Addio IPSE, revocata la licenza

Ipse: Landolfi revoca licenza Umts
‘Ho dato disposizione alla direzione generale competente di procedere alla revoca della licenza e delle frequenze di Ipse’. Lo ha affermato il ministro delle comunicazioni, Mario Landolfi riferendosi al quinto operatore di telefonia mobile su UMTS che non è mai partito. Su un’eventuale asta per riassegnare le frequenze, Landolfi ha risposto: ‘Comunicheremo tutto all’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni che adottera’ i provvedimenti che riterra’ piu’ opportuni‘.

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Il cilindro di Vodafone

Vodafone è un gestore particolare. O viene amato o viene odiato. Ma non è questo il punto su cui voglio focalizzarmi stasera. Vodafone è noto tra gli appassionati di TLC per essere stato il primo gestore che ha cambiato le proprie Condizioni Generali di Contratto per evitare “abusi” del servizio radiomobile. Motivi comprensibili alla base della decisione, molto meno comprensibile il regolamento che ne venne fuori.Ma ancora non è finita. Grazie all’amico faquick stasera partendo da alcune discussioni emerse anche sul forum di VodaWorld decido di navigare sul sito di Vodafone (www.190.it) dove si puo’ trovare un nuovo interessante documento (http://tinyurl.com/bfegj). E cosa dice questo documento? Niente di nuovo rispetto a quello precedente. Per prevenire gli abusi chiunque usi la propria scheda in modo “non consono” o in terminali che non siano telefoni mobili subiranno un cambio tariffario forzato verso il piano “ANYTIME. Ecco questa è una novità, anche piuttosto corposa. E cosa è questo piano? Mistero in casa Vodafone. Ci vuole un forum per fare chiarezza anche se nonviene data la dovuta rilevanza alla gravità della cosa cosa. E’ un bel cambiamento e soprattutto ci sarebbe modo di rimediare per il cliente. E cosa bisogna fare per evitare tutto ciò? Leggi tutto “Il cilindro di Vodafone”

Arpu: H3G la più ricca

Arpu H3G Italia più ricco dei rivali, utili al 2007

MILANO – La matricola 3 Italia si presenta alla quotazione con 5,6 milioni di abbonati e un Arpu leggermente superiore a quello di Tim, Vodafone e Wind . Ma per vedere un utile netto ci vorrà più di un anno.
Lo dice a Reuters una fonte finanziaria, mentre un’altra fonte parla di un possibile range di valutazione della società “tra 10,5 e 13,4 miliardi di euro ovvero, con ipotesi più conservative, intorno ad 11 miliardi”.
“Gli abbonati, che a settembre erano 4,8 milioni, sono saliti a 5,56 milioni grazie alla stagione natalizia”, dice la prima fonte.
E aggiunge che secondo le prime stime di chiusura d’anno, “l’Arpu supera i 30,6 euro, grossomodo stabile rispetto al terzo trimestre e più alto rispetto agli altri gestori di telefonia mobile”.
Alcune stime di Caboto, relative al primo semestre, evidenziano un Arpu di 3 Italia pari a 30,4 euro, contro i 28,6 di Tim, i 29,7 di Vodafone e i 19 di Wind.
Secondo la fonte, “l’Arpu di 3 Italia potrebbe salire a 33 euro verso la fine di quest’anno, grazie al lancio di vari prodotti di media mobile”. [REUTERS.it]

Mia considerazione: l’ARPU sarebbe un dato interessante SE tutti adottassero un sistema UNIFORME e non lo aggiustassero alle proprie esigenze.

Così come vengono calcolati ora – ossia nella piu’ totale assenza di trasparenza alcuna – per me valgono come carta straccia. Carta per azionisti.

Disservizi? Ecco come fare la “spia”

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Tlc: disservizi telefonia, più facile fare spia ad Authority

ROMA – Segnalare violazioni alle norme che regolano i servizi di telefonia o disservizi da parte degli operatori, in sostanza ‘fare la spia’ su mancanze e inadempienze, diventa piu’ semplice per gli utenti italiani.

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale arriva infatti il nuovo modulo per l’invio delle segnalazioni all’Autorita’ delle tlc, che ha predisposto anche due nuovi formulari per la risoluzione delle controversie di carattere individuale. Le novita’ introdotte dall’organismo di vigilanza completano cosi’ il percorso iniziato con la stesura della carta dei servizi, approvata nel luglio scorso.
La carta dei servizi e’ infatti la cornice normativa che definisce i doveri dei vari operatori: sara’ in base a quell’elenco che gli utenti potranno rivolgersi all’Autorita’, dando un contributo all’avvio delle indagini che possono portare a sanzioni per le aziende o a richiami per invitarle a risolvere il disservizio.
Il nuovo formulario ‘S’, in particolare, e’ quello che consente di segnalare all’Autorita’ un problema di carattere generale. Dopo numerose (almeno qualche decina) segnalazioni, l’Autorita’ avvia cosi’ l’indagine, che puo’ concludersi con la sanzione.
Il modulo, in realta’, gia’ esisteva, ma e’ stato profondamente rinnovato per consentire al consumatore di fornire indicazioni piu’ precise sul disservizio e quindi all’Autorita’ di intervenire in maniera piu’ efficace.
Il modulo presenta infatti, nella seconda pagina, due riquadri: uno riporta le vere e proprie violazioni alla legge (dalla selezione dell’operatore alla portabilita’ del numero, dalle informazioni da rendere agli utenti alla fatturazione dettagliata) e l’altro i disservizi (dall’attivazione di servizi non richiesti al tempo di riparazione dei guasti). All’utente bastera’ mettere una crocetta nel quadratino a fianco della voce prescelta e inviare il formulario all’Autorita’. Se arriveranno altre contestazioni analoghe partira’ l’indagine e quindi, eventualmente, la punizione per l’operatore.
Per quanto riguarda invece i contenziosi personali, i nuovi moduli messi a punto dall’Ufficio contenzioso dell’organismo di Napoli sono due. Si tratta del GU5 e del GU13 e fanno riferimento alle due fasi del regolamento delle controversie in vigore. Il primo modulo consente, durante la procedura di conciliazione avviata con un operatore in sede di Corecom o di Camera di Commercio, di rivolgersi all’Autorita’ per l’adozione di provvedimenti urgenti relativi all’erogazione del servizio. Per esempio, un utente che si e’ visto staccare il telefono per una bolletta non pagata, e che ha avviato una procedura di conciliazione, puo’ chiedere che la linea venga temporaneamente ripristinata.
Il formulario GU13, invece, va utilizzato nella seconda fase di soluzione della controversia, dopo che e’ stato concluso un tentativo di conciliazione presso il Corecom o la Camera di Commercio, e consente di chiedere l’intervento dell’Autorita’ per definire la controversia.
Un classico esempio e’ quello dell’utente che contesta una bolletta: l’Autorita’, una volta chiamata in causa, puo’ verificare se le telefonate in questione sono state fatte o meno e quindi stabilire l’eventuale indennizzo al quale ha diritto il consumatore. [ANSA]