Pochi mesi il trasferimento del credito di una sim Vodafone era stato così paradossale da non poter sembrare vero. Oggi, dopo vario tempo e una conciliazione al Corecom, noto che – oltre alla “portabilità del credito” tra gestori diversi – il gestore si è rinsavito e permette di inviare la modulistica per la restituzione del credito residuo anche via fax.
E pensare che con il sottoscritto si ostinavano a dire che dovevo farlo via posta ordinaria e che la mia modulistica via raccomandata A/R non era valida… speriamo che, nel suo piccolo, sia servita anche la mia esperienza passata.
Riflessione semplice quella di stamani sull’Eurotariffa.
I costi sono notevolmente diminuiti, i gestori hanno pianto lacrime e miseria ma probabilmente non ha calcolato – come invece hanno fatto alcuni amici sul forum di Mondo3, post 85 e ss. – che i prezzi finalmente ragionevoli del roaming internazionale in Europa abbia portato molti cittadini a spendere più di prima.
Io stesso guardavo il dettaglio del mio ultimo viaggio in roaming e lo confrontavo con quello dell’anno precedente nello stesso paese: a 50 ct. l’uno lo scorso anno ho mandato solo 3 SMS in una settimana, quest’anno la bellezza di 44. E per le chiamate ricevute idem: la tariffazione al secondoha fatto sì che rispondessi a quasi tutti i miei interlocutori che invece lo scorso anno hanno fatto spesso “amicizia” con il tono di occupato
Andando alla fine dei conti: secondo voi il mio gestore è più contento quest’anno che ho speso 26 euro di roaming a “costi ridotti” o lo scorso quando ne ho spesi solo 6 ma a “costi folli”?
Mi sa che una simile valutazione andrà fatta anche per il caro SMS in Italia… o no?
C’era un tempo in cui l’Ag.Com. non esisteva e il Ministero delle Poste curava le TLC italiane. A quel tempo non c’era manco Vodafone, avevamo Omnitel. E non solo: TIM, Telecom Italia Mobile (o come preferite chiamarla…) era ancora pubblica (e per tutti era la SIP).
Quel tempo era il marzo 1996. Oltre tredici anni fa, dove i problemi del tempo però sembrano essere ancora attuali. Si parlava del roaming nazionale, quella pratica a cui i nuovi arrivati ricorrono per avere una maggiore copertura di rete in attesa degli investimenti. Ad oggi solo H3G ha bisogno del roaming Tim. Ma all’epoca anche Vodafone Omnitel ne aveva bisogno tanto che si dovette attendere un intervento dall’alto per stabilirne la cifra come riportano le cronache dell’epoca. Cronache da dove esce una cifra fuori da ogni logica attuale: 632 lire al minuto!
E’ vero che per le entranti nessun costo era dovuto, ma con il senno di poi si spiegano assai bene le tariffe iniziali con scatti e senza fasce orarie: Omnitel guadagna(va) molto di interconnessione sicuramente, ma certo quella cifra ad oggi sarebbe fin troppo onerosa anche per il roaming internazionale… cambiano i tempi, non le discussioni. Il fatto che Telecom non sia più pubblica non è che ne abbia migliorato la litigiosità ad esempio…
| via Corriere della Sera – “Via delle Poste al ” roaming ” Tim Omnitel”
Non è che adori andare controcorrente, ma l’annuncio di Tim sugli SMS a 10 centesimi per i nuovi clienti da settembre mi fa sorridere. Perchè?
Perchè penso a quello che ha fatto l’altro unofficial dominant, Vodafone, nel mercato con la tariffa Vodafone Basic: SMS a 10 centesimi, ma tariffazione al minuto e SMS/chiamate vs. EU ancora più care di prima (le tariffe verso l’Unione sono molto più onorose del roaming internazionale! nda) . Ossia l’esatto opposto di quanto si prefigge l’Unione Europea con l’Eurotariffa che prevede SMS tra clienti comunitari a un prezzo che scende anno dopo anno e soprattutto la tariffazione al secondo. Dite che mi lamento troppo? Forse, ma il paradosso dell’Eurotariffa ci deve ricordare che non siamo solo cittadini italiani ma anche europei. E il concetto di Europa Unita cresce anche con un accesso alle comunicazioni comunitarie più trasparente, più limpido e sicuramente meno costoso. Un SMS, anche in Italia, deve costare la stessa identica cifra sia che lo invii quando sono in viaggio che, ovviamente, quando sono nel mio paese natìo. Invece così non è, grazie anche all’assordante silenzio su una questione di principio importante per il futuro europeo.
Pertanto se i 10 centesimi devono essere lo specchietto delle allodole per accontentare un gregge disattento meglio un NO GRAZIE. E dire che un intervento di forza sul mercato, da chi lo vuole libero come me, sarebbe una panacea di tutti i mali è un grande dispiacere: come del resto hanno evidenziato in tanti altri a partire da Marco Pierani di Altroconsumo che considera, giustamente, “il tetto imposto agli sms in roaming dalla Reding come una misura straordinaria imposta da un fallimento di mercato.“
| via Quintarelli
Fresca di giornata, probabilmente adatta per ricominciare a scrivere sul blog dopo la (breve) pausa.
Oggi potete leggere il seguente titolo sul “Corriere della Sera”:

Sarà difficile sbagliare i conti (e leggere i piani tariffari) finché i vari dettagli chiamate avranno questi dati:

(NB: tra l’altro notate pure che, grazie al paradosso dell’Eurotariffa, gli SMS non solo non costano 3 centesimi l’uno ma ho pagato di più quelli inviati oggi dall’Italia che quelli inviati ieri sera a giro per l’Europa…)
Se credi che sia il caso di abbattere questo paradosso per avere SMS a prezzi più bassi prova a seguire questa mia iniziativa spontanea nata dall’applicazione della nuova Eurotariffa: