Cavoletti di Bruxelles

In tanti, io in primis, aspettavano di sapere cosa era successo venerdì all’incontro AgCom-Reding. E’ sempre la solerte redazione di Morse.it ad informarci che “[…] la “missione” del direttore generale di AGCom Roberto Viola e del Commissario Mannoni in visita alla Reding sembra non aver prodotto i frutti sperati: come scrivevamo alcuni giorni or sono, la super Commissaria UE è e resta su tutte le furie, e non intende farla passare liscia all’Autorità italiana.“.

Unico italiano per ora a tifare, almeno a livello istituzionale, per l’Europa sembra essere l’eurodeputato del Partito Democratico, Gianluca Susta, che invita “l’AGCOM ad allinearsi pienamente agli obiettivi auspicati dalla Commissione one Europea al fine di evitare un artificiale innalzamento dei prezzi per le comunicazioni,mobili e fisse, non sostenuto da valide argomentazioni contabili, specie in un momento di crisi generale dell’economia“.

Non ce ne voglia Susta, ma la sensazione è che gli inviati in Belgio avessero intenzioni opposte da quelle a cui le invita…

[via Morse.it]

L’Unione Europea rimprovera l’Italia, l’Agcom non ci sta e Novari ce l’ha con entrambi

Titolo lungo, parzialmente contraddittorio, ma è quello che è emerso dalla lunga sfilza di dichiarazioni che hanno affollato il palcoscenico delle TLC europee ed italiane ieri pomeriggio.

Nonostante la “processione” italiana a Bruxelles, la reazione di Viviane Reding nei confronti della politica del nostro paese è stata dura. E perfino sarcastica. L’agguerrita commissaria ha, infatti, fatto notare che “in Italia si registra un tasso di penetrazione sul fronte della telefonia mobile del 148%. Cioè un telefonino e mezzo a persona. Un mercato, direi, che non ha bisogno di sostegni particolari, per cui le tariffe devono essere in linea con i costi“. E proprio sui costi si è scatenata la bagarre dei commenti. Un tutti contro tutti, poco edificante per il futuro delle TLC nazionali.

Stefano Mannoni, commissario Agcom, ha replicato affermando – al “Corriere delle Comunicazioni” – che ”le raccomandazioni Ue non ci hanno del tutto convinto: una riduzione drastica delle terminazioni all’ingrosso, come prospettata in ambito comunitario, non è necessariamente ribaltata su una corrispondente riduzione di quelle al dettaglio”. E dei prezzi all’ingrosso ha parlato proprio Vincenzo Novari che ha parlato a nome di H3G dicendo che ritiene spropositato il taglio delle tariffe.

Diametricalmente opposti a 3 Italia invece Tiscali, Fastweb e BT Italia i cui Amministratori Delegati hanno incontrato la stessa Reding ieri sera. Polemiche sempre rivolte ai costi di terminazione, stavolta i tre gestori hanno attaccato – parallelamente all’UE – i costi di interconnessione verso i cellulari affermando che “costituiscono un sussidio ingiustificato all’industria della telefonia mobile e creano una significativa alterazione della concorrenza nell’intero settore delle telecomunicazioni“.

Tutto questo mentre lo schema di rimodulazioni della telefonia mobile proposto da Agcom a maggio va avanti con un record imbattibile: è osteggiato allo stesso tempo dai gestori mobili, da quelli fissi e soprattutto dall’Unione Europea che tuona contro l’Italia: “Nel Trattato comunitario c’è un principio importante, che si applica a tutte le istituzioni europee e a tutte le autorità nazionali: il dovere di cooperazione leale. Io sono sempre pronta – ha affermato la Reding  – a cooperare lealmente con le autorità nazionali, ma mi attendo anche che queste ultime facciano lo stesso con me, specialmente quando hanno una chiara conoscenza dei piani della Commissione. Mi aspetto perciò dall’Agcom che cambi il suo approccio e che modifichi il proprio percorso di riduzione delle tariffe in linea con le metodologie di formazione dei costi e con il ‘timing’ raccomandato dalla Commissione secondo l’art.19 della direttiva quadro Ue: già oggi le tariffe di terminazione mobile in Italia sono fra le più alte d’Europa, e la situazione resterà invariata con queste proposte.”

Ora bisogna vedere come finirà, sicuramente l’Autorità Garante delle Comunicazioni deve ancora capire quale strada prendere. E soprattutto decidere da quale parte stare. Il futuro passa dalle loro mani e Mannoni che replica agli operatori dicendo che “non e’ corretto prendersela con il regolatore se il mercato riserva delusioni rispetto alle aspettative” sembra più in difficoltà dei gestori stessi…

SMS a 11 centesimi, ma soprattutto telefonate a secondi

Le parole che arrivano da Berlino di Viviane Reding sembrano franare sulle TLC italiane.

SMS a 11 centesimi e tariffazione a secondi per le telefonate. Oltre a prezzi più modici per l’uso dei dati all’estero. Un ciclone per gran parte dei gestori europei, un tornado per gli operatori italiani che proprio in questi mesi hanno preso la strada opposta di quella che l’Unione Europea, si spera, imporrà alla telefonia mobile continentale.

Vodafone, infatti, ha appena “semplificato” passando molti piani tariffati a secondi nella più sconveniente tariffazione a scatti. Per il resto neanche c’è niente da commentare. SMS sotto gli 11 centesimi non solo non si vedono in roaming, ma neanche nel panorama nazionale delle tariffe alcune (rare) eccezioni escluse. E i dati all’estero sono una manna con tariffe no sense… Che l’Europa salvi Viviane. Sicuramente in molti vogliono la sua testa, ai consumatore l’onere di resistere e contraccare… anche perchè quello che dice la Reding varrà per le chiamate in roaming europeo, non vorremo mica arrivare al paradosso che al cliente italiano costerà meno telefonare all’estero che a casa propria?

Telefonate al secondo per chiamare Bruxelles e scatti anticipati per Lodi? Ripeto, che Viviane ci salvi…

L’Unione Europea, l’Ag.Com. e i “suoi interessi”

Viviane Reding contro l’AG.COM..

Parole dure, durissime da parte del Commissario Europeo contro la nostra Authority che già da mesi soffre di molti attacchi. Molti indiretti – vedasi l’Antitrust che ormai decide nel merito al suo posto – e tanti anche politicamente ben indirizzati come questo.

Sono molto delusa per l’approccio mantenuto finora dall’Autorità di regolazione italiana AGCOM sulle tariffe di terminazione. L’AGCOM presiedeva lo European Regulators Group (l’organo che raggruppa le 27 Autorità nazionali di regolazione nel settore delle telecomunicazioni) durante il 2007 ed era quindi bene informata di che cosa la Commissione intendesse fare. Ora stanno tentando di giocare d’anticipo mettendo in campo una riduzione meno ambiziosa rispetto alle indicazioni della Commissione, per proteggere gli interessi dei loro operatori mobili. Questo a detrimento della concorrenza in Europa, ma in primo luogo contro gli interessi dei consumatori italiani.”

Per non sapere leggere e scrivere noto che dall’Europa viene un’accusa di parzialità dell’AG.COM. a favore dei poteri dominanti non di poco conto. Dato che l’idea del “complotto internazionale” contro il nostro paese pare assai improbabile non è che sarebbe il caso di vigilare su un’autorità che doveva essere garante di tutti e non solo di taluni?

Alla prossima puntata.

[via Mondo3 | Forum, tratto da Adiconsum]

SMS in roaming: il paradosso della concorrenza

Premessa: la volenterosa Viviane Reding, oltre alle tariffe voce in roaming internazionale, da tempo ha messo nel suo mirino di regolamentazione europea anche la tariffazione degli SMS inviati a giro per l’Unione.

I prezzi a cui punto il nuovo regolamento che dovrebbe andare in vigore dal 1° luglio 2009 dovrebbero essere intorno ai 10/20 centesimi, probabile che ci si fermi a 15. Quel che fa sorridere è la risposta seccata di Tom Phillips che guida la GSMA, l’associazione degli operatori di telefonia: “La proposta minaccia di colpire la crescita e di soffocare la concorrenza.”

Come se chiedere in fronte compatto una cifra tra i 50 e gli 80 centesimi a SMS l’avesse aiutata finora. Concorrenza, parola dai duplici significati. Peccato che abbia perso il senso originario.

Chi è contro l’Authority europea sulle TLC?

La notizia rimbalza da alcune fonti, ma entrambe non dicono quali siano i paesi contro l’Autorità Europea unica sulle telecomunicazioni. La decisione pare rinviata a domani, ma le pressioni sembrano molte e forti contro la nascente Authority targata EU.

La Commissione europea rischia di dover rinunciare alla nascita dell’Authority Ue per le Tlc, uno dei cardini – insieme alla separazione funzionale delle reti – della riforma del settore delle telecomunicazioni messa a punto dal commissario Viviane Reding (nella foto). L’Agenzia europea per i mercati europei di comunicazioni elettroniche – come viene chiamata l’Authority nel testo della riforma nelle mani della presidenza slovena – dovrebbe essere un organo sostanzialmente consultivo, col compito di coordinare il lavoro delle varie autorità nazionali soprattutto sul fronte delle misure prese per garantire la concorrenza. Bruxelles, comunque, manterrebbe tutti i suoi poteri antitrust.

Una sola speranza, che l’Italia NON sia tra i paesi contrati. Perchè se così non fosse a pensare male si fa peccato, ma… il detto sapete come finisce.

[via SwissinfoAduc]