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Cara Apple ti scrivo

Cliente storico, (più o meno) soddisfatto e con un telefono diventato inusabile in meno di due anni (comprato a dicembre 2014).
Parlo di iPhone6 che, da quando è stato introdotto iOS 10, ha deciso di avere una (non) gestione della batteria che lo rende inaffidabile come un prodotto mai testato.

Apprezzo la campagna di richiamo per iPhone6S, ma forse ci siamo dimenticati del suo fratellino iPhone6. Ed evito di ricordarti quanto ho già scritto su Twitter…

Ben più interessante è ricordare la chiamata all’assistenza: servizio cortese come sempre, verifica online della capacità della batteria e l’operatore che consiglia di attendere “una nuova release software perché la sua batteria a sistema non ha alcun problema“.
Eppure si spegne, un problema c’è e andrebbe risolto. Anche per i modelli (non così) “vecchi”.

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Le elezioni americane spiegate male (dai sondaggi)

A volte ritornano i grandi classici. Attenzione: il sondaggio è la risposta in pubblico e non quella nelle urne (vs. The spirace of silence supports Hillary).

Opinione pubblica e controllo sociale, ovvero opinione pubblica è controllo sociale. Ma anche: opinione pubblica è rottura del controllo sociale, maelstroem dove precipita il potere consolidato che non si avvede della mutazione radicale del clima di opinione. Integrazione e controllo, disgregazione e rivoluzione.
Paradossale ma terribilmente concreto, reale.

Stefano Cristante nell’Introduzione a “La spirale del silenzio. Per una teoria dell’opinione pubblica” di Elisabeth Noelle-Neumann, Roma, Meltemi, 2002. ISBN 88-8353-170-1

Uno degli effetti della spirale del silenzio è l’esercizio, da parte dei mass-media, di una pervasiva funzione conformista di omologazione e conservazione dell’esistente, ostili al rinnovamento delle sensibilità, dei gusti, delle opinioni.

Umberto Eco, “Apocalittici e integrati: comunicazioni di massa e teorie della cultura di massa”, Milano, Bompiani, 1964.

 Globalo ©

Finalmente una vera punizione per una rimodulazione

La notizia era uscita nei giorni scorsi, Wind è stata multata per aver rimodulato All Inclusive Digital Special dopo averla proposta a un “prezzo fisso per 5 anni”.

Interessante però è vedere cosa ha scritto oggi l’Antitrust, alcuni passaggi fanno ben sperare (specie per le rimodulazioni di tariffe a tempo determinato):

“[…] il professionista ha posto in essere una pratica commerciale aggressiva consistente nella generalizzata violazione dei diritti contrattuali dei consumatori perpetrata attraverso la rimodulazione coercitiva di un’offerta tariffaria alla cui stabilità il professionista si era impegnato, con l’imposizione al consumatore di un preciso comportamento attivo per poter effettivamente godere di un diritto da questi (già) vantato. […] Il professionista, infatti, sfruttando la propria posizione di supremazia, ha rimodulato anzitempo i contenuti e il prezzo dell’offerta e ha in tal modo disatteso i propri obblighi, violando in modo generalizzato i diritti contrattuali dei consumatori. [..]
Nel campo della telefonia mobile, infatti, in virtù dell’esistenza di rapporti contrattuali basati su SIM ricaricabili, funzionanti con credito pre-pagato e piattaforma tecnologica controllata dal professionista, quest’ultimo si trova nella condizione di poter eseguire in modo unilaterale le modifiche tariffarie pretese (attraverso una variazione della propria piattaforma) potendo altresì procedere al prelievo coattivo dal credito telefonico dei clienti […] in violazione degli impegni contrattuali assunti dal professionista e tradendo altresì l’affidamento legittimamente riposto dai consumatori – anche a fronte dell’univoca e massiccia campagna attraverso la quale l’offerta promozional e era stata divulgata – alla stabilità delle condizioni contrattuali promesse.
[..] In particolare, a fronte di un diritto contrattuale del consumatore a mantenere stabile per cinque anni, in relazione a contenuti prestabiliti, una tariffa di vantaggio, non può considerarsi lecita la condotta del professionista che pretenda di modificare anzitempo, in via unilaterale, le predette condizioni [..]

Speriamo che questa decisione valga “per sempre”.

PS: ah, Wind è stata sanzionata di 200.000€