L’(ab)uso del Corecom (2)
Seconda nuova avventura nella “serie” sull’(ab)uso del Corecom.
Protagonista stavolta di questa serie, che speravo non avesse altri capitoli, è mio padre. Partiamo dalla fine: anche in questo caso l’esito è positivo, estremamente. Quindi il fulcro non è la risoluzione del disservizio, è ancora una volta la funzione dell’organismo regionale per risolvere problemi semplici che competono ai vari Call Center.
Andiamo in ordine anche questa volta: nel 2007 (sì, oltre due anni fa…) l’account Alice legato alla linea ADSL di casa ha dei problemi con i servizi di autenticazione, pop3 e smtp. Segnalato il tutto, arriviamo – con 3 solleciti al 2009 – quando convinco mio padre a un nuovo (inutile) fax e al tentativo obbligatorio di conciliazione con richiesta di risarcimento. Qui la storia diventa divertente: a tre giorni dalla convocazione il disservizio viene risolto, aspettiamo la conciliazione per il risarcimento. Mio padre all’ultimo è assente non giustificato, l’arbitrato non ha luogo per la sua assenza ma nonostante tutto Telecom Italia ci rimborsa per l’importo richiesto in sede arbitrale pur non avendo obbligo conciliativo in tal senso.
Tutto bene, ma anche in questo caso era troppo “banale” aver risposto al primo fax inviato al Call Center 26 mesi fa piuttosto che arrivare a questa assurda situazione?
PS: nei prossimi giorni l’aggiornamento del blog – causa ferie, soprattutto mentali
– sarà sospeso: riprenderà, più o meno, nella prossima settimana. A rileggersi presto!
Telecom, scendono i prezzi verso mobile
A partire dal primo luglio, come si legge in un annuncio a pagamento sui principali quotidiani, infatti arrivano tagli fino a 16% per le famiglie e fino al 15% per le partite iva.
Per le utenze residenziali rimane invariato lo scatto alla risposta (7,87 centesimi), ma scendono i prezzi per ogni minuto di conversazione. In particolare, per telefonare a un cliente Tim il prezzo passa da 15,36 a 13,36 centesimi al minuto in fascia intera (dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18,30), e da 8,92 a 7,76 centesimi in fascia ridotta (dalle 18,30 alle 8 dei giorni feriali e sabato, domenica e festivi).
Chiamare un telefonino Vodafone sarà leggermente più caro (13,86 centesimi) ma è meno dei precedenti 15,95 in fascia intera: costerà 7,92 centesimi (da 9,11) in quella ridotta.
La telefonata verso Wind costerà invece rispettivamente 15,61 centesimi al minuto (dai precedenti 16,86) e 9,08 centesimi (da 9,65).
Lo “sconto” più rilevante sarà quello relativo alle chiamate ai cellulari 3 Italia che scendono da 22,01 a 18,52 centesimi al minuto in fascia intera (-15,9%) e da 12,78 a 10,84 in quella ridotta (-15,2%).
Risparmi in vista anche per le chiamate da fisso a mobile effettuate dalle aziende e dai professionisti. Nel dettaglio, le telefonate verso Tim scendono da 11,68 a 10,14 centesimi al minuto (-13,2%), quelle verso Vodafone da 11,78 a 10,26 centesimi (-12,9%), quelle verso Wind da 12,65 a 11,64 (-8%) e quelle verso H3G da 17,17 a 14,63 (-14,8%). Anche in questo caso lo scatto alla risposta resta invariato a 7,87 centesimi.
800732999: l’altra faccia della medaglia
Non è una cattiva notizia, solo un (piccolo) rammarico.
Probabilmente la prima impressione sul servizio 800732999 mi aveva dato fin troppo entusiasmo. Andiamo in ordine: mi era stata promesso una risposta entro il 3 maggio nella mia chiamata del 21 aprile scorso. Mi chiamano ieri pomeriggio. Un giorno di ritardo, nessun problema specie considerando che di domenica non era possibile farlo. Il problema si presenta subito alla risposta: operatrice svogliata che ricorda tanto il 187… beh, “Ma è sicuro che lei avesse chiesto esplicitamente di non essere in elenco?”. “No, guardi è che non ho mai autorizzato esplicitamente le chiamate commerciali.” Qui devo averla spiazzata: “Ok, segno il suo consenso ristretto per le chiamate di questo tipo. Le nostre agenzie probabilmente smetteranno di chiamarla: oddio, forse la chiameranno lo stesso. Idem gli altri.” Botta di ottimismo puro…
Vi rompono le scatole? Chiamate l’800732999
Ogni tanto ci si incazza avevo scritto qualche giorno fa. Oggi il bis, altro giorno a casa e un’infinità di chiamate (indesiderate) commerciali da parte di agenzie Telecom Italia che cercano in tutti i modi di farmi chiudere il CPS (ossia il transito delle chiamate uscenti) in essere con un altro operatore alternativo e/o di farmi attivare prodotti ADSL di cui non necessito.
Memore della buona notizia che avevo appreso, oggi guardando il calendario noto che è il 21 aprile. Quindi il provvedimento A375 AGCM sulla Tutela del Consumatore è già operativo come segnalava MobileBlog: dal 19 aprile 2009, infatti, Telecom ha aperto un servizio dedicato che consente ai clienti di segnalare chiamate indesiderate, moleste o aggressive da loro ricevute. A disposizione dei clienti ben due canali: il numero verde 800.732.999 ed i fax 803.308.386 / 803.308.388.
Io ho chiamato il call-center al numero 800 e devo ammettere, con piacevole sorpresa, che è davvero efficiente: il sistema riconosce il numero chiamante, dopo di che si parla con un cortese (oltre che competente) operatore che a sua volta vi chiede i dettagli delle chiamate indesiderate ricevute.
Una volta accertata la vostra identità e preso nota delle telefonate da segnalare (magari segnatevi orario e data delle stesse… e se vi riesce anche i numeri di identificazione delle agenzie, sempre che siate così bravi da farveli dare
), l’operatore mi ha confermato che entro il 3 maggio avrò risposta alla mia segnalazione (di cui comunque ho un codice identificativo per chiedere aggiornamenti). La chiamata non finisce qui. Vengo informato che Telecom farà di tutto perchè la riservatezza della nostra linea fissa sia quanto prima “al sicuro dalle telefonate commerciali” dei loro partner. Il finale è da applausi, tanti saluti con tanto di scuse.
Roba da non credere di essere al telefono con un call-center Telecom Italia a cui, per una volta, vanno i miei più sinceri complimenti.
