Archive for febbraio, 2010
Devo essere una calamita per gli squilli, non è la prima volta che ne ricevo. Specie da numeri strani.
Sarà stata quindi la predisposizione a farmi subito controllare il lungo numero che mi aveva chiamato: +880173144****. Ero online, come spesso mi capita per lavoro. Sbaglio la chiave di ricerca, lo scoprirò solo dopo.
Seguitemi comunque nell’errore che ho commesso. Dopo l’esperienza di un altro prefisso satellitare (il 319) pecco di diffidenza (è sempre un male diffidare a prescindere). Cerco quindi quel numero per capire da dove potesse chiamare: purtroppo, come ho anticipato, sbaglio la chiave di ricerca. Perché? Perché, peccando di presunzione, cerco post sugli squilli dai numeri 0088. E, per caso, trovo l’ottimo blog di Paolo Attivissimo che titola un suo articolo Attenzione agli squilli dai numeri 0088* – Squillano e riagganciano per indurvi a richiamare.
0088*, come il mio! EUREKA, penso! Se non bastasse anche un comunicato della Polizia Cantonale svizzera mi “rassicura”: 0088 pericolosi quindi.
Beh, per fortuna ieri notte mi viene voglia di fare un controllo. Guardo il mio numero per intero e lo inserisco nel database di numberingplans.com: risultato inaspettato, mobile del Bangladesh. Torno a vedere il post della Polizia e il numero di Paolo Attivissimo, lo inserisco nel database e vedo che è veramente un telefono satellitare.
Dove è la differenza? Che l’annuncio verso i prefissi +88* aveva inserito – implicitamente – nella sua lista nera erroneamente anche i numeri (legali e non truffaldini) del Bangladesh. L’avviso andava invece fatto verso alcuni numeri satellitari sull’arco +882, il +880 è assolutamente innocuo.
PS: stamani ho chiamato quel numero, era di una ragazza che con un buono inglese mi spiegava che cercava il suo fidanzato in Italia e che non avevo molto credito. Mi ha fatto tenerezza, mi ha anche ringraziato per la mia gentilezza in quanto stava sbagliando numero senza quasi accorgersene (ho alcuni 7 consecutivi su quel numero). Ah, con “Call Your Country” di Wind ho pagato pure poco
Il Wifi sui treni sembra una grande novità. Ne parlano molti, arrivano anche i prezzi.
Peccato che, oltre ad appassionarmi di TLC, lo sia anche di ferrovia. Tanto che su questo blog il lontano 7 febbraio 2008 avevo già trattato l’argomento che l’A.D. delle Ferrovie, Moretti, ha tirato fuori ieri come un servizio mai visto.
Scrivevo, auspicandomi l’arrivo in Italia quanto prima, che in un paese (a mediobassa cultura ferroviaria) come gli Stati Uniti si stava introducendo il Wifi sui treni.
Peccato che nello stesso pezzo scrivessi (nel 2008, lo ripeto):
In teoria tutto è partito nel 2004 con gli esperimenti di FS. C’è anche una cartina di copertura del servizio, purtroppo è puramente virtuale. Testimoni i passeggeri della Firenze – Roma, che di WiFi in treno non ne hanno mai visto l’ombra.
Nel 2010 mi si vende un prodotto in circolazione da oltre un lustro? Escluso che, parlando con amici, avevo già intercettato qualche carrozza sperimentale non è che in questo paese si ha la tentazione di vendere come nuove il vecchio dimenticato gli annunci degli anni passati?
Per carità, ben venga il Wifi sui treni italiani. Lo aspetto a gloria. Magari essere un po’ più al passo con i tempi e con quanto si sta finanziando da tempo non farebbe schifo…
Il Festival di Sanremo è bello perché fa parlare di se’, dicono i suoi estimatori. Al contrario chi non lo sopporta usa lo stesso tono per denigrarlo.
Di sicuro non parlo di musica. Non ne ho le competenze, assolutamente. Mi serve l’edizione 2010 del Festival per parlare del televoto. Non è la prima volta che lo faccio. Uno perché l’oggetto pare smuovere grossi interesse commerciali (sia nelle TLC che nelle varie iniziative correlate…), due perché di fatto non se ne sa niente.
Raramente escono dati (talvolta deprimenti come il calcolo spannometrico di quanto probabilmente il GF incassi più degli SMS di beneficenza…), altrettanto raramente sono esaminati i vari aspetti in cui viene nominato il televoto. Di sicuro non sono usciti quelli di Sanremo, la Rai promette di “ragionare sul Televoto assieme” ma i numeri non ci sono.
Eppure quei numeri devono uscire. Uno per dare credibilità stessa al sistema, due per conoscere i dati assoluti dei messaggini inviati, tre per (far) capire perché il blocco delle numerazioni in decade 4 dai cellulari sarà solo su base volontaria. Già il terzo punto dovrebbe aprire gli occhi a molti di coloro che leggono queste poche righe per fare una riflessione assieme: a chi giova tenere i dati nascosti di tutto questo sistema?
Forse agli stessi operatori telefonici (che prendono una sostanziosa % per il disturbo, nda) e alle società terze che magari, in barba a direttive ed etica, incassano anche dozzine di euro da adolescenti che (in pura linea teorica) manco sarebbero autorizzati ad utilizzare questi contenuti VAS?
Al di là della vittoria di X o della sconfitta di Y, spero che – al di là di alcune richieste alla GdF – si inizi invece a ragionare su quanto costano e quanta poca trasparenza regalino al contempo. Qui si rischia di avere persone che, in perfetta buona fede, spendono anche 20 euro per sostenere un cantante o un amico senza poi sapere se quei 10 voti sono stati conteggiati… a proposito, quanto è democratico un sistema che permette a “una testa” di votare dieci volte solo perché “ha soldi”?!
Ci sono tante cose che NON mi tornano….
In questo periodo in cui sono presente sulle TLC nazionali cerco di farmi perdonare con resoconti (spero utili…) dall’estero.
Complice il MWC 2010 torno a parlare di internet mobile, stavolta in Spagna. Non è la prima volta che uso Yoigo, l’ho già fatto varie volte negli anni scorsi. Lo scorso, sempre a Barcellona per la kermesse sulla telefonia mobile, rimasi francamente deluso. Connessione lenta e spesso inutilizzabile.
Quest’anno ho deciso però di dare un’altra possibilità a Yoigo. Perché? Non per masochismo, ma perché speravo che la nuova sim dati che offre a 3 euro al giorno una flat “illimitata” su apn internet andasse meglio.
E così è stato. Il tetto di 100 MB giornalieri ad “alta velocità” – che costa di più della relativa offerta da 1,80 euro al giorno insita nelle sim voce (l’offerta che mi aveva fatto penare nel 2009…) – vale la spesa. Specie per un uso saltuario. Tra l’altro la sim dati costa 20 euro con 20 euro di credito e soprattutto può essere usata anche per le… chiamate voce. E’ infatti abilitata a chiamare e ricevere telefonate e sms (8 ct. + scatto per le nazionali, 8 ct. per gli SMS compresi quelli verso l’Italia) ed è ottima per gli usi negli smartphone e chiavette internet. Unica avvertenza per gli amici con iPhone: il tethering non è possibile.
Per il resto fateci un pensierino
Nessuna paura, non ho trasformato questo sito in un travelblog (anche se l’idea mi stuzzica, lo ammetto!).
Semplicemente sono assieme all’amico Fabrizio in quel di Barcellona per seguire, per quanto possibile, le novità del Mobile World Congress 2010.
Nei prossimi giorni i primi commenti, intanto se volete qualche impressione a caldo guardate un po’ cosa appare su Mondo3