Posted on the gennaio 26th, 2010 under TV by Andrea T.
Avete sempre pensato che questi spettacoli fossero degli acchiappacitrulli ?
Beh… un’analisi dell’Antitrust – ancora protagonista di questo blog, lo so… – verteva sul fatto che il comportamento posto in essere dalle società Linkk, Canale Italia, Tele A, e Multi Services, consistente nella reiterata diffusione, sulle emittenti “Canale Italia” e “Tele A” e “Tele A più”, di un telequiz denominato “Quizionario”, incentivasse i telespettatori a comporre numerazioni a valore aggiunto inducendoli a ritenere che lo scopo delle chiamate sia esclusivamente quello di partecipare al gioco in diretta e non già ad una televendita di suonerie per telefoni cellulari. In particolare, si specifica, il messaggio veicolato tramite il suddetto telequiz non specifica in maniera chiara, esplicita e puntuale che, chiamando i numeri a sovrapprezzo che appaiono in video durante la trasmissione, il consumatore realizza un acquisto di una suoneria per telefoni cellulari al costo di un euro a chiamata.
Le evidenze acquisite in fase preistruttoria e, successivamente, nel corso del procedimento, l’Autorità ha acquisito diverse registrazioni di puntate del “Quizionario”: da tali registrazioni è emerso che il programma in questione si presenta prima facie come un
telequiz che premia il concorrente che individui per primo, in un dato periodo di tempo, la parola più lunga tra quelle componibili sulla base della combinazione di lettere che appare in video. Dalle registrazioni è emerso altresì che, durante il programma, il/la conduttore/conduttrice invita continuamente i telespettatori a chiamare i numeri a sovrapprezzo che appaiono in sovrimpressione al fine di poter vincere i premi messi in palio. Contemporaneamente, si susseguono telefonate di presunti concorrenti, che peraltro non riescono mai ad indicare la parola [...].
Al di là di facili ironie comunque è arrivata una sanzione: alla società Linkk S.r.l. 70.000 €, alla società Canale Italia S.r.l. 56.000 €, a Tele A di Abbaneo 40.000 € e a Multi Services Enterprise S.p.A. 30.000 €.
Metropoli Day, sabato scorso, è tornata ancora sul tema sulle anomalie degli 199.
Copio/incollo dall’edizione in edicola, con un pizzico di soddisfazione per aver trovato (almeno) un cittadino che – dopo la segnalazione dello scorso dicembre – ha preso e ha chiamato l’Antitrust.
[...] Dopo gli articoli su Metropoli, un cittadino della provincia di Firenze ha scritto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per denunciare le violazioni; giovedì è arrivata la risposta a due delle segnalazioni, quelle che riguardano Enel e la Asl. L’Antitrust spiega che «verificherà la rilevanza dei fatti segnalati per i profili di competenza e provvederà a comunicare l’esito che l’Autorità intenderà dare alla segnalazione». Sorprende che non ci sia una procedura aperta anche su Ataf, ma – visto che i casi sono seguiti da uffici diversi – la segnalazione dell’avvio di una pratica potrebbe arrivare in un secondo momento. L’Autorità non ha competenze sulle singole controversie tra cittadini e imprese, ma se accertasse le violazioni potrebbe sanzionare con una multa il comportamento di Enel e della Asl. [...]
Una considerazione, la più amara: ad oggi le mancanze dello scorso sono ancora vive e vegete, possibile che si debba attendere la multa dell’Autorità per sanzionare un comportamento che anche un semplice cittadino è in grado di rilevare?
Il titolo è fuorviante. Lo so. E soprattutto ora farò affidamento a chi ha buona memoria.
Correva l’anno 2008, all’epoca le sanzioni dell’Antitrust facevano ancora notizia. Arrivò, prima di una lunga serie, una sanzione contro le suonerie di Zero9 con una condanna che toccò, oltre all’azienda che distribuiva i contenuti, anche i gestori mobili.
Gli operatori non la presero bene. Si arriva alla decisione del Tar del Lazio: sembrava un sostanziale passo indietro. I legali di Telecom e Wind, infatti, avevano sostenuto l’illegittimità dell’estensione del concetto di operatore pubblicitario alle società telefoniche. Non in maniera troppo convinta – avevo scritto – se uno degli avvocati, Antonio Lirosi, al Messaggero parla di «un successo clamoroso».
Beh, siamo nel 2010 ed ancora non siamo arrivati alla fine. Leggo infatti che Telecom, Wind e Vodafone, come apprende Radiocor, hanno presentato ricorso al Consiglio di Stato contro le multe per pratiche commerciali scorrette, inflitte loro dall’Antitrust il 21 agosto 2008 in relazione alla diffusione di un messaggio pubblicitario per loghi e suonerie. Da parte loro, TIM, Wind e Vodafone, nei rispettivi ricorsi, chiedono l’annullamento totale delle multe in quanto le loro condotte non andrebbero qualificate come omissive e non ci sarebbe corresponsabilita’ nella pratica commerciale scorretta.
Certo, un operatore telefonico non sa che ci guadagna dalla condotta scorretta altrui sulla propria rete… molto credibile, il problema è che potrebbe essere pure considerato vero.
Tempo perso, questa è stata la mia prima esclamazione leggendo (a lato) la risposta dell’Antitrust all’iniziativa, supportata anche da Aduc, dello scorso luglio con cui io (e molti di voi) chiedevano all’AgCom e alla stessa Antitrust di intervenire sui prezzi italiani di chiamate e SMS che, per il paradosso dell’Eurotariffa, erano più cari che in roaming internazionale.
La lettera sembra beffarda, dicendo quanto era scritto in premessa, che “esula dall’ambito delle proprie competenze, non integrando alcuna delle ipotesi di illecito commerciale [...]“
Per fortuna riprende la promessa di intervento, rinnovata successivamente anche da AgCom, con una piccola bugia
Scrive l’Antitrust:
[...] entro gennaio 2010 i clienti dei principali operatori mobili potranno accedere senza costi aggiuntivi a tariffe allineate al tetto comunitario sugli SMS e a piani tariffati al secondo [...]
Sarà anche così, ma le nuove “tariffe compatibili” in barba al tetto tariffario continuano – nonostante il regolamento comunitario sia MOLTO chiaro – ad avere:
SMS Italia verso EU: 30 centesimi (eccetto Wind);
Chiamate Italia verso EU > Eurotariffa con scatto alla risposta e spesso tariffazione a scatti anticipati.
Quando hanno deciso le tariffe allineate al tetto comunitario hanno deciso di farlo parzialmente?
Lo dico sempre, forse fin troppo spesso.
Se qualcosa non vi torna segnalatelo alle Autorità di settore, AG.COM. ed Antitrust.
Talvolta si hanno delle delusioni, non ci sono le risposte che ci si aspettano. Altre volte si ricevono comunicazioni come quella che ho appena fotografato. L’Antitrust mi informa che una mia segnalazione relativa a una retention (finalmente scomparse) di Vodafone non mantenuta è servita per sanzionare il gestore di 230.000 euro.
Beh, questo è un bel regalo di Natale… la soddisfazione di aver fatto qualcosa di utile.