Pan per focaccia

Tele2 si lamenta che Wind è cattiva, Wind si lamenta che Tele2 è cattiva. Entrambe vengono multate, la morale però è triste: piangi tu, piango io ma intanto tutti e due freghiamo i consumatori.

Beh, permettemi la battuta, è molto Italia 2.0(09)

Risposte (in)adeguate

Ricordate la campagna per gli SMS più convenienti?

Mandai la copia di quel documento all’Antitrust italiano, era tra l’altro il primo dei destinatari.

In realtà, a ben leggere, non chiedevo “solo” SMS più convenienti ma anche una tariffazione compatibile con quella della famosa Eurotariffa: ossia chiamate internazionali con un limite pari a quello in roaming e con un metodo di tariffazione identico a quello comunitario (30/1).

Beh, l’Antitrust mi ha risposto con una (laconica) lettera in cui mi dice che per quanto riguarda gli SMS sta lavorando con l’AgCom. La prossima volta potevano evitare anche di spendere i soldi del francobollo, visto che mi hanno risposto quel che io stesso gli avevo ricordato… e non finisce qui. La parte sulla tariffazione e sulle internazionali onerose manco ha avuto una risposta di cortesia, interessa così poco anche a chi deve controllare che manco occupa una riga di una lettera.

Tutto questo mentre in India chi di dovere chiede la tariffazione al secondo… in India, migliaia di km da uno dei paesi fondatori dell’UE.

Intercettazioni, gestori e…

…verità cercasi.

Oggi leggo su tutti i maggiori quotidiani che i dati dei clienti sono stati conservati per la bellezza di 7 anni con gravi conseguenze per la privacy.

La privacy? Dice un dirigente dell’autorità garante: “Chiunque tra il 2001 e l’inizio del 2008 abbia usato la rete internet deve sapere che tre tra i maggiori fornitori di accesso del paese (Telecom Italia, Vodafone e H3G) tre compagnie di telecomunicazione, hanno registrato tutto il traffico da mobile di quegli anni. Non tutti lo facevano con la stessa profondità, e lo abbiamo specificato nei nostri provvedimenti del 17 gennaio 2008. Non è nemmeno detto che lo abbiano fatto in modo continuo dal primo all’ultimo giorno. Però quella raccolta di dati avveniva e il pretesto era che bisognava tenersi pronti per rispondere alle richieste dell’autorità giudiziaria. Il punto è che raccogliere i dati personali in quel modo e con quella rozzezza espone gli stessi investigatori ad errori e valutazioni sbagliate” [da Repubblica]

Poi ripenso ad alcuni articoli delle scorse settimane e vedo che uno dei gestori sotto la lente d’ingrandimento non ha fornito i dati dopo xxx mesi perchè già li aveva cancellati.

[…] vicenda legata alla pubblicazione di un commento di minacce verso Silvio Berlusconi nel blog di Beppe Grillo entra in scena H3G.

Il gestore 3, infatti, è stata la connessione utilizzata da colui che ha lasciato il messaggio su cui si sono aperte le indagini che proprio per lo stop da Trezzano (e da Microsoft, nda) si sono arenate. Quale è il punto?

La risposta che ha bloccato tutto è il fatto che l’operatore, nel caso specifico, ha eseguito le indicazioni del Garante della Privacy ed ha risposto che dal gennaio 2008 viene seguito l’ordine di distruggere dopo 60 giorni l’indirizzo Ip di destinazione che identifica univocamente i dispositivi collegati nell’ambito di una singola rete informatica. [via Mondo3]

Pertanto domando agli esperti: quale è la verità al riguardo? Quanto sensazionalismo c’è rispetto alla situazione dei fatti? Possibile che da 7 anni 7 si sia passati a 60 giorni 60? Mi sembrano due posizioni talmente estreme da non essere credibili per qualsiasi fini vogliano perseguire.

48201, multata la RAI

Mi era sfuggita una sanzione alla Rai da parte dell’Antitrust per l'(ab)uso di un numero VAS per il cosidetto “televoto”.

Lo segnala Aduc ed è  di particolare interesse. Specie per sensibilizzare quei genitori che, come voleva il conduttore, lasciano i propri figli liberi di fronte alla TV con un telefonino in mano.

Una cosa normale, ma che può costare molto.

Cosa succedeva durante la trasmissione RAI?

La comunicazione fuorviante veniva lanciata nell’ambito del programma per bambini E’ Domenica papà quando, nel salutare il pubblico, il presentatore ha invitato i bambini a far attivare ai genitori un servizio telefonico a pagamento, in abbonamento, tramite il numero 48201  di cui risulta intestataria la stessa Rai.

Insomma, un (costoso) servizio per ricevere notizie sulle manifestazioni e sugli altri eventi in svolgimento presso le varie città  italiane. La trasmissione è andata in onda per un lungo periodo, dal novembre 2008 a maggio 2009.

La stessa autorità non ci è andata leggera come si legge nel bollettino Antitrust: “[…] si è evidenziato come le omissioni informative poste in essere da RAI riguardano elementi imprescindibili ai fini dell’adozione di una decisione commerciale consapevole, quali la natura a pagamento dell’abbonamento al servizio pubblicizzato e i relativi costi e condizioni. […] Il messaggio risulta, peraltro ambiguo e fuorviante in relazione anche alla stessa mancata evidenziazione della stessa natura pubblicitaria della comunicazione […] il comportamento  deve ritenersi grave considerato che ha reso possibile il realizzarsi di una pratica commerciale scorretta […]

Serve aggiungere altro?

Vodafone, problemi e ritardi

Ho un problema con il numero fisso Vodafone dal suo primo giorno di funzionamento. Ho segnalato il tutto a luglio, mai avuto una risposta dal 190. Tanto che il 22 settembre ho richiesto al Corecom Toscana il tentativo obbligatorio di conciliazione dato che dal Servizio Clienti  Vodafone non ho mai avuto notizie di una pronta risoluzione della pratica. In realtà – oltre a questo inconveniente – sono in attesa anche di un rimborso di un’altra pratica addirittura da febbraio scorso (ossia 8 mesi fa!): almeno a livello personale posso dire che da Vodafone ho tutto tranne che… risposte.

Beh, siamo ad inizio ottobre e non avendo avuto date oggi chiamo il (solitamente solerte) Corecom regionale: “Sì, sig. Andrea ci scusi ma Vodafone ha così tante pendenze qui a Firenze che prima del 2010 non riusciamo a fissare una data…“. Così tante da non avere tempo fino ad anno nuovo, alla faccia dello slogan la qualità si paga 😉

Ah, con altri gestori la coda è ben più corta. Saranno ancora così contenti i solitamente raggianti clienti Vodafone? Almeno in Toscana PARE di no.

Europa, geografia e Antitrust

Per quei pochi che non lo avessero notato adoro parlare di Europa.

Sarà  perché la passione per la geografia coniugata a quella per la telefonia ha creato un mix “letale”, fatto sta che da tempo parlo del nostro Vecchio Continente e delle decisioni della fu Comunità Europea. Vecchio Continente in senso geografico che solo in parte è compreso dall’UE. O almeno così credevo.

L’Europa è l’UE?

Perché nei mesi scorsi avevo segnalato, proprio per rimarcare la distinzione politica da quella geografica, il fatto che molti gestori (come Wind nell’immagine a lato) avessero la cattiva abitudine di confondere l’Unione Europea con tutto il continente.

Se un SMS indica genericamente “in Europa dal 1° luglio si spende meno“, istintivamente penso di poter risparmiare anche nei lviaggi in paesi come Croazia, Ucraina o Serbia. Peccato che però l’Antitrust – come mi ha comunicato via lettera in data odierna – nell’adunanza del 16 settembre scorso abbia affermato che “la fattispecie segnalata non integri una pratica commerciale scorretta in quanto, nella sua comune accezione, il termine Europa è utilizzato per fare riferimento ai paesi appartenenti alla Comunità  Europea“.

Comprendo il pragmatismo ma continuo a non comprendere perché si giochi sull’equicovo UE/Europa e non non si informi correttamente sui paesi compresi.