Virtuali da proteggere

I gestori virtuali, al di là del proprio nome, sono vere e reali aziende sul mercato: con offerte più o meno discutibili ma gli MVNO hanno fatto il loro avvento nel nostro mercato.
In realtà anche la dizione MVNO non è prettamente calzante, sarebbero in gran parte degli ESP (o anche meno) ma evitiamo di “giocare” sul tecnicismo del nome. Ci sarà tempo per farlo. Pertanto oggi andiamo al sodo e leggiamo cosa scrive ad oggi, nel bollettino  N. 8 del 16 MARZO 2009, l’Antitrust sulla concorrenzialità nel mercato della nostra telefonia mobile ha detto che “[…] giova ricordare, innanzitutto, che solo i recenti interventi antitrust hanno sortito l’effetto di stimolare la conclusione di accordi tra operatori di rete e operatori virtuali. Codesta Autorità, sul punto, riconosce che l’intervento antitrust ha senz’altro costituito un fattore incentivante alla conclusione di accordi fra i suddetti operatori. Infatti, la circostanza che la fattispecie di abuso di posizione dominante collettiva, ipotizzata in avvio di istruttoria A357, non sia stata provata “[…] non significa che questi mercati non siano stati caratterizzati, prima dell’intervento dell’Autorità, da quelle oggettive criticità concorrenziali che la […] procedura ha evidenziato […]”.

Nel mercato in esame, caratterizzato da un certo grado di dinamismo tecnologico ed economico, questa Autorità riconosce l’esigenza di evitare che i comportamenti degli operatori infrastrutturati ostacolino lo sviluppo e l’operatività di nuovi soggetti. Tuttavia, qualora le dinamiche di mercato dovessero presentare quelle criticità tecnico-economiche tali da pregiudicare lo sviluppo di una concorrenza effettiva tra operatori, si ritiene che i poteri di intervento di questa Autorità non risultino privi di efficacia. Infatti, alla tradizionale incisività dell’azione amministrativa a tutela della concorrenza fondata sul carattere inibitorio del proprio intervento e sullo strumento sanzionatorio, si aggiungono i poteri di cui l’Autorità dispone in forza dei nuovi istituti introdotti nell’ordinamento e già adottati a livello comunitario, i quali consentono di ottenere effetti tangibili e misurabili anche nell’immediato.”

Insomma, l’Autorità si mette a disposizione del mercato e soprattutto di quei (pochi) gestori virtuali che cercano di fare qualcosa: forse le interconnessioni, tanto utili agli operatori challengers, non è che servono anche agli MVNO? Coop Voce aspetta una risposta da tempo sulle terminazioni.

L’AgCom ascolterà i consumatori

Segnalo con piacere che l’Agcom si avvicina ai consumatori istituitendo un numero verde per le segnalazioni.

Personalmente la considero una novità  positiva.

A questo speriamo che l’operatività  del numero verde faccia  che le (finalmente) segnalazioni possa essere lavorate bene come da tempo fa già l’Antitrust.

Un’Autorità  segue l’altra? Beh, speriamo…

PS: a chi interessa segnalo che l’800185060 appartiene a FastWeb 😉

Copia ed incolla: ecco la nuova tariffa Uno Mobile

Uno Mobile ha annunciato una nuova tariffa.

VUOI PARLARE a 9 cent al minuto?

Con la nuova tariffa UNO Mobile 9 parlare ti conviene!

9 cent/min verso tutti (fisso, mobile, nazionale)
9 cent per gli SMS verso tutti
16 cent di scatto alla risposta

Fai telefonate brevi?
Scegli la tariffa UNO Mobile Senza Scatto

Vi ricorda qualcosa? Beh Wind9 è la stessa identica cosa…

WIND9 Prezzi
» Addebito alla risposta: 16 centesimi con tariffazione a scatti ogni 30 secondi
» SMS e notifica SMS: 9 centesimi

A cosa serve? Boh, sicuramente si potrà dire di avere prezzi Wind su rete Vodafone… sempre che qualcuno ne sentisse il bisogno.

Di sicuro c’è solo che a Uno Mobile sanno usare la funzione… copia ed incolla.

Decennale

Sono 11 anni che posseggo un telefonino cellulare: a fine anni ’90 i costi dei terminali erano scesi dopo gli iniziali prezzi sopra il milione di vecchie lire.

Le tariffe non tanto invece: per un utente, come potevo essere io da studente, chiamare di giorno era dura.

Scatti, controscatti e tariffe anche sopra l’euro attuale per poi calare nelle ore notturne. Fino a quando, più o meno improvvisamente, arrivò Wind con le sue tariffa al secondo e senza scatto: fu “amore a prima vista” tanto che oggi ‘festeggio’ 10 anni esatti da cliente arancione (8 marzo 1999 -> 8 marzo 2009).

Chi l’avrebbe mai detto nel 1999 che sarebbe durata così tanto?

Certo gli auspici del motto iniziale sono andati persi. “Perche’ con Wind pagate solo i secondi di conversazione che effettuate, senza scatti alla risposta, senza canone e senza costi aggiuntivi...”, dicevano i primi spot.

Oggi non è proprio più così, anzi…

Scarsa copertura, cliente risarcito

Non è successo in Italia, ma in Inghilterra. Ma la storia ha avuto una certa risonanza sui media ed è interessante riportarla anche qua da noi perchè il principio è proprio semplice.

In pratica è stato fatto un contratto con Orange, con un vincolo di 18 mesi. Uno dei tanti abbonamenti che ormai spopolano anche da noi: il gestore fidelizza il cliente e si crea un legame a doppio filo che si scioglie solo con delle penali. Ma cosa succede quando la copertura e/o i servizi sono scarsi o non vengono offerti? Di solito ci si maledice per tutta la durata del contratto…

Tom Prescott invece non ha fatto così, ha tentato di disdire il contratto perchè nella propria area aveva una scarsa copertura di segnale e – dopo che Orange ha rifiutato di chiudere il contratto per questa motivazione – ha denunciato il gestore che si è dovuto piegare anche a un risarcimento. Come è giusto che sia.

[via Daily Mail]

Class Action tra rinvii e… speculazioni (?!)

Di riflesso su questo blog non si può non parlare di class action. Per il mondo delle TLC potrebbe essere una rivoluzione che riuscirebbe a ‘scardinare’ – a favore dei consumatori – quei (folli) legami tra le sanzioni (inadeguate nella maggior parte dei casi) ai gestori e i reali benefici di quest’ultimi nell’adottare pratiche commerciali scorrette (definizione tipica dell’antitrust, nda).

Un percorso tra mille insidie comunque quello per arrivare a una legge che regolamenti le azioni collettive dei consumatori… il processo, partito in sordina nel 2004, nel 2007 ha avuto una “accellerazione” (le virgolette sono d’obbligo visto come era stato ‘preparato’…) con il Governo Prodi mentre ora, ritardo dopo ritardo, è in mano all’attuale esecutivo per entrare in vigore (in teoria) a luglio 2009.

Ho sottolineato in teoria. Perchè? Guardate la trasmissione “Omnibus Life” di La7 andata in onda stamani con ospite – oltre a Vaime e Lubrano – il deputato Antonino Lo Presti: ascoltatelo al minuto 17′ 18″.

Bisogna ponderare con molta saggezza l’introduzione di questo strumento che, se utilizzato per scopi anche speculativi , potrebbe portare anche a danni anche non indifferenti al nostro sistema economico-finanziario.”

Se non ho capito male, tornando nel ‘nostro’ mondo della telefonia, si vuole tutelare le rimodulazioni e non i rimodulati? Vodafone e gli altri ringraziano… quindi da una parte ben venga la “speculazione” con comportamenti scorretti da parte dei concessionari di Stato, mentre stiamo attenti dall’altro a non disperdere (sic) con risarcimenti “speculativi” quanto (più o meno) illegamente è stato raccolto? Tempi cupi…