Blyk, la pubblicità non è ‘virtuale’

Vi ricordate di Blyk? E’ un gestore virtuale nato con un’idea di base semplice: pubblicità in cambio di chiamate ed sms. Con un occhio di riguardo ai giovani, gli unici ‘autorizzati’ a diventare clienti.

Un parco clienti “under 24″ e che avrebbe visto pagate le proprie telefonate dagli sponsoro. Troppo bello per essere vero? Pare di sì. Ad oggi i 200.000  clienti britannici sono rimasti soli, lo sbarco fuori dalla Manica non è mai avvenuto (incluso, ovviamente, quello preannunciato in Italia) ed oggi Telecoms titola “ ad-funded model fails“.

Non serve un traduttore per capire che Blyk è arrivata al capolinea: entrerà probabilmente Vodafone Paesi Bassi a ‘salvare’ il salvabile ma la pubblicità non è adatta a un “gestore virtuale”. Forse è fin troppo… reale.


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