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Tim Senza (?) Confini Europa
La nascita dell’Eurotariffa aguzza l’ingegno. E Tim, ancora una volta, trovo il modo per massimizzare con un’operazione cristallina i limiti comunitari… molti amici mi hanno chiesto cosa ne pensassi di Tim Senza Confini Europa.
E’ una nuova opzione per chi si trova in roaming internazionale e pensa di fare un discreto traffico. Ha molti pregi a prima vista: costa relativamente poco (10 euro), si paga solo effettivamente quando si è all’estero.
Cosa è che “non torna” allora? La logica della stessa tariffa. Ammesso e concesso che il regolamento europeo permette di derogare volontariamente all’Eurotariffa, Tim sfrutta al meglio questo cavallo di Troia per:
a) far pagare ai clienti (con l’opzione attiva) gli SMS più del doppio (29 centesimi l’uno invece del limite massimo di 13,2)
b) far pagare le chiamate entranti, oltre i 100 minuti compresi, 28,8 centesimi quando l’Eurotariffa per le stesse è ben più economica;
c) si conferma la tariffazione 60/60 per le entranti (ah proprio mentre l’Europa ha imposto quella più economica al secondo, 1/1), quindi NON sono 100 minuti ma 100 chiamate entranti massime (100 telefonate da meno di 1 minuto, nda).
A parte che i punti b) e c) possono non interessare per chi fa un uso calibrato dell’offerta, ma fate attenzione se mandate messaggini nei vostri viaggi. Questa fantastica “promozione”, infatti, vi fa pagare 10 euro per avere la beffa di avere prezzi più cari del 130% sulle tariffe massime comunitarie.
Esiste la libera scelta per evitare l’Eurotariffa, ma fatevi i vostri conti prima di rischiare un clamoroso autogol economico…
UPDATE: ho letto solo ora, nel pomeriggio, anche del pacco di Natale by Vodafone: beh, la scorciatoia scelta è chiara e lampante, peggio di quanto pensassi.
Numeri su numeri
Attenzione ai numeri. Non c’è di mezzo nessun concorso, ma solo qualche riflessione su alcune dichiarazioni dopo la ricerca del Ficora dove risulta che in Italia ci sono (forse) gli abbonamenti più cari d’Europa.
Cosa opinabile con mille fattori da valutare, ma che probabilmente qualcuno cerca di girare a proprio favore. A partire da un organismo (teoricamente) indipendente che è partito per la tangente:
[...] il Consiglio Nazionale degli Utenti replica alla ricerca dicendo che “lo studio datto conferma che la strada da seguire è quella di andare sempre più verso tariffe flat e abolire quelle a consumo” via Mondo3
Se non bastasse Tim attacca la ricerca finlandese affermando che – con il loro miglior piano flat – si spenderebbe meno della metà dei 200 euro calcolati per il profilo più oneroso. Quel che dice Bona è vero, peccato che i suoi clienti probabilmente usino un profilo tariffario “sbagliato” come dicono i numeri scandinavi. E visto che Tim sembra così decisa ad aiutare i suoi clienti a spendere meno perchè non tira fuori l’opzione BOP (Best Option Plan, automaticamente ai clienti abbonati viene fatturato il miglior piano telefonico in commercio rispetto al traffico effettuato nda) che Wind aveva “inventato” nel 1999?
Fabrizio Bona qualcosa del passato di quel gestore dovrebbe ricordarselo visto che lo ha gestito per diversi anni…
Quando Omnitel aveva roaming su Tim
C’era un tempo in cui l’Ag.Com. non esisteva e il Ministero delle Poste curava le TLC italiane. A quel tempo non c’era manco Vodafone, avevamo Omnitel. E non solo: TIM, Telecom Italia Mobile (o come preferite chiamarla…) era ancora pubblica (e per tutti era la SIP).
Quel tempo era il marzo 1996. Oltre tredici anni fa, dove i problemi del tempo però sembrano essere ancora attuali. Si parlava del roaming nazionale, quella pratica a cui i nuovi arrivati ricorrono per avere una maggiore copertura di rete in attesa degli investimenti. Ad oggi solo H3G ha bisogno del roaming Tim. Ma all’epoca anche Vodafone Omnitel ne aveva bisogno tanto che si dovette attendere un intervento dall’alto per stabilirne la cifra come riportano le cronache dell’epoca. Cronache da dove esce una cifra fuori da ogni logica attuale: 632 lire al minuto!
E’ vero che per le entranti nessun costo era dovuto, ma con il senno di poi si spiegano assai bene le tariffe iniziali con scatti e senza fasce orarie: Omnitel guadagna(va) molto di interconnessione sicuramente, ma certo quella cifra ad oggi sarebbe fin troppo onerosa anche per il roaming internazionale… cambiano i tempi, non le discussioni. Il fatto che Telecom non sia più pubblica non è che ne abbia migliorato la litigiosità ad esempio…
| via Corriere della Sera – “Via delle Poste al ” roaming ” Tim Omnitel”
L’abbaglio degli SMS a 10 cent di Tim e Vodafone
Non è che adori andare controcorrente, ma l’annuncio di Tim sugli SMS a 10 centesimi per i nuovi clienti da settembre mi fa sorridere. Perchè?
Perchè penso a quello che ha fatto l’altro unofficial dominant, Vodafone, nel mercato con la tariffa Vodafone Basic: SMS a 10 centesimi, ma tariffazione al minuto e SMS/chiamate vs. EU ancora più care di prima (le tariffe verso l’Unione sono molto più onorose del roaming internazionale! nda) . Ossia l’esatto opposto di quanto si prefigge l’Unione Europea con l’Eurotariffa che prevede SMS tra clienti comunitari a un prezzo che scende anno dopo anno e soprattutto la tariffazione al secondo. Dite che mi lamento troppo? Forse, ma il paradosso dell’Eurotariffa ci deve ricordare che non siamo solo cittadini italiani ma anche europei. E il concetto di Europa Unita cresce anche con un accesso alle comunicazioni comunitarie più trasparente, più limpido e sicuramente meno costoso. Un SMS, anche in Italia, deve costare la stessa identica cifra sia che lo invii quando sono in viaggio che, ovviamente, quando sono nel mio paese natìo. Invece così non è, grazie anche all’assordante silenzio su una questione di principio importante per il futuro europeo.
Pertanto se i 10 centesimi devono essere lo specchietto delle allodole per accontentare un gregge disattento meglio un NO GRAZIE. E dire che un intervento di forza sul mercato, da chi lo vuole libero come me, sarebbe una panacea di tutti i mali è un grande dispiacere: come del resto hanno evidenziato in tanti altri a partire da Marco Pierani di Altroconsumo che considera, giustamente, “il tetto imposto agli sms in roaming dalla Reding come una misura straordinaria imposta da un fallimento di mercato.“
| via Quintarelli
