Non so in quanti abbiano già letto lo scandalo che vede protagonisti alcuni giornalisti inglesi riguardo ad indagini di cronaca troppo invasive. I titoli sono scandalistici, il fatto è grave ma almeno una parte del problema è piuttosto banale e potrebbe riguardare tutti.
Anzi, togliamo il condizionale. Riguarda potenzialmente tutti noi, almeno una buona parte. Torniamo alla notizia così come viene raccontata:
“Ora salta fuori che il News of the World, la testata più diffusa di Murdoch, aveva assunto investigatori privati e hacker per penetrare illegalmente nel telefonino di Milly, pochi giorni dopo il suo rapimento, in cerca di scoop.
Detective e cronisti del tabloid londinese avevano non solo ascoltato i messaggi lasciati sul cellulare della ragazza da genitori e amici che cercavano di rintracciarla: a un certo punto, poiché la segreteria telefonica era piena, ne cancellarono alcuni, sperando di recuperare altro materiale. Quando i familiari di Milly e la polizia si resero conto che qualcuno aveva eliminato parte dei messaggi, pensarono che fosse stata lei e che fosse viva. L’intromissione illecita contribuì a suscitare false speranze nella famiglia della vittima e a confondere le indagini della polizia.”
Due cose: 1. non serve un hacker o un investigatore particolarmente brillante per violare il 95% delle segreterie telefoniche: 2. non pensate che in Italia sia diverso dall’Inghilterra. Vediamo perché.
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