Il valore di un SMS

Scrivo  brevemente questo articolo più per lanciare una riflessione che per ‘contestare’ il senso del concetto di servizio universale nelle telecomunicazioni. Oggi, infatti, parlando per un rimborso a causa di un disservizio negli SMS con un legale di un noto operatore di telefonia mobile mi viene detto:  “Sa il rimborso non può essere particolarmente corposo in quanto gli SMS sono un servizio accessorio.”

Lungi da me contestare quanto dice il Ministero delle Comunicazioni al riguardo, ma vi sembra allora normale che per le variazioni contrattuali venga accettato da Agcom&Co. l’invio della comunicazione tramite un “semplice” servizio accessorio come un SMS?

La sensazione è che i diritti dei più forti valgano più di quelli più deboli: per i rimborsi un messaggino vale poco, per i contratti ha la forza di una firma… bizzarro il mondo.

Nokia N97 e iPhone 3.0, c’è aria di crisi

Basta seguire il canale Twitter di All About Symbian.

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Qua sopra lo screenshot, non importa avere grandi conoscenze della lingua inglese per capire che la gente NON sta facendo la cosa come in passato per avere in mano le ultime novità. Anzi, a quei prezzi rischiano di pesare fin troppo sulle (mancate) aspettative dei produttori e dei gestori… che qualcuno finalmente capisca che l’iPhone è caro?

PS: forse sto parlando troppo di Twitter ultimamente 😉

Qualcuno li informi dell’Eurotariffa

Leggevo or ora su Mondo3 delle novità estive di PosteMobile… l’occhio è caduto sulla promozione verso l’estero (“Con il mio paese new“) che riguarda anche gli SMS.

Beh, avviso per gli amici comunitari dei paesi dell’Est Europa compresi: 16 centesimi per un SMS sono troppi, costa meno usare una sim del vostro paese d’origine in roaming italiano che una scheda delle Poste. Se questa è una promo… a proposito qualcuno ricordi a  Poste (e agli altri gestori) dell’Eurotariffa.

Legge Bersani: l’Antitrust vola

Vola l’Antitrust con la legge Bersani: nel 2008 multe per oltre 37 milioni

Pratiche scorrette e pubblicità ingannevole, la “parte del leone” la fanno le aziende della telefonia: 10,6 milioni

Interessante l’articolo del “Messaggero” di oggi: tra pochi giorni, martedì, il presidente Antonio Catricalà tirerà le somme dell’attività svolta, alla Camera. Il bilancio parla da sé: 37.156.850 euro (contro 5.022.800 nel 2007), è questa la cifra complessiva corrispondente alle multe inflitte per le pratiche commerciali scorrette o la pubblicità ingannevole poste in essere dalle aziende. Quali aziende? Ce n’è per tutti i settori, scrive il quotidiano romano. Dal credito ai trasporti, l’Antitrust ha colpito duro, ma la parte del leone l’hanno fatta senza dubbio le comunicazioni: telefoni fissi, mobili o internet, a loro va la maglia nera. E il 2009 sta andando anche peggio…

Interessante l’analisi: la legge Bersani ha, infatti, ampliato i poteri dell’Antitrust nel 2007 e il 2008 i nuovi compiti sono andati a regime. L’Autorità ha messo in piedi strutture adeguate e un numero verde sul quale si sono riversate oltre 9 mila denuncie in un anno: il 60% riguarda le telecomunicazioni, il 12% i servizi; il 10% energia, industria e credito. Altre 2.781 segnalazioni sono arrivate in forma scritta. Niente male, vero?