Via dal Wimax

Tranquilli, per ora niente è successo in Italia. Dove, in teoria, il servizio è in continua espansione.

Probabilmente non è noto e diffuso come molti, io in primis, si aspettavano. Ma prima di cantare vittoria o di piangere la sconfitta del nostrano attendo ancora qualche mese. La fretta raramente da’ buoni consigli.

E’ interessante però vedere cosa succede nei paesi da noi vicini. Non nascondo una certa preoccupazione per una scelta fatta da un gestore importante come in . Ossia di abbandonare la licenza Wimax.

Il futuro, si spiega, per l’operatore è nell’LTE… beh, una motivazione carina e simpatica che però si scontra con una semplice riflessione: cosa c’entra il Wimax con l’LTE? Il secondo richiede un grande dispendio di antenne ed è l’evoluzione della telefonia mobile. Il primo dovrebbe servire ad altro, specie in paesi – come quello elvetico – che hanno un’orografia complessa come quella italiana.

| via  scal | Swisscom rend sa licence Wimax


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3 Responses to “Via dal Wimax”

  1. le antenne per LTE o perlomeno i siti saranno gli stessi che oggi ospitano i sistemi HSDPA

  2. Appunto :-) Se si pensa di coprire “nationwide” in LTE piuttosto che sviluppare il Wimax, servono le attuali installazioni per il 3G/HSPA più quelle che serviranno a coprire le zone attualmente scoperte dal segnale UMTS.

  3. Penso che il Wimax verra’ portato avanti dai nuovi player che vogliono entrare a fornire il servizio di internet mobile in concorrenza ai big attuali che gia’ possiedono i siti e le infrastrutture,al limite da potenziare,per sviluppare LTE, visto che il Wimax dovrebbe richiedere minori investimenti iniziali .Si trattera’ di capire se riusciranno a sopravvivere ,almeno in Europa, visto che in Oriente(Taiwan e Giappone) sembra che il Wimax stia funzionando.

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