I paradossi dell’Eurotariffa

Zenone sarà felice: i suoi paradossi tornano di attualità nel Terzo Millennio, addirittura coincidendo con la realtà. La tartaruga ed Achille rischiano di essere surclassati da quello che dal 1° luglio accadrà a gran parte dei clienti mobili comunitari. Come l’amico Carlo ha prontamente riportato, il Parlamento Europeo ha varato gli ulteriori tagli al roaming internazionale: la notizia ovviamente ha fatto il giro della rete, tutti ne hanno parlato. Alcuni amici – tra l’altro – ne hanno evidenziato gli aspetti più curiosi tanto cari alla… filosofia di Zenone.

Come avevo già scritto nei giorni scorsi ironizzando (“Eurotariffa, la fortuna di (non) essere italiani“), infatti, la realtà supera la fantasia e quel che nessuno si sarebbe mai aspettato si sta per avverare: l’essere stranieri, o meglio roamer internazionali, diventa una fortuna in molti vari casi perchè: Leggi tutto “I paradossi dell’Eurotariffa”

Vi rompono le scatole? Chiamate l’800732999

ATTENZIONE: IL POST PUBBLICATO E’ DEL 2009

Ogni tanto ci si incazza avevo scritto qualche giorno fa. Oggi il bis, altro giorno a casa e un’infinità  di chiamate (indesiderate) commerciali da parte di agenzie Telecom Italia che cercano in tutti i modi di farmi chiudere il CPS (ossia il transito delle chiamate uscenti) in essere con un altro operatore alternativo e/o di farmi attivare prodotti ADSL di cui non necessito.

Memore della buona notizia che avevo appreso, oggi – guardando il calendario – noto che è il 21 aprile 2009. Quindi il provvedimento A375 AGCM sulla Tutela del Consumatore è già operativo come segnalava MobileBlog: dal 19 aprile 2009, infatti, Telecom ha aperto un servizio dedicato che consente ai clienti di segnalare chiamate indesiderate, moleste o aggressive da loro ricevute.

A disposizione dei clienti ben due canali: il numero verde 800.732.999 ed i fax 803.308.386 / 803.308.388.

Io ho chiamato il call-center al numero 800 e devo ammettere, con piacevole sorpresa, che è davvero efficiente: il sistema riconosce il numero chiamante, dopo di che si parla con un cortese (oltre che competente) operatore che a sua volta vi chiede i dettagli delle chiamate indesiderate ricevute.

Una volta accertata la vostra identità  e preso nota delle telefonate da segnalare (magari segnatevi orario e data delle stesse… e se vi riesce anche i numeri di identificazione delle agenzie, sempre che siate così bravi da farveli dare 😉 ), l’operatore mi ha confermato che entro il 3 maggio avrò risposta alla mia segnalazione (di cui comunque ho un codice identificativo per chiedere aggiornamenti). La chiamata non finisce qui.

Vengo informato che Telecom farà di tutto perché la riservatezza della nostra linea fissa sia quanto prima “al sicuro dalle telefonate commerciali” dei loro partner. Tanti saluti con tanto di scuse.

Roba da non credere di essere al telefono con un call-center Telecom Italia a cui, per una volta, vanno i miei più sinceri complimenti.

Anni ’80

Non è un revival musicale, ma telefonico. Ringrazio Enrico Grandi per la segnalazione, certo leggere che in soli 30 anni si sia passati dal consigliare a non prolungare inutilmente le conversazioni al televoto sulle cose più frivole del mondo purché si spenda è una brutta batosta…

Le 500 sim, il televoto e…

…l’autoricarica.

E’ interessante quanto pubblicato da Carmelo Abbate su Panorama che si chiede: “Ho comprato 500 sim, sono vostre?“.

Domanda legittima e, seppur non potendo approfondire tutti i temi a fondo, scoperchia diversi scheletri nascosti:

  • i guadagni provvigionali dei dealer sulle sim vendute;
  • le anagrafiche per raggiungere sia i benefit di cui sopra, sia per servire la clientela che necessita un (inutile) ‘nascondiglio’ tra le follie delle intestazioni;
  • la volontà dei gestori di gonfiare i dati del numero dei propri clienti;
  • il proliferare dei servizi VAS di  dubbia sicura  inutilità;
  • il sistema televoto vittima/complice del sistema;
  • lo sfruttamente, più o meno lecito, dei vari meccanismi di autoricarica.

Chi si reputa esterno a tutti i punti di cui sopra scagli la prima pietra. Ma la scagli piano perchè si rischia la lapidazione…

L’Election Day di Facebook: si vota per il futuro

Election Day(s) anche per Facebook.  Si parla del futuro della comunità, a votare saranno gli stessi iscritti. Non ne avete mai saputo niente? Pensate alla solita bufala?

Stavolta sbagliate. Certo l’annuncio non è in prima pagina e non scalfisce le inutili foto dei vostri amici, ma aprendo il blog di Facebook si legge come il fondatore Mark Zuckerberg si prodighi per illustrare le modalità di voto.

Gli utenti avranno la possibilità di votare da ieri fino al 23 Aprile, utilizando un’apposita applicazione. Attenzione: in palio non ci sono posti in Parlamento o nel CdA della società, c’è “solo” da dire la propria in merito ai Principi di Funzionamento, alla Dichiarazione dei Diritti e delle Responsabilità e ai Termini di Utilizzo del Social Network, che tante polemiche avevano generato.

[via 0.2]

Eutelia, la (brutta) storia continua

Licenziare è una scelta strategica? si chiedeva il senatore Achille Passoni il mese scorso sul suo blog riguardo alla vicenda Eutelia.

Pare di sì. Varie analisi tra cui quella di Quintarelli hanno fatto emergere un quadro piuttosto chiaro sulle intenzioni della società  aretina. Che dai 2000 licenziamenti è passata alla cassa integrazione per 24 mesi per 1950 dipendenti… capisco la differenza, ma nei fatti è quasi un sofismo. Anzi no, non lo è. Almeno per le casse dello Stato: visto che si diceva nel piano industriale di inizio marzo che c’era “un eccesso di 1950 unità  lavorative utilizzate nel settore It ” direi che Quintarelli aveva ragione sul fatto che i “2/3 della forza lavoro sarebbero circa lavoratore più lavoratore meno, il numero di coloro che sono frutto delle varie integrazioni societarie con l’acquisizione di altri competitor (NoiCom, etc etc).”

Stai a vedere che Eutelia ha eliminato comprato dapprima i suoi competitor e poi usa i soldi pubblici per sbarazzarsi de. pagare gli (ex) concorrenti e i dipendenti che non servono?

Se questa (cattiva) impressione fosse la realtà  saremmo di fronte a un nuovo brutto esempio.