…oggi mi perdonino gli amici che non condivono ne’ la mia passione per il calcio che il mio tifo per la Fiorentina.
Ma dopo l’arrivo dell’applicazione ufficiale della mia squadra del cuore non potevo esimermi da consigliarne il download a tutti coloro che tifano viola
Andando un attimo serio però, a livello web 2.0, l’avventura della Fiorentina è di gran rilievo. Spesso si parla di azienda e del loro rapporto con il web, non è da sottovalutare quello delle squadre di calcio. In questo caso la società gigliata eccelle (escludendo il fatto che, personalmente, non apprezzo molto la decisione di aver abbandonato il dominio ufficiale acffiorentina.it a favore di violachannel.com… ma son gusti!): è presente su Twitter, su Facebook (con pagina fan e profilo personalizzato), su FriendFeed e financo su Flickr.
E soprattutto risponde ai tifosi, non è una presenza passiva come quella di tanti altri. La partecipazione inoltre è stimolata anche nella nuova applicazione per iPhone, tramite l’account di Twitter ho appena confermato di essere presente domani allo stadio per Fiorentina – Siena.
Beh, piccole cose che mi fanno piacere sia nel campo della comunicazione che… come tifoso viola
Scarica ViolaChannel, l’applicazione ufficiale della Fiorentina.
Ammetto che la pubblicità telefonica sulle tovagliette del Mac ancora mi mancava…

Leggo che “Telecom Italia ha annunciato che a partire da giugno 2010 sarà applicata a tutta la clientela una modifica alle Condizioni Generali di Abbonamento Linea Base relativa all’articolo 13 – Uso improprio del servizio“.
In particolare “l’articolo 13 verrà riformulato con l’obiettivo di assicurare una maggiore tutela contrattuale in caso di abusi o irregolarità nell’uso del servizio, tutelando in tal modo anche il Cliente dai rischi di “abuse”, prevenendo eventuali addebiti o responsabilità, che potrebbero derivare da un utilizzo del servizio telefonico effettuato in modo improprio o difforme dalle norme contrattuali“.
E’ un altro escamotage dei gestori? Può darsi visto che il termine maggiore tutela mi ricorda tanto le manovre antifurbi di contratti telefonici sempre più nebulosi… sempre che Telecom decida di tradurci la variazione senza mettere due righe in burocratese sul sito come pare intenzionata a fare.
….più furbi di quelli che combattono.
Volevo fare lo screenshot di una affermazione di uno dei 4 gestori italiani lasciata (semiufficialmente) da uno dei 3+1 operatori sui social network ma la risposta – che sono sicuro di aver letto – è sparita (se è ancora online rettifico…). Comunque cambia di poco il discorso visto che è cosa più volte dibattuta e la risposta è sempre stata quella.
Le clausole dei vari gestori sono anti-furbi. Qualcuno appunto lo scrive anche ai propri clienti con cui tenta il dialogo, ma nessuno ha il coraggio di fare la cosa più ovvia. Ossia rendere noto alla clientela i parametri delle clausole in “tempo reale” come si fa con il dettaglio del traffico e le soglie delle opzioni.
Torno a scrivere queste ovvietà perché o i “furbi” sono tantissimi o queste maglie invece aiutano solo i gestori nella battaglia contro i clienti meno redditivi….
…e dato che questo blog non è assolutamente uno dei TOP 100 nazionali, mi chiedo quanto sia ampio il fenomeno… mentre su Mondo3 ormai è argomento quotidiano, anche tramite questo piccolo spazio web ricevo personalmente ogni settimana qualche dozzina di email con richiesta di consigli dopo i vari cambi di tariffa / sospensioni unilaterali dei gestori.
Non è che forse forse i furbi sono quegl’altri?
Avete la PEC? Non so, molti di voi è probabile che non l’abbiano.
Potrebbe essere una rivoluzione, spero che lo diventi. Intanto di rivoluzioni in giro pare esserci solo quella per i disservizi che il nuovo servizio di PEC gratuita sta… regalando.
Tra l’altro, visto che sono iscritto all’Ordine, notavo che al contrario tra i miei colleghi non pare esserci una gran corsa per dotarsi dell’obbligatoria casella di posta certificata.
PEC, SCARSA ADESIONE TRA I GIORNALISTI
La Posta elettronica certificata (Pec) non sembra piacere ai giornalisti.
Secondo le ultime statistiche, su 108.437 (22.600 sono professionisti) iscritti all’Ordine solo circa il 10 per cento ha rispettato quanto prescritto dalla legge n. 2 del 28 gennaio 2009.
Che dire. I giornalisti non amano la PEC…