Quel che le agenzie non dicono…

…lo dice Morse.it: ritorno per l’ennesima volta in pochi giorni a riportare un editoriale della rivista online riguardo al presunto accordo sui costi di terminazione tra U.E. e AgCom.

La limatura - si legge nel testo di Capitan Nemo - non può essere letta come un “accordo” a fronte di una trattativa tra pari; il solo significato che si può dare alla riduzione è quello di un gesto dell’Autorità italiana per tentare di contenere la dura presa di posizione di Bruxelles, e replicare alle proteste di consumatori ed operatori concorrenti.

Inoltre, nella lettera di risposta ufficiale ad AGCOM la Commissione UE ribadisce che i valori proposti da AGCOM sono troppo alti e non allineati alla media europea, dato che in alcuni paesi europei già ora si applicano prezzi che AGCOM invece propone solo per il 2011. Si critica inoltre la metodologia contabile applicata da AGCOM nonché lo squilibrio che la decisione crea tra operatori grandi e piccoli. Si invita pertanto AGCOM a ripetere l’analisi non appena entrerà in vigore l’imminente raccomandazione sulle tariffe di terminazione, attesa per gennaio 2009.

Nonostante l’impegno odierno di AGCom di ridurre il livello delle tariffe di terminazione del 10% nel 2011 e di livellarle a 4,5 centesimi di Euro nel 2012, questo è ancora fin troppo elevato [...]“.

[via Morse.it | Le nuove tariffe di terminazione non sono un accordo con la UE]

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15 Novembre 2008

Chi è contro l’Authority europea sulle TLC?

La notizia rimbalza da alcune fonti, ma entrambe non dicono quali siano i paesi contro l’Autorità Europea unica sulle telecomunicazioni. La decisione pare rinviata a domani, ma le pressioni sembrano molte e forti contro la nascente Authority targata EU.

La Commissione europea rischia di dover rinunciare alla nascita dell’Authority Ue per le Tlc, uno dei cardini - insieme alla separazione funzionale delle reti - della riforma del settore delle telecomunicazioni messa a punto dal commissario Viviane Reding (nella foto). L’Agenzia europea per i mercati europei di comunicazioni elettroniche - come viene chiamata l’Authority nel testo della riforma nelle mani della presidenza slovena - dovrebbe essere un organo sostanzialmente consultivo, col compito di coordinare il lavoro delle varie autorità nazionali soprattutto sul fronte delle misure prese per garantire la concorrenza. Bruxelles, comunque, manterrebbe tutti i suoi poteri antitrust.

Una sola speranza, che l’Italia NON sia tra i paesi contrati. Perchè se così non fosse a pensare male si fa peccato, ma… il detto sapete come finisce.

[via Swissinfo - Aduc]

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11 Giugno 2008

UE: obiettivo abolizione roaming internazionale

E’ un’agenzia Reuters di qualche giorno fa, ma è passata quasi inosservata. Eppure è assai interessante, l’Unione Europea torna a parlare del roaming internazionale. E lo fa parlando dei costi del roaming che potrebbero essere aboliti, ovvero si potrebbe viaggiare per tutta l’Europa senza avere costi per le chiamate entranti.

Una manna per i consumatori, un po’ meno per gli operatori che vedrebbero tagliati drasticamente i costi di interconnessione. Vediamo cosa dice l’agenzia. “Le tariffe che gli operatori di telecomunicazioni devono attualmente pagare per il roaming internazionale potrebbero essere abolite da disposizioni della Commissione Europea il prossimo settembre, secondo quanto detto oggi da un alto funzionario dell’Unione Europea. Il Commissario Ue per le Telecomunicazioni Viviane Reding è stata incaricata di avviare il prossimo giugno il dibattito che potrebbe portare al taglio del “termination rate” - il costo che un operatore nazionale fa pagare a un altro se un suo cliente utilizza la propria rete -  tra i 27 paesi membri dell’Unione Europea. Le tariffe tra gli operatori mobili sono attualmente molto più alte rispetto quelle pagate per la telefonia fissa - dai 2 ai 20 centesimi al minuto per le prime rispetto a 0,6 centesimi per le seconde - e l’Ue vorrebbe porre fine a ciò che considera un sussidio incrociato tra le compagnie.”

Il costo artificiale della terminazione quindi torna sul banco degli accusati. In Italia ha fatto la fortuna di compagnie come 3 e degli ‘autoricaricatori’, mentre in Europa potrebbe fare felice chi usa il proprio telefono all’estero. Vi chiedete come sarà possibile un’Europa senza costi di roaming? Basta chiedere a United Mobile e Travelsim, i due gestori di carte internazionali che vivono benissimo senza il doppio sussidio di terminazione.

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18 Aprile 2008

112 questo sconosciuto

112Il problema dei numeri di emergenza non si è risolto. Ne avevo parlato due anni fa, nel 2008 è ancora attuale. Tanto che solo il 22% dei cittadini dell’Unione europea è in grado di identificare spontaneamente il “112” come numero da chiamare per contattare i servizi di emergenza da qualunque località dell’UE.

Secondo un sondaggio condotto in tutta l’Unione europea, le autorità nazionali possono fare molto di più per migliorare l’informazione dei cittadini. La Commissione chiede quindi agli Stati membri di far conoscere meglio il 112. Da quando, nel 2003, è entrata in vigore la normativa comunitaria in materia di telecomunicazioni, 26 dei 27 Stati membri si sono attivati per consentire ai cittadini di chiamare il 112 dai telefoni fissi e mobili; il 112 è ancora indisponibile in Bulgaria, paese nei confronti del quale è in corso un procedimento di infrazione (si veda il comunicato IP/07/1530).

Far conoscere meglio il 112 come numero da chiamare sia all’interno del proprio paese sia all’estero è ora il passo logico successivo per assicurarne l’effettivo funzionamento, in quanto soltanto dei cittadini informati saranno in grado di servirsi del 112 in caso di incidente. Senza poi dimenticare che si dovrà lavorare ancora di piu’ sulla formazione del personale che risponde, provi uno straniero in Italia o un italiano all’estero a chiamare il 112 e spiegarsi in inglese o, ancor peggio, nella propria lingua…

[via www.europa.eu.int ]

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4 Marzo 2008

Bielorussia batte UE, parola di austriaco

Il titolo, seppur paradossale, è la traduzione fedele delle sorprendenti dichiarazioni di Boris Nemsic, amministratore delegato di Telekom Austria, rilasciate ieri.

We have been much better treated in Belarus than in Brussels. That’s not a political statement. That’s a business statement.” Insomma, la Bielorussia è meglio dell’Unione Europea per fare affari, chissà cosa ne pensa Viviane Reding. Sicuramente non rimarrà in silenzio.

[via Financial Times]

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3 Marzo 2008