Indietro tutta

Indietro tutta! Si può parafrasare una trasmissione di Renzo Arbore che faceva una scanzonata parodia della televisione commerciale anni ‘80 per parlare di una delle più rapide smentite delle nostre TLC. Infatti, non si fa in tempo a gioire per una buona news che si corre a smentirla. I servizi 12 non diminuiscono i loro costi e il mio post precedente è già storia.

  • Authority: nessuna decisione su riduzione tariffe ’12’
  • ROMA – Nessuna decisione da parte dell’Authority per le comunicazioni sulla riduzione delle tariffe della numerazione 12. Lo rende noto la stessa Agcom in una nota diffusa ”in relazione alle indiscrezioni apparse su alcuni organi di stampa circa la riduzione delle tariffe del 12”. A tal riguardo l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni informa che ”nessuna decisione, allo stato attuale, e’ stata adottata”. – Fonte Adnkronos

Questa l’agenzia di stampa che è stata emessa poco piu’ di un’ora fa. A questo punto a salvare i consumatori arriva il bello della Rete.

Per cercare i numeri online conoscendo il nome i servizi sono molti e gratuiti, dalle note PagineBianche a tanti altri. Il problema viene dal cosidetto reverse search abolito dalla legge sulla privacy.

Considerando che comunque con l’avvento di castori, pupazzotti gabibbosi, signorine ed imbecilli associati a vari numeri non si può più risalire a chi appartiene un determinato numero ecco un’utile segnalazione, il sito Infobel http://www.infobel.com/world/ .

Infobel ha elenchi di molte nazioni basati spesso – questo è il caso dell’Italia – sui dati immessi negli ultimi CDROM informativi e permette con la funzione “ricerca inversa” di trovare a chi corrisponde un determinato numero di telefono.

I più ligi alle regole potranno contestare che tale link va a violare i principi legislativi sulla privacy, ma quando il gioco è sporcato dalla parte più forte anche il consumatore si deve difendere. C’est la vie, no?

12 scendono i prezzi da fisso

Indagine del Garante partita a novembre dopo le prime proteste
Nel 2004 il livello massimo al minuto era stato fissato a 1,5 euro

Authority, un tetto alle supertariffe
taglio ai costi per il 12 da fisso

Tariffa a 1,2 euro al minuto, scatto alla risposta a 30 centesimi
Sul sito dell’organismo di garanzia la tabella con tutte le tariffe
di ALDO FONTANAROSA

ROMA – L’indagine dell’Autorità per le Comunicazioni era partita, a furor di popolo, il 22 novembre dell’anno scorso. Tirata per la giacca dalle associazioni dei consumatori, l’Autorità si era accorta che il servizio di informazione elenco abbonati – gestito ormai da 17 società anche straniere, in concorrenza tra loro – stava spennando gli italiani. Cercare il numero telefonico di un parente, di un amico, di una azienda si stava rivelando uno sport ad alto rischio. Soprattutto se la telefonata durava più di due minuti; soprattutto quando partiva da un telefonino diretta a certi servizi di informazione. Tra pupazzi animati e musichette, gli spot che hanno lanciato questi nuovi servizi (con centralini a quattro cifre che iniziano con 12; oppure a sei cifre che iniziano con 89) sono stati seducenti. Ma la colonna sonora più appropriata era semmai “Piange il telefono”, visto la possibile spesa.

Ora, dopo 50 giorni di lavoro, l’Autorità ha scritto la delibera che taglia le tariffe del servizio. E’ un primo passo. L’Autorità interviene solo per le chiamate che partano da un apparecchio fisso (sia esso di casa o di ufficio). Viceversa non tocca le tariffe delle telefonate che partono da cellulare, spesso dolorose. Questo secondo intervento è ancora oggetto di studio.

La bozza del provvedimento (limitato, dunque, alle sole chiamate da apparecchio fisso) contiene tre novità. Intanto la tariffa massima consentita scende di 30 centesimi. Mentre nel 2004 l’Autorità l’aveva fissata a 1,5 euro al minuto, adesso intende abbassarla a 1,2 euro. La seconda novità è che questo importo massimo varrà anche per i minuti a seguire. Due minuti, insomma, non potranno costare più di 2,4 euro; e tre minuti non andranno oltre i 3,6 euro.


La terza novità riguarda una delle maggiori insidie per gli italiani. Quando chiami i nuovi servizi di informazione, il centralinista ti trova il numero e subito ti chiede se vuoi essere collegato “all’utente desiderato”. La cosa è maledettamente comoda e tante persone accettano questo trasferimento automatico. Per molte settimane, però, almeno alcuni operatori non chiarivano che questa telefonata costava più del solito. In pratica, poteva costare al minuto quanto il servizio stesso di richiesta informazioni. Ora, nell’offrire il trasferimento automatico, il centralinista dovrà indicare in modo inequivocabile i costi della operazione. Fin qui, come detto, le mosse dell’Autorità.

C’è una cosa, però, che questo organismo di garanzia non tocca, ed è lo scatto alla risposta. La delibera 15 del 2004 fissava il tetto massimo dello scatto a 30 centesimi (intendiamo sempre per le chiamate da fisso). Importo che dovrebbe ora restare immutato. Da oggi la bozza di delibera è all’esame dei quattro commissari dell’Autorità che hanno diritto di ultima parola. Sono Savarese, D’Angelo, Roberto Napoli e Stefano Mannoni. E la loro decisione è imminente.

Lo spirito del provvedimento è chiaro. Da un lato, non vuole stangare le società italiane e straniere che hanno investito nel nuovo servizio. Dall’altro lato, prova a proteggere di più gli utenti. Fino ad oggi, le famiglie potevano finire in una trappola tremenda. Qualche centralinista esitava a darti il numero richiesto (segno di un servizio scandente); e l’italiano, proprio in ragione di questa attesa prolungata, pagava sempre di più. Una beffa. L’insano meccanismo ora può essere incrinato. Anche la trasparenza aumenta.

Fino a pochi giorni fa, chi voleva conoscere il costo del servizio doveva andare nei siti degli operatori e armarsi di molta buona fortuna. In Internet molte tariffe erano indicate per ogni secondo di conversazione con il centralinista, risultando così oscure. Adesso, invece, l’Autorità pubblica sul suo sito (www.agcm.it) ogni tariffa, valide per qualsiasi servizio informazione, da qualsiasi tipo di apparecchio si chiami. E molte cose si vanno chiarendo.

(7 febbraio 2006) Repubblica.it

+1400%

In casa Tim l’inflazione non fa paura. Da oggi, infatti, sono in vigore i nuovi prezzi di Tim Tribu’; non sono il primo a parlarne, ma mi piace fare di conto riguardo agli aumenti praticati.
Le precedenti condizioni prevedevano all’interno della Tribu’ un costo di 1 centesimo per minuto di chiamata e di 1 centesimo per sms inviato. Gli sms da oggi invece sono passati a 15 centesimi l’uno (+1400%), mentre per le chiamate voce l’aumento è decisamente più contenuto limitandosi “solo” a un +800%.

Lato positivo della cosa? Che se Tim da domani seguisse l’andamento dell’inflazione gli SMS non avranno ulteriori aumenti per i prossimi cinquecento anni. Ridere per non piangere.

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UE: taglio costi del roaming internazionale

TLC: UE VERSO TAGLIO TARIFFE ROAMING INTERNAZIONALE
(AGI) – Roma, 3 feb. – Buone notizie in vista per gli utenti di telefonia mobile che usano il roaming internazionale: il commissario all’informazione di Bruxelles, Viviane Reding – secondo quanto anticipa il quotidiano La Tribune – sta infatti preparando un regolamento che, di fatto, allineerebbe le tariffe di roaming internazionale a quello del roaming praticato entro i confini di ciascun Paese (fra i vari gestori di telefonia mobile). Queste ultime tariffe,infatti, sono sensibilmente piu’ basse di quelle praticate per il roaming internazionale che, secondo la Commissione, sarebbero troppo elevate.

Un’ottima notizia finalmente. Una notizia che senza falsa modestia mi era stata direttamente anticipata dalla stessa Commissione Europea guidata da Viviane Reding. Infatti, nei giorni scorsi – come avevo anticipato nel mio blog personale – avevo ricevuto una comunicazione direttamente da Brussels dove, oltre a piacevoli apprezzamenti per PrepaidGSM.net, s’informava il sottoscritto di un’iniziativa del genere. Questo il documento. Una Commissione a favore degli utenti, un raggio di sole durante la tempesta.

“Sawiris Show”

Sawiris in questi giorni è stato intervistato dall’Espresso, un pezzo a tratti irriverente da cui riportiamo una frase che riguarda un’analisi poco “politicamente corretta” sulle quote di mercato guadagnate da H3G Italia.

[…] GIORNALISTA: Non é forse vero che state perdendo clienti a favore di “3“?

SAWIRIS: Solo quelli che prendono il cellulare che 3 gli regala, poi vanno a Napoli e ci mettono dentro la carta di Wind. L’unico che perde verso 3 è Vodafone. […]

Sawiris è davvero un personaggio unico nel suo genere, parla in maniera schietta (anche abusando di – evitabili – luoghi comuni, come se gli unlock fossero solo a Napoli…) ed affronta in maniera diretta quel che sembrava un taboo di H3G. Ossia del fenomeno unlock, ennesima distorsione del mercato mobile italiano. Il vento del deserto.

Wind tra Borsa e… Sawiris

Wind: Sawiris, da quotazione 2mld dlr

Personale, taglieremo 300 persone ma in maniera civile

(ANSA) – ROMA, 2 feb – Due miliardi di dollari. Tanto conta di raccogliere dalla quotazione in Borsa di Wind il patron di Orascom Naguib Sawiris. ‘Enel – continua Sawiris – ha fatto il miglior affare della sua vita. Il valore di Wind e’ gia’ del 20-30 per cento superiore’. Sawiris assicura che Wind non entrera’ ‘nella guerra del mobile che c’e’ oggi tra Tim, Vodafone e 3′. Il presidente di Wind infine annuncia un taglio della forza lavoro: ‘Si’ 300 persone, ma avverra’ in maniera civile.’

Sawiris è davvero un personaggio nuovo per la nostra telefonia. Soprattutto quando illustra le sue tesi. Al di là della quotazione di cui sopra farà sorridere molti l’affermazione con cui sottolinea che non entrerà nella guerra del mobile che c’e’ oggi tra Tim, Vodafone e 3. Anche per chi segue le TLC da tempo è davvero difficile capire di cosa parli. Se sottointende al cartello che sta affondando la trasparenza per i clienti mobili italiani sarebbe da ricordargli che anche Wind sta dicendo la sua al pari degli altri. Se invece parla di guerra tariffaria c’è da allarmarsi; nel più grande silenzio, infatti, i nostri gestori stanno riportando in auge la preistoria con scatti alla risposta sempre piu’ alti (siamo arrivati ormai ai 16 ct.), tariffe a scatti e costi di ricarica sempre piu’ folli… cose scomparse a fine degli anni ’90 proprio grazie a Wind, quella Wind che oggi non esiste più. E che a quanto pare manco l’egiziano Sawiris sarà in grado di far risorgere dalle cenere. La fenice è morta. Per sempre.

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