sistema di sicurezza che si possa immaginare.
Intelligenza… e soprattutto fare affidamento al buon senso per capire che quella che si stava delineando era (almeno) una semibufala. Che non aveva bisogna di così tanto risalto… anzi. Si aggiunge agli innumerevoli autogol dei politici nelle TLC.
iPhone 3.0, la novità che non c’è
Sono un possessore di iPhone, ovviamente sono uno di quelli che si è interessato al lancio del nuovo firmware 3.0.
Roma, 18 mar – Apple ha annunciato il nuovo software iPhone OS 3.0 e la disponibilita’ immediata del software in versione beta per gli sviluppatori registrati.
iPhone OS 3.0 beta include un Software developer kit (Sdk) aggiornato che include oltre mille nuove Application Programming Interface (Api), disponibili da oggi per tutti i membri del iPhone Developer Program, per lo sviluppo e i test delle loro applicazioni per iPhone e iPod touch. Apple ha annunciato anche che entro l’estate saranno disponibili oltre cento nuove funzioni per gli utenti di iPhone e iPod touch, tra cui il Taglia, Copia e Incolla, gli Mms, la visualizzazione panoramica per le mail, il testo e le note, il Bluetooth stereo. Per maggiore informazioni visitare il sito www.apple.com.
Promesse tante novità, una così grande attesa che è circolato pure un comunicato stampa con tutte le nuove funzioni per l’iPhone 3.0.
Siamo seri, un comunicato stampa per dire che un telefono ora avrà anche il copia/incolla e funzionerà da modem è possibile solo perchè è un oggetto che piace tanto ai massmedia… saranno almeno dieci anni che posseggo cellulari con tali caratteristiche (oltre che con Cydia tali hack si trovavano da sempre, tanto da far pensare che iPhone 3.0 sia un copia/incolla dello “store alternativo”
)
Virtuali da proteggere
I gestori virtuali, al di là del proprio nome, sono vere e reali aziende sul mercato: con offerte più o meno discutibili ma gli MVNO hanno fatto il loro avvento nel nostro mercato.
In realtà anche la dizione MVNO non è prettamente calzante, sarebbero in gran parte degli ESP (o anche meno) ma evitiamo di “giocare” sul tecnicismo del nome. Ci sarà tempo per farlo. Pertanto oggi andiamo al sodo e leggiamo cosa scrive ad oggi, nel bollettino N. 8 del 16 MARZO 2009, l’Antitrust sulla concorrenzialità nel mercato della nostra telefonia mobile ha detto che “[...] giova ricordare, innanzitutto, che solo i recenti interventi antitrust hanno sortito l’effetto di stimolare la conclusione di accordi tra operatori di rete e operatori virtuali. Codesta Autorità, sul punto, riconosce che l’intervento antitrust ha senz’altro costituito un fattore incentivante alla conclusione di accordi fra i suddetti operatori. Infatti, la circostanza che la fattispecie di abuso di posizione dominante collettiva, ipotizzata in avvio di istruttoria A357, non sia stata provata “[…] non significa che questi mercati non siano stati caratterizzati, prima dell’intervento dell’Autorità, da quelle oggettive criticità concorrenziali che la […] procedura ha evidenziato […]”.
Nel mercato in esame, caratterizzato da un certo grado di dinamismo tecnologico ed economico, questa Autorità riconosce l’esigenza di evitare che i comportamenti degli operatori infrastrutturati ostacolino lo sviluppo e l’operatività di nuovi soggetti. Tuttavia, qualora le dinamiche di mercato dovessero presentare quelle criticità tecnico-economiche tali da pregiudicare lo sviluppo di una concorrenza effettiva tra operatori, si ritiene che i poteri di intervento di questa Autorità non risultino privi di efficacia. Infatti, alla tradizionale incisività dell’azione amministrativa a tutela della concorrenza fondata sul carattere inibitorio del proprio intervento e sullo strumento sanzionatorio, si aggiungono i poteri di cui l’Autorità dispone in forza dei nuovi istituti introdotti nell’ordinamento e già adottati a livello comunitario, i quali consentono di ottenere effetti tangibili e misurabili anche nell’immediato.”
Insomma, l’Autorità si mette a disposizione del mercato e soprattutto di quei (pochi) gestori virtuali che cercano di fare qualcosa: forse le interconnessioni, tanto utili agli operatori challengers, non è che servono anche agli MVNO? Coop Voce aspetta una risposta da tempo sulle terminazioni.
Telecom, 3000 euro per il silenzio
Non è una minaccia della malavita, ma l’offerta di Telecom Italia ai propri dipendenti per le illecite registrazioni delle loro telefonate.
Telecom Italia comunica di aver intrapreso un’iniziativa in favore dei propri lavoratori che, nell’ambito del procedimento penale in corso presso il Tribunale di Milano, a carico di diverse persone, tra cui alcuni ex-dipendenti del Gruppo, sono risultati oggetto di raccolta illecita di informazioni personali.
E’ stata inviata ai circa 250 lavoratori coinvolti una comunicazione con la quale l’Azienda esprime profondo rammarico per quanto accaduto ed offre un contributo economico come gesto di solidarietà tangibile.
Con questa iniziativa Telecom Italia, parte lesa nel procedimento penale, conferma la propria attenzione alle vicende che coinvolgono i lavoratori del Gruppo e la propria volontà di superare – anche attraverso un gesto tangibile – gli avvenimenti passati.
Il riconoscimento economico (di circa 3000 €uro) prevede l’impegno da parte dei dipendenti della rinuncia, nei confronti del gruppo Telecom Italia, di qualsiasi ulteriore richiesta e/o pretesa in merito ai fatti oggetto del procedimento in questione.[via Cellularitalia | Telecom Italia: contributo economico dipendenti coinvolti nella raccolta illecita di informazioni personali]
3.000 euro possono bastare?
