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Coop Voce vuole crescere con… le terminazioni
Il mondo della telefonia non è indenne dai cosiddetti tormentoni. Sicuramente il tormentone più in voga in questo periodo è quello legato ai costi di terminazione. A dira la sua al riguardo arriva anche Coop Voce che vuole entrare a far parte nel giro delle interconnessioni. Perchè? Il motivo è molto semplice, i guadagni in percentuale sul traffico fatturato non bastano per costruire una rete e per uscire dalle maglie del “gestore madre”. Ovvio che tutto ciò fosse noto ben prima di entrare nel mercato, scegliere (o subire…) di fare l’ESP è ben diverso dall’essere un MVNO.
Comunque è interessante leggere che “in Italia la competizione è soffocata. Gli operatori virtuali italiani si trovano in una sorta di libertà vigilata. E gli accordi che vengono stretti con gli operatori di telefonia mobile per sfruttarne la rete danno margini di profitto e di manovra risicati.” A dirlo è Francesco Pinelli, direttore area telefonia per Coop, secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica.
Coop Voce ha inoltre chiesto all’AgCom norme che tutelino gli operatori virtuali, come la possibilità di guadagnare anche dal traffico entrante, alla stregua delle tariffe di terminazione degli operatori normali. Intanto a breve Coop Voce lancerà tariffe scontate per le chiamate tra membri della famiglia e per il mercato etnico. Gli immigrati potranno anche trasferire denaro all’estero via cellulare.
Basterà? Probabilmente no, ma Pinelli promette anche che, entro un anno e mezzo, i clienti potranno usufruire di cellulari speciali per pagare la spesa, che funzioneranno come scanner da passare vicino ai prodotti.
[via WebMasterPoint]
Costi di terminazione, il parere dell’ECTA
Un j’accuse contro TIM e Vodafone. Questo è quello che viene dall’ECTA (The European Competitive Telecommunications Association), l’associazione che si batte per una regolamentazione del mercato delle telecomunicazioni a difesa degli operatori alternativi, con una precisa accusa agli operatori mobili incumbent .
In pratica si accusano Tim e Vodafone, i due incumbent del mercato mobile italiano, di esercitare una politica discriminatoria imponendo prezzi eccessivi sui costi di terminazione, il pedaggio che gli operatori mobili chiedono, all’operatore da cui parte la chiamata, sia esso operatore fisso o mobile, per farla transitare sulla propria rete. La condizione attuale – secondo Ecta – rende estremamente costoso chiamare utenti appartenenti ad altri operatori e a pagarne le conseguenze sono i consumatori. L’associazione si è ora rivolta al commissario europeo per le comunicazioni, Viviane Reding, affinché nelle proposte sui costi previste per la fine di questo mese si prendano dei provvedimenti atti a ridurre le tariffe praticate fino a questo momento. More…
“Un regalo da 3 miliardi di euro”
Non si fa in tempo a gioire per le prime prove di simmetria per la telefonia mobile che arrivano le prime pesanti critiche come riporta corretta l’agenzia di stampa AGI:
Sono negative le prime reazioni che arrivano da fonti del settore alla bozza di decisione dell’Autorita’ per le Comunicazioni che stabilisce che la terminazione degli operatori mobili dovra’ convergere a 5,9 centesimi di euro al minuto al 2011 per Telecom, Vodafone, Wind e a 7 centesimi per H3G. Si tratta, fanno notare le fonti, di una soglia “ampiamente superiore a quanto indicato dalla Commissione Europea, che ha stimato che il costo reale della terminazione su rete mobile e’ al massimo di 3,5 centesimi di euro al minuto”.
L’Autorita’ italiana, proseguono le medesime fonti, “ha cosi’ disatteso le indicazioni reiterate dal Commissario Reding non piu’ tardi di quindici giorni fa, quando ancora in un discorso chiedeva un’armonizzazione nei costi di terminazione mobile, e riteneva difficile spiegare le differenze tra i diversi costi”. Dal confronto con gli altri paesi europei emerge infatti che la proposta di fissare un valore per la terminazione mobile di 5,9 al 2011, proseguono le fonti, “pone l’Italia al di fuori della media dei paesi europei”. Le altre Autorita’ europee hanno imposto gia’ nel 2008, significative riduzioni per ridurre gli oneri di terminazione mobile: – in Austria dal 1 gennaio 2008 e’ stato imposto al primo operatore mobile un tetto massimo di 5,72 centesimi al minuto.
Addio autoricariche
Stavolta me le suono e me le canto. Non ho fatto in tempo a chiedere (vedasi il post Telefonia fissa, arriva la simmetria) che l’AG.COM. intervenisse sulle terminazioni della rete mobile che ieri l’Autorità Garante, a sorpresa, ha pubblicato un importante comunicato stampa. Un occhio ai prezzi proposti, le autoricariche potrebbero sparire ben presto.
Approvato provvedimento su tariffe di terminazione mobile
Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, ha approvato oggi uno schema di provvedimento per la regolamentazione delle tariffe di terminazione mobile (mercato 7 della Raccomandazione UE sui mercati rilevanti delle comunicazioni elettroniche).
La proposta prevede riduzioni delle tariffe attualmente in vigore, nella misura di oltre il 30 per cento nell’arco di un triennio. I valori suggeriti per i singoli operatori riflettono una curva di discesa (glide path) che conduce a livelli sostanzialmente analoghi a quelli stabiliti dal regolatore britannico (Ofcom).
Il provvedimento sarà adottato definitivamente, con conseguente entrata in vigore, a conclusione della consultazione pubblica (che avrà la durata di trenta giorni) e dopo avere acquisito i pareri della Commissione europea e dell’Autorità Antitrust.
La sequenza della manovra è la seguente:
Proposta di glide path Dal 1°/7/08
(dal 1°/9/08 per H3G)Dal 1°/07/2009
Dal 1°/07/2010
Dal 1°/07/2011
Telecom Italia 8,85
7,7
6,6
5,9
Vodafone 8,85
7,7
6,6
5,9
Wind 9,51
8,7
7,2
5,9
H3G 13,00
11,0
9,0
7,0
Al 1° luglio 2008, per Telecom Italia, Vodafone e Wind, entrano in vigore le tariffe stabilite dalla delibera 3/06/CONS (nessun nuovo intervento regolamentare).
Al 1° settembre 2008, la tariffa di H3G scende a 13 centesimi di euro, con una riduzione del 20%, sulla base di un apposito provvedimento, che sarà sottoposto a consultazione pubblica ed al parere della Commissione europea.
Dal 1° luglio 2009 entra in vigore il nuovo glide path triennale, con i valori indicati in tabella.
Roma, 21 maggio 2008 www.agcom.it/comunicati/cs_210508b.htm
