Archive for dicembre, 2009
Da Sherwood a Cologno Monzese
Oppure un Robin Hood al contrario.
Avevo letto il post sull’aumento arbitrario (e truffaldino…) del canone Mediaset Premium sul sito dell’attento Maxkava. C’è poco da aggiungere, anche i “dieci comandamenti” sul comportamento di RTI sono condivisibili in toto.
Aggiungo l’esperienza da cliente, chiamo il numero verde 800.949933 indicato nella “comunicazione” (le virgolette per indicare il valore di una lettera che informa del silenzio-assenso su un’opzione che hanno dovuto attivare come regalo…) per disdire i due canali. Il principio non mi piace, ma per una volta lasciamo stare e facciamo i clienti buoni. Beata illusione.
Inserisco i numeri di tessera e l’IVR mi passa ad un operatore (senza codice identificativo, le direttive Ag.Com. sono ignote a RTI?) che mi informa che per questa pratica devo chiamare l’199.303.404. Temendo un errore dialettico faccio notare che è segnato quel numero verde in calce alla lettera (a lato).
Non pago richiamo il numero 800, stavolta si avanza – seppur senza codice operatore – ma visto che dare due informazioni non si può, ritrovo il solito muro di gomma che mi dice di chiamate il numero 199 per la mia seconda domanda riguardo alle nuove condizioni contrattuali. “Qui si disdice il pacchetto e stop!“*.
La pubblicità che non ti aspetti
Vedete il rettangolo qui a sinistra?
E’ un semplice annuncio Adsense, si direbbe a prima vista. Esatto.
Tanti publisher acquistano online spazi pubblicitari per promuovere la propria attività online grazie al servizio di Google. Abbondano quelli dei gestori telefonici (basta vedere questo blog!
), sono molti anche i privati ad usare questo sistema. Certo che è la prima volta che si vede fare da un’istituzione pubblica.
Quando stamani ho visto la pubblicità del Corecom del Lazio sul mio sito mi sono quasi stropicciato gli occhi: non sembrava vero, ma invece è così.
Finalmente esiste il web anche per chi ha il compito di difenderci. Non so per voi, ma tutto sommato questa è una gran bella notizia.
Canone Telecom, sale o scende?
Leggo sempre con piacere (non è certo una novità) molte discussioni su Mondo3.
Quella sul canone Telecom la trovo interessante per diversi motivi.
1. Un caro amico segnala che “nelle prossime settimane Agcom dovrebbe approvare una delibera con la quale sostanzialmente vengono eliminati i diversi obblighi regolamentari posti in capo all’ex monopolista. La delibera, dello scorso settembre, è stata sottoposta alla procedura di consultazione. Tra le altre cose, Telecom Italia sarà quindi libera di modificare a propria discrezione l’importo del famoso “canone Telecom” (oggi invece ogni modifica deve superare il vaglio dell’Agcom). Le offerte di Telecom saranno soggette a un “blando” controllo.”
2. Un altro caro lettore di questi lidi ribatte che “Telecom è stata autorizzata a praticare prezzi differenti nelle sole località ove esiste la concorrenza. Questo significa diminuzioni e non aumenti.”
3. Aumenti o diminuzioni che siano è stata ufficializzata un’Italia a due facce. Chi ha concorrenti “rischia” di vedere abbassare/diminuire il proprio canone telefonico, gli altri invece guardano la concorrenza sul filo (e non via voip con i “finti” distacchi…) degli altri. Magari anche a spese proprie.
Insomma, per chi può scegliere di avere sul proprio doppino in rame un altro operatore può osservare tutto quel che fa Telecom. Gli altri si rassegnino invece a subire… sia gli scampati pericoli che eventuali beffe.
Squilla il telefonino in Corea del Nord
Avevo scritto lo scorso anno di Orascom in Corea del Nord, il paese più refrattario ad ogni novità tecnologica per i timori della dittatura.
Tanto timorato che il primo gestore, dopo aver servito circa 20.000 clienti dell’apparato governativo, fu castrato dallo stesso Stato per il timore di un elevato rischio interno con comunicazioni real time in mobilità. Tutto questo non ha scalfito, a quanto pare, il coraggio di Sawiris che – dopo aver preso Wind in Italia – aveva lanciato nella lontana penisola coreana il più azzardato dei suoi investimenti: coprire in UMTS Pyongyang e dintorni.
Nonostante il costo dei terminali (200/300 euro, irraggiungibili per gran parte della popolazione), l’idea di carte prepagate da 3 e 5 euro ha comunque fatto registrare un successo innimagibinale. L’obiettivo era 100.000 clienti, invece dopo un solo anno le cronache parlano già di 120.000 utilizzatori.
Chi ci avrebbe mai scommesso una lira?

