Sul blog non ne avevo parlato molto, lo avevo fatto invece tra gli amici di WindWorld in un’apposita discussione che ormai ha diversi mesi ed è ancora attuale: Non posso ricaricare perchè ho troppo credito!
La storia è semplice: secondo Wind, nonostante non sia scritto in nessuna pagina del contratto di servizio e in nessuna nota di tutto il sito ufficiale, i clienti che hanno un credito maggiore di 1500,00 non possono ricaricare la propria sim. E’ una vera disdetta, considerando che su quella scheda prepagata c’è il mio numero principale che beneficia dell’autoricarica entrante del piano BeWind. Ricevo molto più di quanto chiamo e quindi negli anni il credito è salito.
Lo scorso anno, dopo lunghe chiaccherate al 155, mi fu rinnovata la validità della sim dallo stesso callcenter senza obbligo di ricarica con l’avvertenza però di “fare presto a scendere sotto i 1500 euro che altrimenti rischia che l’anno prossimo nessuno le rinnova la scadenza“. Dopo nove mesi sono sotto la famosa soglia dei 1500 come potete vedere nello screenshot: provo a ricaricare via 4242, ma la risposta è quella che sentite nel file audio.
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Chiamo nuovamente il 155, la nuova versione è che devo ricaricare in modo che la somma del credito attuale più quello del valore della scratch card sia inferiore a 1499,99 euro. Ci devo credere (vedi aggiornamento) o è la solita risposta per prendere tempo su una questione dove ad oggi, nonostante le segnalazioni alle autorità garanti, non ho visto l’ufficialità di questo norma che vieta le ricariche ai crediti troppo alti?
AGGIORNAMENTO 20.04: come ho scritto nei commenti l’indicazione è vera. Pertanto il valore della ricarica deve far sì che non si superi i 1500 di credito per permettere la stessa e il rinnovo della data di scadenza.
Mi sono occupato spesso di Mediaset Premium e della questione del credito residuo, andando financo in televisione a parlare in diretta su Mi Manda Rai3. E la questione, spinosa, ha smosso molti consumatori ed associazioni di cui consumatori. Con esiti, almeno quelli odierni, piuttosto bizzarri. Due notizie, una di seguito l’altro, dicono tutto e il contrario di tutto:
- Bollettino n. 45 dell’AgCm;
- Tribunale di Roma, decisione del 22 dicembre 2008: il Tribunale ha ordinato a RTI di comunicare ai consumatori e utenti il riconoscimento del diritto di recesso dai contratti con scadenza al 30 giugno 2008 e al 30 giugno 2009 e il diritto alla restituzione del credito residuo alla data del recesso o della scadenza del contratto, o alla sua trasferibilità su nuova pay card, il tutto senza costi ingiustificati, per i contratti con scadenza al 30 giugno 2007, al 30 giugno 2008 e al 30 giugno 2009.
Allora intendiamoci: il credito residuo delle schede con scadenza il 30 giugno 2007 in pratica ancora non ha alcun rimborso, quelle con scadenza successiva sì ma in maniera onerosa. Come per gli utenti – vedasi il sottoscritto – del 2007. Ma non è così onerosa secondo l’Antitrust. Se Adiconsum è moderatamente soddisfatta, il sottoscritto non lo è affatto.
Vediamo perchè. Al sottoscritto RTI ha ribadito più volte che “non si poteva conoscere il credito delle sim scadute, è un nostro limite tecnico.” Limite a cui difficilmente ho sempre creduto tanto che leggo nel bollettino che l’Antitrust che “[...] inoltre, è avallata dalla dichiarazione del soggetto fornitore del sistema di criptazione, che ha peraltro confermato la non possibilità di alterazioni dell’importo del credito residuo successivamente alla scadenza della tessera, ed in particolare in sede di lettura.” Quindi mi hanno mentito, ingenuo io a segnalare la cosa alla stessa Antitrust che tra l’altro ha ritenuto testimone affidabile un fornitore della stessa RTI: di solito si sceglie un parere esterno, a Catricalà forse sfugge che “il cliente (RTI in questo caso) ha sempre ragione”?
Ora vedrò di richiedere quei 16 euro in maniera “onerosa”, nonostante la conciliazione fallita il principio è rimasto…
…su Repubblica.it. Un articolo di Alessandro Longo segnala l’improvvisa sparizione del credito residuo per circa duemila clienti Wind con promozioni internet attive.
Un grave, gravissimo, disservizio che si è risolto in tempi più o meno celeri. Non immediato, ma rispetto ad altri casi sicuramente “velocemente”. A proposito di altri casi: ma di quello, parzialmente ancora irrisolto, di 3 Italia e i contenuti VAS impazziti non mi pare di trovarne alcuna traccia ne’ su repubblica.it ne’ su altri media nazionali. Mondo3 e Cellularitalia esclusi.
Sarebbe quindi da capire come si giudicano i “cattivi” e i “buoni”, la voce impertinente che mi ha risvegliato un amico mi fa sorgere una domanda: non è che esiste il timore di citare esplicitamente disservizi di aziende che pagano parecchio in pubblicità su media così importanti?
Stavo leggendo nei giorni scorsi questo articolo dal titolo eloquente: “Attenzione alle sim dormienti“. Un pezzo in cui si spiega – partendo da una circostanziata segnalazione di www.sosconsumatori.it – come “determinati gestori approfittano delle “sim card” inutilizzate e lucrano sulle spalle degli utenti caricando su queste schede i costi dei servizi aggiuntivi e mai richiesti. Il sistema, che è semplice e apparentemente innocente, sta gabbando molti utenti in tutta l’Italia con degli addebiti molto salati a carico dei malcapitati mentre risulta molto efficace ed assai redditizio per le aziende telefoniche che lo praticano. Sulle sim card abbandonate si inviano quindi, in maniera estremamente subdola, messaggi contenenti il costo di servizi opzionali e/o aggiuntivi ai quali bisogna rispondere, entro una certa data, con un messaggio di conferma o rinuncia. Se il messaggio di rinuncia, inviato dal gestore sulla sim card dimenticata, non arriva in tempo l’addebito viene caricato automaticamente e il gioco è bello e fatto [...]“.
Non faccio in tempo a dimenticarmi l’articolo che sul forum di Mondo3 appare questa discussione dal titolo altrettanto eloquente: “Peggio del 2007, mi hanno cancellato tutto il credito!!!“. E cosa viene fuori? Che a Giby ed altri utenti sono state “svuotate” letteralmente del credito alcune sim del gestore H3G tramite contenuti a sovrapprezzo (fino a 50 euro l’uno). Magari è un semplice errore del sistema, ma a pensare male spesso la si azzecca.
A questo punto non resta che aspettare la risposta di 3. Con pazienza.

Ormai i rimodulati - qualche milione di persone, nda – vanno “coccolati”. Non sono ironico, sicuramente manca l’informazione. Di cosa? Del fatto di una possibilità che, oltre che nelle email di alcuni lettori, è uscita anche all’esterno: in pratica i clienti Tim con i piani che da questa settimana costano 3 centesimi in più al minuto possono chiedere la restituzione del credito residuo (Come riavere il credito residuo… cash) SENZA chiudere la linea!
Una sorta di recesso parziale che viene incontro ad alcune rimostranze già evidenziate in passato (Rimodulazioni: la nota che Tim si è dimenticata).
Quale il vantaggio di compilare questo modulo e chiedere i soldi indietro senza chiudere la sim? Beh, innanzitutto che si può fare MNP senza pensare che fine farà il credito. Poi la soddisfazione di aver rotto un po’ le scatole a chi ormai si muove come monopolista in un mercato senza regole con regole senza controllori. Intanto per chi vuole usufruire della possibilità segua questo link: http://www.tim.it/showfile/73725.pdf . Fate veloce che Tim si è autolimitato nel restituire i soldi ad inizi di ottobre. Troppa grazia…