Il compleanno del 113

Ieri, 21 aprile, era il compleanno del 113. Un importante anniversario, 40 anni dalla sua nascita. Al di là dei doverosi ringraziamenti lancio una proposta: ma quando avrà mai il nostro paese un unico NUMERO DI EMERGENZA (il 112 come stabilito dall’UE) dove del personale esterno ai compiti di polizia sia appositamente istruito (e multilingue) per tutte le tipologie di emergenze?

Lo chiedo perchè ad oggi in Italia se si ha bisogno di un intervento celere da parte delle autorità bisogna parlare in italiano (poveri turisti…) ai seguenti numeri di pubblico soccorso, “ovviamente” uno diverso per ogni occasione:

  • 112: Carabinieri
  • 113: Polizia di Stato
  • 114: Emergenza infanzia
  • 115: Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
  • 117: Guardia di Finanza
  • 118: Emergenza sanitaria
  • 1500: Call center per le emergenze sanitarie
  • 1515: Servizio Antincendio Boschivo
  • 1518: CCISS traffico e viabilità
  • 1522: AntiViolenza Donna
  • 1530: Emergenza in mare

Un sistema inutilmente complesso e così farraginoso capace talvolta di ritardi facilmente risolvibili. Le direttive UE sono chiare, il 911 americano è lì ad insegnare la via maestra e qui si festeggiano i compleanni di numeri da chiudere… strano paese, l’Italia.

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22 aprile 2008

112 questo sconosciuto

112Il problema dei numeri di emergenza non si è risolto. Ne avevo parlato due anni fa, nel 2008 è ancora attuale. Tanto che solo il 22% dei cittadini dell’Unione europea è in grado di identificare spontaneamente il “112” come numero da chiamare per contattare i servizi di emergenza da qualunque località dell’UE.

Secondo un sondaggio condotto in tutta l’Unione europea, le autorità nazionali possono fare molto di più per migliorare l’informazione dei cittadini. La Commissione chiede quindi agli Stati membri di far conoscere meglio il 112. Da quando, nel 2003, è entrata in vigore la normativa comunitaria in materia di telecomunicazioni, 26 dei 27 Stati membri si sono attivati per consentire ai cittadini di chiamare il 112 dai telefoni fissi e mobili; il 112 è ancora indisponibile in Bulgaria, paese nei confronti del quale è in corso un procedimento di infrazione (si veda il comunicato IP/07/1530).

Far conoscere meglio il 112 come numero da chiamare sia all’interno del proprio paese sia all’estero è ora il passo logico successivo per assicurarne l’effettivo funzionamento, in quanto soltanto dei cittadini informati saranno in grado di servirsi del 112 in caso di incidente. Senza poi dimenticare che si dovrà lavorare ancora di piu’ sulla formazione del personale che risponde, provi uno straniero in Italia o un italiano all’estero a chiamare il 112 e spiegarsi in inglese o, ancor peggio, nella propria lingua…

[via www.europa.eu.int ]

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4 marzo 2008