Iva al 20%, ma Sky non poteva fare come Mediaset e H3G?

L’IVA per le Pay-TV al 20% ha scatenato le ire di Sky nei mesi scorsi, le prime pagine sembravano aver dimenticato gli altri problemi del paese o quasi. Ora che è definitiva noto che il principale competitor, ossia Mediaset Premium, ha deciso di non scaricare i maggiori costi sulla clientela finale. Se non bastasse anche H3G ha fatto la stessa mossa, accollandosi il maggior carico dell’IVA diminuendo l’imponibile ai suoi clienti.

Non era più semplice fare così anche per Sky? Il ritorno d’immagine probabilmente sarebbe stato maggiore rispetto al piagnisteo di cui sopra… anche perchè intendiamoci: quello che ha fatto 3 Italia con un bilancio sicuramente meno roseo della TV satellitare era la cosa che il consumatore si aspettava. La politica di lobby va fatta a monte… magari con argomenti migliori dell’aumento delle tasse quando esso stesso è sinonimo di aumento del canone.

AgCom, ora tocca agli 199

Dopo la presa di posizione sulla gratuità dei customer care (quello di H3G in primis, nda) ora sarebbe d’uopo che Ag.Com. intervenisse su vari servizi clienti sulla numerazione 199.
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Tale numerazione serve alle aziende per offrire servizi di assistenza ed informazioni ai propri utenti ed e’ il chiamante (cioe’ l’utente) a pagare una tariffa per l’accesso a tale servizio.

Nulla da eccepire se non nel caso in cui l’utente paga un prodotto o servizio all’azienda e, per avere informazioni sul prodotto o servizio stesso, deve pagare ulteriormente, il che e’ del tutto anomalo.

Facciamo l’esempio di Sky. Per avere accesso ai suoi programmi occorre pagare un abbonamento, ma in caso di problemi con il collegamento del decoder e la verifica della funzionalita’ dell’impianto, e’ necessario fare un numero che inizia con il 199, che e’ “a valore aggiunto”, bella frase che sta a significare che si paga di piu’.

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