Pensavo a una cosa sugli (strani) equilibri delle nostre TLC. Ormai un paio di settimane fa, più o meno pubblicamente, è stato reso noto dal Governo l’approvazione in via definitiva del Dpr che prolunga da 15 a 20 anni la durata delle licenze telefoniche. In realtà, quindi, non solo UMTS ma anche GSM e di telefonia fissa, anche se l’impatto più forte si avrà (chiaramente) sulle più costose licenze di telefonia mobile di terza generazione. Un allungamento “significativo” che rappresenta – in teoria come scrive MyTech – “uno sconto per le società titolari di licenza, un aiuto “sostanziale” agli operatori in tempo di crisi economica, causata in parte anche dagli investimenti astronomici per le licenze nelle tlc“.
Uno sconto incalcolabile, come è incalcolabile lo sconto che gli stessi operatori non concedono ai loro clienti su SMS e traffico dati: che non sia il caso che anche noi si faccia attività di lobby affinché il paradosso dell’Eurotariffa a luglio non ci porti ad usare un numero maltese in Italia? Che lo sconto, nelle settimane di “par condicio“, sia almeno bipartisan…
Avevate creduto alla portabilità in 3 giorni come obiettivo (comunitario) nazionale per il futuro delle nostre TLC?
Riponete le speranze… e ricordatevi che in Italia non ci sono solo le Autorità Garanti, ma anche (e soprattutto) il Tar del Lazio e il Consiglio di Stato ai quali ormai i gestori hanno riposto le loro speranze di lobby dopo aver capito che a Bruxelles il vento è cambiato…
E’ dura stare lontani dalla politica, soprattutto per un blogger. Al di là delle scelte personali spesso si cerca di parlare in maniera il più possibile neutra degli avvenimenti che accadono; bisogna però prendere nota che la politica è altresì fondamentale per le scelte da fare per il nostro futuro. Compreso quello di internet. Questo video impazza per la rete, ad esempio: è la risposta (sgarbata) dell’On. Carlucci ad Alessandro Gilioli, la quale ha dimostrato anche una certa diffidenza a priori verso la rete.
Tra l’altro, senza andare troppo oltre, se si teme tale fine per i figli (ossia che non sappiano “vivere” il web) basterebbe navigare sulla stessa internet per vedere cosa fanno altro paesi.
Torniamo al punto di riflessione: sempre che sia veramente dell’On. D’Alia il commento su Piovono Rane il tutto comunque è disarmante per il futuro della rete. Non pretendo che il nostro Parlamento sia composto da esperti del web a 360°, ma perdere almeno cinque minuti prima di far arrivare le milizie armate in luoghi dove basterebbe il buonsenso sarebbe il minimo. E spero che nessuno dei due onorevoli che ho citato abbia voglia di passare anche con il sottoscritto una giornata alla Polizia Postale: è proprio da risposte del genere che si evidenzia la forbice tra chi ha capito come usare internet o meno. E se la strada è questa… qualcuno fermi quella legge.
Come volevasi dimostrare. EnelMia si conferma l’ennesimo (inutile) gestore (super) virtuale su rete Wind. I dettagli li da’ come sempre WindWorld, il tanto atteso (?) operatore è solo mestamente una tariffa della rete ospitante…
Mi si diceva di “aspettare prima di parlare“: beh, ho aspettato ed avuto ragione. Sono un genio io o troppo banali i vari uffici marketing che ‘inventano’ MVNO ESP “rivendite di traffico” nomi di tariffe (sic) sulla rete arancione? Beh, sì. La risposta mi sa che è la seconda
Zenone sarà felice: i suoi paradossi tornano di attualità nel Terzo Millennio, addirittura coincidendo con la realtà. La tartaruga ed Achille rischiano di essere surclassati da quello che dal 1° luglio accadrà a gran parte dei clienti mobili comunitari. Come l’amico Carlo ha prontamente riportato, il Parlamento Europeo ha varato gli ulteriori tagli al roaming internazionale: la notizia ovviamente ha fatto il giro della rete, tutti ne hanno parlato. Alcuni amici – tra l’altro – ne hanno evidenziato gli aspetti più curiosi tanto cari alla… filosofia di Zenone.
Come avevo già scritto nei giorni scorsi ironizzando (“Eurotariffa, la fortuna di (non) essere italiani“), infatti, la realtà supera la fantasia e quel che nessuno si sarebbe mai aspettato si sta per avverare: l’essere stranieri, o meglio roamer internazionali, diventa una fortuna in molti vari casi perchè:
- il traffico dati a consumo costa decisamente meno in roaming a giro per l’Europa che in Italia (e in quasi la totalità degli Stati UE, nda);
- gli SMS costeranno 13,2 ct. l’uno contro i 15 di gran parte dei piani dei gestori italiani attualmente in commercio;
- le chiamate verso i paesi UE inseriti in Zona2 saranno meno care e con una tariffazione (30/1) decisamente più conveniente di quella a scatti di un minuto offerta dai nostri operatori in una sorta di “cartello” sulle internazionali.
A questo punto cosa aspettate a farvi una sim maltese, bulgara od estone per usarla al posto di quella del vostro gestore?
Ci si potrebbe ridere, se la questione non fosse seria… chissà se stavolta le Autorità nazionali non intervengano davvero sui prezzi dato che il paradosso riguarda quasi un terzo dei paesi membri.
Visto che l’UE ha deciso per l’estero, che AGCOM&Soci decidano almeno per se’ stessi e per i mercati nazionali… mi pare assurdo inaccettabile che le tariffe interne comunitarie non abbiano limiti almeno pari ed uguali all’Eurotariffa: inutile parlare di “crisi globale”, di responsabilizzazione del nuovo capitalismo se gli extraprofitti, spesso ingiustificati, vengono tollerati nel mercato. Sebbene sia il più liberalizzato, è anche quello dove si fanno gli affari più ghiotti… forse perfino troppi, vero lobbies?