Mobile Vikings, il gestore virtuale per usare internet in Belgio
Sono in Belgio, un piccolo consiglio per chi – come il sottoscritto – può avere bisogno di una connessione dati sul proprio cellulare a costi accettabili.
Segnalo la cosa per due motivi: chi bazzica Bruxelles, Anversa, Liegi, Bruges e qualsiasi altra città belga non sono pochi. Specie tra i nostri connazionali che, per i motivi più disparati, viaggiano per lavoro o per trovare i parenti nella vasta comunità italiana di queste parti. Secondo perché il gestore che consiglio, seppur un piccolo MVNO, mi ha fatto un’ottima impressione a livello di assistenza: Mobile Vikings è presente sui canali social 2.0 (Twitter, Facebook) e risponde prontamente all’email. Un piccolo paradiso, insomma.
Ben imbeccato dall’amico Marco (che in Belgio ci vive), l’offerta è semplice. Per chi fa MNP sim gratis, altrimenti costa 15 euro. A questo punto siamo a credito 0 con una sim che scade dopo 1 anno: beh, basta ricaricarla di 15 euro e i clienti Mobile Vikings hanno in cambio:
- 1 2 GB di dati su APN Web (per ora solo GPRS su rete BASE, in futuro si prevede anche 3G);
- 1000 SMS verso tutti i gestori belgi;
- 15 euro di credito per le chiamate (le nazionali sono fatturate a 0,24 € al minuto al minuto)
Unico limite il dover fare un bonifico (niente carta di credito) per comprarla. Ed attenderla a casa: eh sì, la spediscono. Ah, il sito dove comprarla: http://www.mobilevikings.com/. Basta cliccare qua sotto
Articolo aggiornato a settembre 2010
Squilla il telefonino in Corea del Nord
Avevo scritto lo scorso anno di Orascom in Corea del Nord, il paese più refrattario ad ogni novità tecnologica per i timori della dittatura.
Tanto timorato che il primo gestore, dopo aver servito circa 20.000 clienti dell’apparato governativo, fu castrato dallo stesso Stato per il timore di un elevato rischio interno con comunicazioni real time in mobilità. Tutto questo non ha scalfito, a quanto pare, il coraggio di Sawiris che – dopo aver preso Wind in Italia – aveva lanciato nella lontana penisola coreana il più azzardato dei suoi investimenti: coprire in UMTS Pyongyang e dintorni.
Nonostante il costo dei terminali (200/300 euro, irraggiungibili per gran parte della popolazione), l’idea di carte prepagate da 3 e 5 euro ha comunque fatto registrare un successo innimagibinale. L’obiettivo era 100.000 clienti, invece dopo un solo anno le cronache parlano già di 120.000 utilizzatori.
Chi ci avrebbe mai scommesso una lira?
Europa Unita (dei telefonini) cercasi
Leggevo nei giorni scorsi, con somma meraviglia, una proposta così intelligente che non mi sembrava vero.
[...] dal primo novembre 2009, in Italia e in gran parte del Vecchio Continente sara’ possibile domiciliare sul proprio conto corrente anche il pagamento di un servizio (utenze domestiche, fatture telefoniche, ecc.) acquistato in un altro Paese europeo gia’ facente parte dell’eurozona.
Anche per il pagamento delle bollette arriva cosi’ il ‘passaporto Ue’, sebbene il servizio inizialmente sara’ offerto dalle banche su base volontaria. Ma tra un anno, cioe’ dal 2 novembre 2010, tutti gli istituti di credito dei Paesi aderenti all’eurozona dovranno offrire obbligatoriamente questa possibilita’.
Dal 2014 sara’ poi completata l’estensione del servizo a tutti i Paesi aderenti al Sistema di pagamenti europeo (Sepa), cioe’ i 27 Ue piu’ la Norvegia, la Svizzera, l’Islanda, il Liechtenstein e il Principato di Monaco, indipendentemente dalla moneta in circolazione in ciascuno di loro.
Ad oggi in Italia, secondo i dati diffusi dall’Associazione bancaria italiana (Abi), ben 450 banche, per un numero di filiali pari a 23mila (su un totale di 34mila) sono pronte a offrire alla propria clientela questo strumento. [via Aduc]
Utile e divertente. In pratica potrei aprire un abbonamento francese con Orange se vado spesso là e lo pago con il mio conto corrente italiano. Fantastico, no?
Ma chi lo ha proposto ha mai saputo che in Italia, Francia etc. etc. AD OGGI nella gran parte dei contratti telefonici manco viene prevista la possibilità di inserire un indirizzo estero in anagrafica? Basti pensare che, alle soglie del 2010, è praticamente impossibile ricaricare online una sim estera con una carta di credito straniera… mi pare paradossale che ora nasca un (doveroso) obbligo per pagare le fatture telefoniche di quei gestori che manco hanno aperto le porte alla libera circolazione degli SMS europei!
…un anno passa veloce e non vedo miracoli all’orizzonte.
Paese che vai, ricarica che trovi
Nel Regno Unito è stata abbassata l’IVA nella telefonia.
Interessante, soprattutto nella sua applicazione. Oggi ho ricaricato la sim O2 UK di 10 sterline, questo l’SMS di conferma appena arrivato.
[...]We also added an extra £0.22 to your balance so that you benefit from the lower VAT rate.
Beh, paese che vai ricarica che trovi…
