Pochi mesi il trasferimento del credito di una sim Vodafone era stato così paradossale da non poter sembrare vero. Oggi, dopo vario tempo e una conciliazione al Corecom, noto che – oltre alla “portabilità del credito” tra gestori diversi – il gestore si è rinsavito e permette di inviare la modulistica per la restituzione del credito residuo anche via fax.
E pensare che con il sottoscritto si ostinavano a dire che dovevo farlo via posta ordinaria e che la mia modulistica via raccomandata A/R non era valida… speriamo che, nel suo piccolo, sia servita anche la mia esperienza passata.
Siamo ormai al countdown.
Mancano, infatti, solo sette giorni al trasferimento del credito tra gli operatori mobili. Se ne parlava addirittura dalla fine degli anni ’90, si è dovuta aspettare prima la MNP e poi questa decisione per permettere, come prevedeva probabilmente la più ovvia delle evoluzioni per il cambi ooperatore, il passaggio del credito residuo delle schede ricaricabili in concomitanza alla portabilità.
Una pratica che, se attuata in contemporanea alla nascita del 3° e del 4° gestore, avrebbe portato maggiori benefici ai conti di Wind e H3G (nonché alla concorrenza) in questi anni. Si arriva invece al 10 agosto 2009 per avere tutto questo.
La ricarica e l’accredito verranno erogati al cliente direttamente dal nuovo operatore (recipient), ma l’importo – su cui speriamo ci sia la massima trasparenza, nda – viene definito dal vecchio operatore (donating), che ha facoltà di detrarre dal credito residuo:
- i bonus e le ricariche omaggio presenti nel credito residuo;
- un costo per il servizio di trasferimento credito.
Il servizio di trasferimento del credito ha un costo per il Cliente: tale costo viene definito dal vecchio operatore e viene incassato sempre da quest’ultimo (e non dal nuovo operatore) attraverso un addebito sul vecchio credito disponibile. Per avere un’idea sui costi le anticipazioni di Vodafone al riguardo evidenziano una cifra ragionale: 1,5 euro circa.
Oggi racconto una ordinaria storia di disservizi (e di pretestuosità…) del buon pessimo Servizio Clienti Vodafone. A rimanerci invischiato il sottoscritto che stavolta, da buon blogger, è protagonista di quel che racconta.
La storia è semplice: nei mesi scorsi ho chiesto il resoconto della mia anagrafica Vodafone. Tutto ok, facendo breccia nella memoria e trovando conferma nel documento di risposta noto che dal 4 marzo 2007, primo giorno del famoso decreto Bersani, ho avuto 9 (nove) sim Vodafone che sono scadute (con relativo credito). Bene, chiedo il trasferimento del credito su una mia sim Vodafone ancora in vita.
Il sito vodafone.it è preciso e puntuale, spiega tutto per filo e per segno fornendo anche i moduli per la richiesta (che è gratuita in caso di semplice trasferimento credito): “Il traffico telefonico residuo può essere trasferito anche su una diversa SIM Vodafone, per la quale risulti lo stesso Titolare o Reale Utilizzatore. [...] Ad esso saranno applicate le condizioni del piano tariffario attivo sulla SIM di destinazione. Per effettuare il trasferimento basta inviare tramite posta ordinaria l’apposito modulo alla casella postale 190 - 10015 Ivrea (TO).
Il trasferimento avverrà entro 30 giorni dalla richiesta.”
Ora segue la simpatica cronistoria della pratica.