O almeno io. Dato che due gestori italiani su quattro (ossia Tim e H3G) commercializzano la Svizzera fuori dall’Eurotariffa (legalmente visto che il regolamento europeo non lo prevede espressamente), mi trovo a cercare manualmente le reti francesi dato che la prossimità al confine del Lago di Ginevra dove mi trovo lo rende (parzialmente) possibile. Almeno negli spazi aperti.
Certo è che sperare nella buona volontà dei gestori nel diminuire i costi del roaming internazionale senza un intervento dall’alto è quasi un miraggio. Neanche la metà degli operatori ha risposto alla reciprocità commerciale richiesta dagli operatori svizzeri e degli altri vicinali. Alcuni paesi fuori dall’UE cercano di offrire formule simili all’Eurotariffa ai loro clienti, al contrario molti operatori comunitari sembrano aver spostato i loro guadagni con % sopra ad ogni valore immaginabile in piccoli paradisi europei che non sono nella Comunità. Per chi va in Svizzera, Andorra, Croazia etc. etc. ormai ci si possono aspettare spese pari a quelle in viaggi intercontinentali. Meno male che l’Eurotariffa c’è, altrimenti anche all’interno dell’Unione saremmo alla situazione precedente. Un “cartel-network” comunitario de facto…
Tranquilli, per ora niente è successo in Italia. Dove, in teoria, il servizio è in continua espansione.
Probabilmente non è noto e diffuso come molti, io in primis, si aspettavano. Ma prima di cantare vittoria o di piangere la sconfitta del Wimax nostrano attendo ancora qualche mese. La fretta raramente da’ buoni consigli.
E’ interessante però vedere cosa succede nei paesi da noi vicini. Non nascondo una certa preoccupazione per una scelta fatta da un gestore importante come Swisscom in Svizzera. Ossia di abbandonare la licenza Wimax.
Il futuro, si spiega, per l’operatore è nell’LTE… beh, una motivazione carina e simpatica che però si scontra con una semplice riflessione: cosa c’entra il Wimax con l’LTE? Il secondo richiede un grande dispendio di antenne ed è l’evoluzione della telefonia mobile. Il primo dovrebbe servire ad altro, specie in paesi – come quello elvetico – che hanno un’orografia complessa come quella italiana.
Scrissi due righe, un paio di anni fa, per ricordarlo: alcuni di voi commentarono come “sia triste vedere che ormai quasi nulla è più rimasto dello spirito, della concorrenza, della volontà di innovazione che portarono alla nascita dei gestori di telefonia mobile, Omnitel prima e Wind poi” e come “BOP calcolava la migliore tariffa e anche il migliore parametro variabile dichiarato dal cliente“.
Il titolo della Repubblica è di quelli che fanno paura. Di sicuro attira l’attenzione di un pigro sabato settembrino.
L’articolo pure. E’ l’analisi del Ficora, l’autorità di regolamentazione finlandese per le comunicazioni. L’AgCom della Finlandia per intendersi. Che snocciola dati su dati mettendo in cattiva luce il nostro Bel Paese (e la vicina Svizzera) sui costi del cliente in abbonamento di telefonia mobile.
Per fare ciò l’autorità scandinava ha preso, come spiega anche il quotidiano, tre diversi profili clienti:
quello dell’utilizzatore prudente, che in un mese fa 50 chiamate da 3 minuti ciascuna (per un totale di 150 minuti di conversazione) e invia 25 sms (meno di uno al giorno);
quello dell’utilizzatore ‘normale’ (100 chiamate da 3 minuti e 100 sms al mese);
quello dei grandi utilizzatori (100 chiamate da 10 minuti l’una, 200 sms e 50 MB di dati scaricati).
L’Italia (nonché la Svizzera…) primeggia nei costi assoluti di tutte e tre le tipologie, con un primo posto assoluto per chi fa un grande uso del telefonino. E per questa tipologia di clienti da 1.000 minuti al mese, 200 sms e qualche decina di mega arriva la stangata: 201,69 euro al mese.
Fermi tutti. Innanzitutto è una cifra in diminuzione come ricorda la stessa Repubblica. E poi fermi tutti gli altri che sono pronti a snocciolarmi che è “impossibile spendere quella cifra!“. “Se uno avesse 3 spenderebbe molto meno e avrebbe di più“, potrebbero (giustamente) rinfacciarmi molti di voi.
Verissimo, probabilmente per chi usa 3 Italia quei costi sembrano fuori da ogni logica. I bundle dei vari abbonamenti ZeroX ad esempio hanno una quantità di minuti e SMS che modificherebbero sostanzialmente le cifre ipotizzate da questo studio. Che quindi potrebbe sembrare non approfondito. Invece lo è (almeno in grande parte). Guardando il file originale del Finora sui costi dei cellulari europei (cliccare per scaricarlo in versione PDF, ahimé in finlandese) si scopre che hanno usato i profili più diffusi dei gestori con maggiore quota di mercato. Quindi nel caso dell’Italia H3G* è stata esplicitamente esclusa (il suo parco clientela per un’indagine così vasta, infatti, è stato considerato marginale rispetto al 40% di Tim, il 30,6 di Vodafone e il 19,4% di Wind di cui dispongono 9 italiani su 10). E guardate bene quindi i piani scelti (ossia quelli più diffusi) per l’indagine sulle tre diverse tipologie di clienti:
utilizzatore prudente: Easy TIM new, Vodafone Stile Libero, Wind10
utilizzatore ‘normale’: Easy TIM new, Vodafone Stile Libero, Wind All Inclusive
grandi utilizzatori: Chiara di TIM, Vodafone Stile Libero, All Inclusive Plus
Al di là di piccoli errori più che sui costi finali gli italiani probabilmente andrebbero educati nel conoscere le offerte tariffarie migliori per il proprio traffico. Le tariffe più diffuse ed usate nella statistica sono eloquenti. Gente con alto traffico che si ostina ad usare il piano “Chiara di Tim” è normale che paghi molto.
E’ quindi vero verissimo che tanti spendono tanto soprattutto per pigrizia. Quindi, nonostante alcuni (quasi inevitabili) errori, ben vengano le ricerche in questo senso, sperando che tra coloro che hanno costi mensili altissimi ci sia qualcuno che abbia la volontà di controllare se il proprio piano telefonico è davvero adatto al proprio traffico. Cambiare gestore e tariffa è sempre più facile e… veloce!
NOTA *: ovviamente non trovo invece coerente l’esclusione dei piani internet 3 dal calcolo delle tariffe dati. La quota di mercato è assai maggiore, Wind con la sua Wind 15000 è meno di una nicchia nel campo di internet mobile.
Non sono ancora tornato “a regime” con i ritmi del blog, anzi proprio non sono tornato a casa
Per farmi “perdonare” voglio condividere con voi questo spot che ho visto al cinema qua in Svizzera in questi giorni. Un bel salto nel passato… con un’idea grandiosa.