IVA al 22%, cosa fanno i gestori? Chi aumenta le tariffe e chi non lo fa

Dal 1° ottobre l’IVA è salita dal 21 al 22%.

Tra le varie ripercussioni quelle sulla telefonia dove, nel corso degli anni, si sono sommate vecchie e nuove tariffe che si trovano a dover far i conti con il variare dell’imposta sul valore aggiunto.

Ad oggi (manca solo Wind, se avete notizie in tal senso integrate pure nei commenti grazie!) per la telefonia mobile la situazione è questa :

  1. Vodafone aumenta le vecchie tariffe ed opzioni
  2. 3 Italia aumenta le tariffe e i canoni. Invariate opzioni, ricariche e rate in corso
  3. TIM (per ora) non rimodula
  4. CoopVoce e gli altri MVNO che non varieranno i prezzi (la lista)

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Anche Tim rallenta la banda

Non mancava che Tim all’appello ufficiale dei (4) gestori italiani che limitano la banda nell’uso di internet in mobilità.

Direttamente dal sito ufficiale il 1° aprile cambiano le condizioni per tutti i clienti che usano le offerte dati Tim.

Così recita la nota: “La velocità di navigazione attraverso la banda larga mobile, per ragioni legate alla tecnologia, è influenzata dal numero di clienti che utilizzano contemporaneamente il servizio e dalla quantità di dati scaricati da ciascun cliente. Ad esempio, l’utilizzo di applicazioni come il peer to peer possono causare, in situazioni di intenso traffico, un degrado della qualità del servizio offerto a tutti. Allo scopo esclusivo di garantire l’accesso di tutti i clienti ai servizi di connettività ad internet e l’integrità della rete anche nelle fasce orarie in cui il traffico dati è particolarmente elevato, Telecom Italia, nel rispetto del principio di parità di trattamento, si riserva la facoltà di introdurre – a partire dal 1 aprile 2011 – per tutte le offerte e/o i profili commerciali che prevedono traffico dati, ove necessario, meccanismi temporanei e non discriminatori di limitazione all’uso delle risorse di rete disponibili, qualora tale uso divenga incompatibile con il diritto di accesso ai servizi di connettività ad internet da parte della generalità degli utenti. Leggi tutto “Anche Tim rallenta la banda”

DVB-H, il primo funerale (by Tim)

Swisscom ha già chiuso, H3G è prossima a farlo e Tim… lo sta facendo.

Parlo della chiusura dei servizi televisivi in DVB-H. Una lunga agonia nata negli anni scorsi e che probabilmente Vincenzo Novari aveva sintetizzato al meglio nell’intervista rilasciata a Mondo3: “Abbiamo provato a costruire dei prodotti a prezzo contenuto, ma ci è mancata la dimensione di scala europea. Abbiamo avuto un buon successo sul DVB-H con più di 800 mila clienti, ma gli altri non ci hanno seguito. Dunque la produzione di terminali, per abbassare il prezzo degli stessi e con la diffusione di schermi con dimensione più ampia, non si è potuta attuare”.

Il 1° gennaio 2011 i clienti Tim con telefonino DVB-H (quanti sono poi?) non avranno più la TV in mobilità. Leggi tutto “DVB-H, il primo funerale (by Tim)”

Tim Base, l’avevo già vista…

E’ uscita da pochi giorni la nuova tariffa di Telecom Italia Mobile, ovvero Tim Base. Ossia quella tariffa che rispetta le promesse dei gestori ad Agcom.

Caratteristiche di punta sono:

  • chiamate a 19 cent/min
  • tariffazione sugli effettivi secondi di conversazione
  • sms a 13 cent
  • mms a 60 cent

Qualcosa di già visto (nome a parte), vero?

Beh sì, basti pensare che nel gennaio di 3 anni fa (esattamente il 31.01.07) presentavo su questo blog la tariffa Tim Club che costava, prima di essere rimodulata, 19 centesimi al minuto. Con identica tariffazione sugli effettivi secondi di tariffazione.

Insomma 1.000 e passa giorni per abbassare di 2 centesimi gli SMS? Per fortuna che la telefonia mobile è un mercato frizzante, figuriamoci se era statico 😉

Occhio alle sim precaricate di Tim

Vedete l’annuncio sulla destra?

Sì, è un’immagine. Non è la pubblicità che appare (anche) in questo sito. E’ un annuncio che gira sui siti di telefonia e che sicuramente attira l’attenzione. Chi ha un buon colpo d’occhio (e un pizzico di esperienza) pensa a una vendita su Ebay.

Le sim precaricate, vendute a un prezzo inferiore a quello nominale del credito, sono uno dei tanti frutti (marci) del fenomeno delle autoricariche. Si “riempiva” una SIM con X credito e la si vendeva a un prezzo finale X-n per ricavarci qualcosa. Pensavo che anche stavolta sarei finito banalmente su un’asta.

Quando invece si è aperto il sito ufficiale Tim ho strabuzzato gli occhi. Una pagina con “tutti i prodotti” faceva vedere, oltre alle classiche Tim Card da 10 euro, delle SIM XL e XXL con un’immagine (e un prezzo) fuori dal comune.

149 euro per una sim con 300 euro di traffico e 199 per una con 499. Tim deve essere impazzita ho pensato. Apro quindi con curiosità una delle due sim e… delusione. Anzi, quasi rabbia. Le FAQ dei prodotti sono chiare, si vende a 199 euro una promozione che da’ un bonus mensile di 40 euro per 199 euro. I 480 euro sono potenziali, come è falso il prezzo scontato nella pagina di presentazione.

Insomma, Tim “vende” le sue promozioni con traffico bonus peggio dei ragazzini che, per bontà delle autoricariche e delle retention, ne facevano sfoggio su Ebay. I secondi spesso lo usavano a mo’ di paghetta, Tim invece fa una “simpatica” condotta commerciale scorretta. L’Italia sarà anche il primo paese al mondo per contratti di telefonia mobile, peccato che questo primato non faccia coppia con un’etica delle TLC più forte e marcata di quella attuale…

Tim Senza (?) Confini Europa

La nascita dell’Eurotariffa aguzza l’ingegno. E Tim, ancora una volta, trovo il modo per massimizzare con un’operazione cristallina i limiti comunitari… molti amici mi hanno chiesto cosa ne pensassi di Tim Senza Confini Europa.

E’ una nuova opzione per chi si trova in roaming internazionale e pensa di fare un discreto traffico. Ha molti pregi a prima vista: costa relativamente poco (10 euro), si paga solo effettivamente quando si è all’estero.

Cosa è che “non torna” allora? La logica della stessa tariffa. Ammesso e concesso che il regolamento europeo permette di derogare volontariamente all’Eurotariffa, Tim sfrutta al meglio questo cavallo di Troia per:

a) far pagare ai clienti (con l’opzione attiva) gli SMS più del doppio (29 centesimi l’uno invece del limite massimo di 13,2)

b) far pagare le chiamate entranti, oltre i 100 minuti compresi, 28,8 centesimi quando l’Eurotariffa per le stesse è ben più economica;

c) si conferma la tariffazione 60/60 per le entranti (ah proprio mentre l’Europa ha imposto quella più economica al secondo, 1/1), quindi NON sono 100 minuti ma 100 chiamate entranti massime (100 telefonate da  meno di 1 minuto, nda).

A parte che i punti b) e c) possono non interessare per chi fa un uso calibrato dell’offerta, ma fate attenzione se mandate messaggini nei vostri viaggi. Questa fantastica “promozione”, infatti, vi fa pagare 10 euro per avere la beffa di avere prezzi più cari del 130% sulle tariffe massime comunitarie.

Esiste la libera scelta per evitare l’Eurotariffa, ma fatevi i vostri conti prima di rischiare un clamoroso autogol economico…

UPDATE:  ho letto solo ora, nel pomeriggio, anche del pacco di Natale by Vodafone: beh, la scorciatoia scelta è chiara e lampante, peggio di quanto pensassi.