La morale di Tim

Tim sta svolgendo in queste settimane una serie di spot promozionali sulla nuova offerta “Tim Famiglia“, il profilo tariffario – disponibile dal 24 ottobre 2005 – che prevede la possibilità di (video)chiamare tra 2 numeri TIM e 1 numero di rete fissa alla speciale tariffa di 1 centesimo al minuto (oltre a scatto alla risposta di 16 ct.) e soprattutto di ricevere un’autoricarica per le chiamate ricevute da Rete Fissa di 5 centesimi al minuto.

Su questo secondo punto Tim – al pari dei propri competitors – punta molto ed ha lanciato uno spot ad hoc: http://www.azienda.tim.it/delivery/showfile/0,,20031,00.mpg . La prima impressione a caldo è di sorpresa. Christian De Sica, infatti, si arrabbia con la figlia che – come molti suoi coetanei – abusa del meccanismo di autoricarica. “Miracolo!” avranno pensato molti genitori attanagliati dallo stesso problema. Ma poi riguardando lo spot in TV mi sorge un grosso dubbio.

La tariffa pubblicizzata è di 1 centesimo al minuto senza alcuna menzione allo scatto alla risposta di ben 16 centesimi fino parte finale dello spot dove appare in sovraimpressione assieme al sistema di tariffazione. Rifletto ancora. Il target di clientela verso cui si rivolge la pubblicità è chiaro, basti vedere la famiglia e la giovane età della protagonista che chiama casa per farsi ricaricare. Ma dietro alla risposta da bravo padre di famiglia di De Sica cosa c’è? C’è tutto il meccanismo di “costi nascosti” della tariffa che va a rimpinguare le casse del gestore… infatti, la figlia (povera ingenua?) spende 17 centesimi per chiamare casa sperando che la madre la richiami per guadagnare qualche soldo di autoricarica (autoricarica, questa sì, ben pubblicizzata a 5 centesimi al minuto). Peccato che per pareggiare il costo dei 3 secondi di telefonata la giovane debba ricevere una chiamata di oltre 3 minuti e 20 secondi da rete fissa. Insomma, per farla breve una pubblicità che punta al non abuso del meccanismo di autoricarica incita la classica famiglia italiana invece a comportarsi nella maniera piu’ conveniente per le casse di Tim. Ossia telefonata breve verso casa (17 centesimi sicuri) e chiamata entrante da fisso.

Alla fine quale è la vera morale di questo spot? Fare soldi, come sempre.

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