Non so se qualcuno di voi ha visto questa sera l’approfondimento di RTV38 alle 21. Ero uno degli ospiti, l’argomento era “Schiavi della tecnologia”.
La deriva su internet è stata inevitabile, tra l’altro molti ascoltatori – tra cui alcuni blogger ed appassionati della rete – hanno dato la propria esperienza su “cosa sia” la Rete a chi frequenta un media solitamente diffidente di internet.
Al di là di analizzare alcune questioni nello specifico (l’ora tarda non aiuta), mi sono davvero sorpreso nel vedere che parlare di internet in TV si può. E che molti hanno seguito la discussione con passione: non saprò mai se i dati di ascolti avranno premiato o meno la scelta, sicuramente vado a letto soddisfatto della discussione. Ovviamente non è stata prettamente orientata come alcuni avrebbero voluto, ma è un passo interessante dentro una tv (per di più locale). ‘Notte a tutti.
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Cerco di parlare di argomenti il più possibile vicini a tutti, ma talvolta cado nella mia territorialità. Mi piace farlo: ho già parlato dell’ADSL a Rosano che appassionò tanti amici vicini a me.
Stavolta vengo stimolato da altri contatti che mi chiedono sempre più spesso della situazione della banda larga a due passi dalla “mia” Rignano sull’Arno. Infatti, pur essendo nel 2010 ci sono ancora molte località senza una connessione internet decente. I più “fortunati” sono coperti dalla rete UMTS, ma tra latenza ed assenza di vere offerte flat si fa sentire. Specie per chi è andato ad abitare nelle sempre più popolose frazioni proveniendo dalla città. Non è più la campagna di un tempo, ma il digital divide forse rende il paragone più inclemente che nel passato.
In questo senso – incuriosito da una “vela” pubblicitaria nelle vicinanze di San Donato in Collina – ho scoperto l’offerta di Toscocom. Chi sono?
Leggo semplicemente dal (chiaro) sito: sono un gestore che sta portando la connettività attraverso la rete Wifi impiantando nelle località “prescelte” (ossia commercialmente appettibili e/o con almeno 20 contratti da attivare). I prezzi sono interessanti, però stavolta sono io a chiedere voi. L’avete provata?
Se sì, sarebbe carino condividere l’esperienza tra i commenti!
Il Wifi sui treni sembra una grande novità. Ne parlano molti, arrivano anche i prezzi.
Peccato che, oltre ad appassionarmi di TLC, lo sia anche di ferrovia. Tanto che su questo blog il lontano 7 febbraio 2008 avevo già trattato l’argomento che l’A.D. delle Ferrovie, Moretti, ha tirato fuori ieri come un servizio mai visto.
Scrivevo, auspicandomi l’arrivo in Italia quanto prima, che in un paese (a mediobassa cultura ferroviaria) come gli Stati Uniti si stava introducendo il Wifi sui treni.
Peccato che nello stesso pezzo scrivessi (nel 2008, lo ripeto):
In teoria tutto è partito nel 2004 con gli esperimenti di FS. C’è anche una cartina di copertura del servizio, purtroppo è puramente virtuale. Testimoni i passeggeri della Firenze – Roma, che di WiFi in treno non ne hanno mai visto l’ombra.
Nel 2010 mi si vende un prodotto in circolazione da oltre un lustro? Escluso che, parlando con amici, avevo già intercettato qualche carrozza sperimentale non è che in questo paese si ha la tentazione di vendere come nuove il vecchio dimenticato gli annunci degli anni passati?
Per carità, ben venga il Wifi sui treni italiani. Lo aspetto a gloria. Magari essere un po’ più al passo con i tempi e con quanto si sta finanziando da tempo non farebbe schifo…
Partiamo dalle premesse. Non le adoro, ma talvolta sono necessarie. Questo NON è l’elogio di una pratica, è UN‘idea a un problema concreto.
Ovvero ai limiti della banda internet in mobilità. Infatti, sono d’accordo su alcuni limiti che i gestori possono/potrebbero introdurre sulle velocità di navigazione dei propri clienti. Mi riferisco al network cap. Cosa è? E’ un limite – talvolta non dichiarato nel contratto, come sottolineato alcuni clienti … - che riguarda il volume di traffico maturato (per intendersi i Gb scaricati) che quando viene sorpassato fa sì chela banda venga “tagliata” in modo da mettere a disposizione una % minore. Quindi può essere anche un taglio enorme come quello che Wind ha ufficializzato dopo il 1° Giga della propria offerta Internet No Stop.
Partendo da qui voglio partire con un dibattito, spero costruttivo. Wind blocca dopo il 1° giga de facto: troppo lento, lamentano in molti, navigare a 32 Kbps. Vero, verissomo. Certo, per onestà nel confronto, dovremmo dire che 9 euro è un prezzo troppo basso per una flat senza limiti. A proposito di “senza limiti” sto leggendo le esperienze di alcuni clienti H3G con i loro piani ad ore.
Ufficialmente non esiste alcun limite sul traffico sviluppato, è vero. Leggo che molti di coloro che hanno problemi sfruttano la connessione tariffata a tempo (300 ore vengono vendute a 19 euro al mese, ad esempio) per scaricare grandi quantità di dati. E hanno problemi tanto che molti ipotizzano un network cap. Ossia una banda che, dopo un tot di dati, inizia a deteriorarsi nelle prestazioni nonostante la presenza di servizi HSPA. 3 Italia risponde che sono problemi di linea. Non ho motivo di credere che non sia così.
Ma ragioniamo per assurdo. Mettiamo il caso che ci sia davvero un network cap. Dai dati postati dagli amici (del forum) in quella discussione mi sembrano plausibile un limite: la banda è cosa preziosa, eppure leggo valori superiori ai 100/150 GB scaricati all’interno delle ore comprese dal contratto. Capisco il digital divide, l’importanza di non avere limiti e quant’altro ma mi pare altrettanto chiaro che la banda larga in mobilità è cosa preziosa. Molto preziosa e soprattutto non infinita: mi giocherò qualche simpatia, ma direi che un limite ragionevole (50? 100 GB?) ci deve essere per preservarla. Nella rete fissa la cosa ha meno senso (sono molte le valide opinioni in tal senso), ma il network cap rischia di diventare una necessità per preservare le connessioni di tutti.
Spero che il dialogo non sia ideologico e che, tra coloro che fanno un uso abnome del volume dei dati, ci sia la consapevolezza di trovare un giusto mezzo. In rete spesso pochi fanno un uso di gran parte delle risorse, è comprensibile ma è altrettando degno di validità il rispetto per le connessioni altrui. Andare “piano” tutti non può essere la soluzione del futuro. E qualcuno già si sta muovendo così… dato che sono in partenza per l’edizione 2010 dell’MWC di Barcellona la politica commerciale di Yoigo sulle offerte internet mi sembra il “futuro” che dovremo aspettarci: piani tariffari “illimitati” che basano il loro costo sulla qualità dei dati a disposizione.
Con esta tarifa tienes 3 GB a alta velocidad HSDPA, luego la velocidad se reduce hasta 128 Kbps.
Più GB ad alta velocità si hanno, più si paga. Mi tocca ammettere che è ragionevole… non i 3 GB però, mi auguro che il mercato sia in grado di offrire un network cap a una soglia ben maggiore
Il titolo riassume tutto. E’ da settimane che si parla (molto) dell’apertura di Apple all’uso della rete UMTS per fare chiamate VOIP che i gestori sembrano ripensarci.
Insomma quel che apre un produttore (sia chiaro non è l’unico! Ma visto che il mondo ormaisembra sia melaoriented…
), viene chiuso dagli operatori. Dei limiti di internet mobile by Vodafone ne abbiamo parlato più volte. Sabato ho letto con piacere delle novità Wind, specie dell’opzione “Internet No Stop”. Un prezzo accessibile per 1 GB a banda piena (il superamento di quella soglia rallenta la velocità, nda), peccato per una clausola che altri amici hanno già evidenziato:
“Sono incluse nell’offerta tutte le connessioni sviluppate in Italia mediante punto di accesso internet.wind con esclusione del traffico VoIP e delle connessioni GSM e WAP.”
Quindi la grande paura è il VOIP, niente P2P o altre connessioni mangiabanda. Il nemico è la telefonia che salta a piè pari i gestori mobile. E’ talmente palese che sembra quasi inevitabile un altro trend di variazioni contrattuali… con buona pace della net neutrality.