Le antenne contro il digital divide

L’argomento è di quelli scottanti. Non c’è quasi città in Italia senza il locale “comitato contro le antenne”, dall’altra parte nei paesi non coperti dal servizio ADSL è raro non trovare il “comitato contro il digital divide”. Ora le due esigenze rischiano di scontrarsi. La banda larga nella società moderna è sempre più importante e soprattutto chi ne è sprovvisto paga un caro gap in termini comunicativi e, talvolta, lavorativi.

Ieri Vincenzo Novari ha fatto un’interessante proposta. Personalmente trovo lodevole realizzare nei prossimi due anni una rete dati a 2 o 4 megabit che copra il 100% della popolazione italiana. ”Si puo’ fare in un modo abbastanza semplice, con il concorso di tutti, in particolare enti territoriali e operatori: cablare 10mila-20mila-30mila antenne e’ diverso rispetto a 20 milioni abitazioni italiane”, ha detto Novari. Peccato che un paese il nostro - che vorrebbe la botte piena e la moglie ubriaca - sicuramente sarà in grado di dividersi. Mi immagino già i primi commenti appena si capirà che questa è una rete wireless… la parola antenne manderà in crisi il tutto.

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2 ottobre 2008

Paese che vai, banda larga che trovi

La banda larga per tutti. Se ne parla molto, soprattutto in Italia. Molte parole, pochi fatti. Ma non è così ovunque. Apprendo da “Repubblica” che “[...] Cinque anni per recuperare il terreno perduto, cinque anni per passare dalla qualifica di asino a quella di primo della classe: la Francia è il paese europeo che offre al più gran numero di suoi cittadini l’accesso alla banda larga. A fine 2007, il 98,3 per cento dei francesi (contro il 50% nel 2003) poteva chiedere un abbonamento Adsl; la sparuta pattuglia dei dimenticati sarà servita in primavera grazie al satellite.

Una percentuale superiore a quella tedesca (93%), spagnola (90%) e italiana (60%). Un exploit non da poco, se si considera la struttura del paese : la Francia metropolitana, cioè senza i dipartimenti d’Oltremare, ha una superficie di quasi 550 mila chilometri quadrati (l’Italia è quasi la metà, 301 mila chilometri quadrati). Fornire a tutti l’Adsl era una scommessa, tanto più che in passato le telecomunicazioni non sono state il settore più forte del paese : il decollo della telefonia fissa è avvenuto con molto ritardo, i telefonini hanno faticato ad imporsi. [...]”

Mentre la Francia vola, la vicina San Marino prova a seguirla. L’Azzurra Repubblica da sempre soffre le carenze strutturali proprie dell’Italia (monopolio Telecom docet), ma con l’apertura della concorrenza le cose stanno cambiando. Evitando di dover passare dalla satura linea fissa Telecom il nuovo gestore San Marino Telecom prende la strada della copertura senza fili. Un comunicato stampa, infatti, promuove una soluzione wireless per la banda larga a firma di Prima. Il prodotto ha un nome che è un chiaro programma (WiFast), intanto in Italia si aspettano le novità che dovrebbe portare il Wimax. Intanto buon Digital Divide a tutti.

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17 marzo 2008