Il bluff del ranking Fifa

Le difficoltà ai Mondiali di Belgio e Germania (e non solo) evidenziano il problema – irrisolvibile? – di classificare le Nazionali.

Se torturi i numeri abbastanza a lungo, confesseranno qualsiasi cosa”. Bugie comprese.

La libertà di stampa “a tempo” dei Mondiali

Non ci saremmo aspettati la rivisitazione della celeberrima trasmissione di Piero Chiambretti per Italia 90 quando, con la squadra che diede vita al successo di “Prove tecniche di trasmissione”, si era trasferito per una decina di giorni nei vicini Emirati Arabi Uniti mixando le immagini prese in prestito dalla tv locale con le meditazioni pseudofemministe di Wanna Marchi sulla condizione della donna negli Emirati. Insomma, se nessuno immaginava di vedere le paradossali sfilate di moda nel deserto, le corse di cammello o Chiambretti travestito da Lawrence d’ Arabia, è davvero poco doversi accontentare di tre sfondi adatti più per il computer di casa che per la cornice di un mondiale.

Al nono Mondiale di fila la Corea del sud non dimentica gli “eroi” perdenti

L’11 giugno 1954 i convocati partirono in treno dalla capitale per un viaggio infinito che ebbe come prima tappa il porto di Busan dove una nave li avrebbe portati, per un beffardo destino, ancora in Giappone. Peccato che il primo volo previsto, un aereo militare americano con base a Tokyo, poteva accogliere solo 11 giocatori: due giorni di viaggio con soste per il rifornimento a Manila, Hanoi, Calcutta, Karachi, Siria e perfino in Italia. Non andò meglio a chi era sul secondo aereo arrivato a Zurigo appena poche ore prima della partita, tra jet lag e muscoli massacrati dalla stanchezza. Circostanze che non aiutarono i coreani: se battere il Giappone fu facile, confrontarsi con l’Ungheria di Puskas si rilevò un’impresa impossibile.

La Nazionale del Canada non è più una “vergogna nazionale”

Siamo chiari, il Canada attuale non è proprio una squadra sconosciuta ma vive i limiti geopolitici della nazione che rappresenta. Troppo grande per essere ignorata, troppo vicina agli Stati Uniti per venire considerata.

Al di là delle simpatie innate che regala una bandiera con una foglia rossa d’acero su sfondo bianco, quasi nessuno li nomina neppure tra le potenziali sorprese in Qatar. Se ne parla poco, perfino troppo poco, va bene essere un underdog ma questa nazionale merita più rispetto.

Un Mondiale come non lo si è mai visto (ma spoilerato)

Ritardo dello streaming permettendo, “Mamma Rai” dimostra che si può offrire, con i soldi del canone, un servizio di qualità che le pay-tv spesso non forniscono nemmeno in cambio di un sostanzioso costo mensile. Ci sono le tv 4K, ma non le partite: basti pensare che durante il campionato c’è un solo canale 4K, via satellite, che ne trasmette un paio a settimana. Decisamente poco.