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Portabilità del numero e… del credito
Siamo ormai al countdown.
Mancano, infatti, solo sette giorni al trasferimento del credito tra gli operatori mobili. Se ne parlava addirittura dalla fine degli anni ’90, si è dovuta aspettare prima la MNP e poi questa decisione per permettere, come prevedeva probabilmente la più ovvia delle evoluzioni per il cambi ooperatore, il passaggio del credito residuo delle schede ricaricabili in concomitanza alla portabilità.
Una pratica che, se attuata in contemporanea alla nascita del 3° e del 4° gestore, avrebbe portato maggiori benefici ai conti di Wind e H3G (nonché alla concorrenza) in questi anni. Si arriva invece al 10 agosto 2009 per avere tutto questo.
La ricarica e l’accredito verranno erogati al cliente direttamente dal nuovo operatore (recipient), ma l’importo – su cui speriamo ci sia la massima trasparenza, nda – viene definito dal vecchio operatore (donating), che ha facoltà di detrarre dal credito residuo:
- i bonus e le ricariche omaggio presenti nel credito residuo;
- un costo per il servizio di trasferimento credito.
Il servizio di trasferimento del credito ha un costo per il Cliente: tale costo viene definito dal vecchio operatore e viene incassato sempre da quest’ultimo (e non dal nuovo operatore) attraverso un addebito sul vecchio credito disponibile. Per avere un’idea sui costi le anticipazioni di Vodafone al riguardo evidenziano una cifra ragionale: 1,5 euro circa.
Ancora sulle portabilità tra Tar, gestori e ritardi
Prendo spunto dalla ricerca dell’amico Max3 sul forum di Mondo3 (vedasi ‘Triplicazione tempi portabilità’) per cercare di capire cosa abbia comportato la decisione del Tar del Lazio sulle MNP dopo che lo scorso marzo aveva dato una risposta negativa a Tim e Vodafone.
Sinteticamente [...]:
- I ricorsi di Vodafone e Telcom Italia erano stati presentati a gennaio e febbraio scorso con richiesta di sospensiva della delibera Agcom.
- La sospensiva non è poi stata concessa dal TAR.
- Il TAR si è pronunciato alcuni giorni fa nel merito dei due ricorsi.
Sulla pronuncia del TAR Lazio, nelle due sentenze ( Telecom e Vodafone) tutti i motivi di impugnazione dei due ricorsi di Telecom Italia e Vodafone sono stati rigettati tranne uno, quello relativo ai tempi del recesso a seguito della richiesta di MNP: tempo che potrebbe scontrarsi con l’arco temporale di preavviso di comunicazione del recesso, ovvero 30 giorni come riaffermato dalla Legge Bersani.
Il TAR ha in pratica respinto la parte in virgolettato, o meglio ha riconosciuto ai gestori il diritto del preavviso, ma allo stesso tempo ha riconosciuto come legittima la riduzione dei tempi della MNP in 3 giorni decisa da Agcom. In pratica i due tempi sono distinti.
A parte questo rilievo ( è un bel grattacapo non c’è dubbio), il TAR ha confermato la validità di tutta la delibera Agcom 78/08/CIR e di conseguenza:1) Ha confermato il tempo di 3 giorni per la pratica di MNP
2) Ha confermato il divieto di retention una volta richiesta la MNP*
3) Ha confermato il divieto di ripensamento del cliente una volta avviata la procedura di MNP con richiesta del “recipient” all’operatore “donating”
4) Ha confermato l’obbligo per il gestore ad eseguire la MNP anche in caso di insolvenza, credito negativo…
5) Ha confermato la natura di “prestazione accessoria” della MNP.* Con l’unico rilievo accolto dal TAR, è fatta salva la possibilità di retention teorica durante i 30 giorni del recesso
In conclusione: le due fasi temporali sono state scorporate: da una parte il tempo di recesso dal contratto deve essere notificato 30 giorni prima, dall’altra parte la “prestazione accessoria” della MNP deve essere eseguita in 3 giorni come deciso dall’ Agcom.
Cosa cambierà?, si chiede Max. A suo parere l’Autorità farà ricorso al Consiglio di Stato per unificare nuovamente i due tempi, io intanto penso ad oggi: infatti temo le solite simpatiche “rappresaglie” dei due operatori protagonisti del caso (Tim e Vodafone) con nuovi ritardi creati ad arte per i clienti migliori in uscita…
De Profundis sulle portabilità
Dopo che il Tar del Lazio ha annullato la delibera sulle “fast” MNP, possiamo intonare il De profundis sulle portabilità in Italia.
Almeno un record ce lo siamo tolti dopo che i giudici amministrativi giocano con i cavilli più degli avvocati: con i trenta ed oltre giorni di attesa, non siamo più ultimi ma primi assoluti per la lunghezza della tempistica di cambio operatore. Corro a festeggiare… sigh.
Vodafone: ancora una megamulta per le portabilità
La qualità si paga, dicono molti fan di Vodafone. Sicuramente tale qualità ha delle pecche se è vero che…
Sanzioni per oltre 2,8 milioni complessivi da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nei confronti degli operatori telefonici. Le sanzioni riguardano Vodafone (1,68 milioni), Telecom Italia (536mila), Opitel (348mila), Bt Italia (120mila) e Eutelia (120mila). L’Agcom in una nota spiega che nell’ambito della sua attività a tutela dei consumatori, ha concluso negli ultimi mesi una serie di procedimenti diretti a verificare la corretta osservanza da parte degli operatori telefonici delle norme in tema di portabilità del numero, servizi non richiesti, indici di qualità.
La multa più salata è quella di Vodafone a causa della «violazione delle norme relative alla mobile number portability». In particolare, spiega l’Agcom, la sanzione è composta da 1,440 milioni «per aver illegittimamente ostacolato le richieste di trasferimento di utenti verso operatori concorrenti» e di 240mila euro «per aver utilizzato in modo improprio i dati dei clienti che avevano chiesto la portabilità del numero verso un altro operatore».
In pratica la prima multa sulle retention era solo l’inizio…
