Per i fan di Viber la riflessione di Quintarelli
Non è un periodo in cui ho molto tempo (per chi aspettasse una risposta via email chiedo un po’ di pazienza, a breve mi metto in pari!), tra le varie cose che ho nel “to do” è l’installazione di Viber per iPhone.
Un’applicazione che mi hanno consigliato (!) financo contatti che di telefonia interessa quanto a me dello studio dei fenicotteri.
Uno, faccio outing. Come anticipato ancora non ce l’ho, vi dovete “rassegnare” a chiamarmi come sempre.
Due, leggete Quintarelli. More…
Arriva il Voip su 3G, ma i gestori lo chiudono
Il titolo riassume tutto. E’ da settimane che si parla (molto) dell’apertura di Apple all’uso della rete UMTS per fare chiamate VOIP che i gestori sembrano ripensarci.
Insomma quel che apre un produttore (sia chiaro non è l’unico! Ma visto che il mondo ormaisembra sia melaoriented…
), viene chiuso dagli operatori. Dei limiti di internet mobile by Vodafone ne abbiamo parlato più volte. Sabato ho letto con piacere delle novità Wind, specie dell’opzione “Internet No Stop”. Un prezzo accessibile per 1 GB a banda piena (il superamento di quella soglia rallenta la velocità, nda), peccato per una clausola che altri amici hanno già evidenziato:
“Sono incluse nell’offerta tutte le connessioni sviluppate in Italia mediante punto di accesso internet.wind con esclusione del traffico VoIP e delle connessioni GSM e WAP.”
Quindi la grande paura è il VOIP, niente P2P o altre connessioni mangiabanda. Il nemico è la telefonia che salta a piè pari i gestori mobile. E’ talmente palese che sembra quasi inevitabile un altro trend di variazioni contrattuali… con buona pace della net neutrality.
Google Voice, invidia ed occasioni perse
Stavo leggendo un nuovo servizio di Google Voice con un misto di invidia (in Italia il servizio non è attivo) e un poco di rabbia.
Rabbia? Si può essere arrabbiati nel sapere che gli americani possono ascoltare nella loro casella di posta i messaggi della segreteria telefonica?
Certo che no. Ma lo spunto della rabbia è che già nel 2001 usufruivo di questo servizio in Italia. Sì, in Italia. Con Wind e i suoi servizi di segreteria avanzati che permettevano di ricevere nella propria email i messaggi, in formato .wav come nell’immagine qui sotto, lasciato nella casella vocale.
Otto anni fa c’era già il futuro in casa, peccato che il gestore in mano a Sawiris abbia lasciato morire la speranza di arrivare – per una volta – prima di Google e degli stranieri… più che rabbia, amarezza. Eh sì, forse è questo il sentimento giusto dopo aver ritrovato tra le vecchie email di otto anni fa quel che oggi mi sembra il futuro.
Everybody Wants to Be Italian
Il titolo di una commedia statunitense di due anni fa diceva proprio così. Everybody Wants to Be Italian.
Tutti, ma probabilmente non Google Voice. Ho risposto all’invito di adesione al servizio con un misto di gioia e sorpresa che il messaggio di “benvenuto”, di cui poco sopra, ha ampiamente demolito.

