Se questa è una tariffa esclusiva, poveri parlamentari…

Non entro nel merito del lavoro di SpiderTruman (per cui simpatizzo), c’è una cosa che però mi ha fatto sorridere.

Sarà per la mia passione per le tariffe telefoniche, ma non ho potuto resistere dal commentare (come ho già fatto su Mondo3, nda) le cosiddette condizioni tariffarie esclusive della TIM per i parlamentari italiani.

Questo invece sono le condizioni tariffarie riservate per i deputati!! sono del 2008, oggi sono ancora più vantaggiose! Anche qui, mica possono spendere come i comuni mortali!!! l’unico negozio abilitato ad attivare questa tariffa è il negozio tim in Largo Chigi: io sarei per boicottarlo!

Incuriosito dal fatto che si potesse attivare in un solo negozio (a sistema no? La verifica del titolo di parlamentare magari richiederà il tesserino…), comunque altre cose non mi tornano. Ci sono a mio avviso diversi errori che sono lampanti anche nell’immagine parziale (in basso).

Partiamo dal fatto che, se questa è una tariffa esclusiva, i comuni mortali hanno tariffe migliori. No, non sto provocando… anzi 😉 Leggi tutto “Se questa è una tariffa esclusiva, poveri parlamentari…”

Anche Tim rallenta la banda

Non mancava che Tim all’appello ufficiale dei (4) gestori italiani che limitano la banda nell’uso di internet in mobilità.

Direttamente dal sito ufficiale il 1° aprile cambiano le condizioni per tutti i clienti che usano le offerte dati Tim.

Così recita la nota: “La velocità di navigazione attraverso la banda larga mobile, per ragioni legate alla tecnologia, è influenzata dal numero di clienti che utilizzano contemporaneamente il servizio e dalla quantità di dati scaricati da ciascun cliente. Ad esempio, l’utilizzo di applicazioni come il peer to peer possono causare, in situazioni di intenso traffico, un degrado della qualità del servizio offerto a tutti. Allo scopo esclusivo di garantire l’accesso di tutti i clienti ai servizi di connettività ad internet e l’integrità della rete anche nelle fasce orarie in cui il traffico dati è particolarmente elevato, Telecom Italia, nel rispetto del principio di parità di trattamento, si riserva la facoltà di introdurre – a partire dal 1 aprile 2011 – per tutte le offerte e/o i profili commerciali che prevedono traffico dati, ove necessario, meccanismi temporanei e non discriminatori di limitazione all’uso delle risorse di rete disponibili, qualora tale uso divenga incompatibile con il diritto di accesso ai servizi di connettività ad internet da parte della generalità degli utenti. Leggi tutto “Anche Tim rallenta la banda”

DVB-H, il primo funerale (by Tim)

Swisscom ha già chiuso, H3G è prossima a farlo e Tim… lo sta facendo.

Parlo della chiusura dei servizi televisivi in DVB-H. Una lunga agonia nata negli anni scorsi e che probabilmente Vincenzo Novari aveva sintetizzato al meglio nell’intervista rilasciata a Mondo3: “Abbiamo provato a costruire dei prodotti a prezzo contenuto, ma ci è mancata la dimensione di scala europea. Abbiamo avuto un buon successo sul DVB-H con più di 800 mila clienti, ma gli altri non ci hanno seguito. Dunque la produzione di terminali, per abbassare il prezzo degli stessi e con la diffusione di schermi con dimensione più ampia, non si è potuta attuare”.

Il 1° gennaio 2011 i clienti Tim con telefonino DVB-H (quanti sono poi?) non avranno più la TV in mobilità. Leggi tutto “DVB-H, il primo funerale (by Tim)”

Le suonerie trillano per due anni

Il titolo è fuorviante. Lo so. E soprattutto ora farò affidamento a chi ha buona memoria.

Correva l’anno 2008, all’epoca le sanzioni dell’Antitrust facevano ancora notizia. Arrivò, prima di una lunga serie, una sanzione contro le suonerie di Zero9 con una condanna che toccò, oltre all’azienda che distribuiva i contenuti, anche i gestori mobili.

Gli operatori non la presero bene. Si arriva alla decisione del Tar del Lazio: sembrava un sostanziale passo indietro. I legali di Telecom e Wind, infatti, avevano sostenuto l’illegittimità dell’estensione del concetto di operatore pubblicitario alle società telefoniche. Non in maniera troppo convinta – avevo scritto – se uno degli avvocati, Antonio Lirosi, al Messaggero parla di «un successo clamoroso».

Beh, siamo nel 2010 ed ancora non siamo arrivati alla fine. Leggo infatti che Telecom, Wind e Vodafone, come apprende Radiocor, hanno presentato ricorso al Consiglio di Stato contro le multe per pratiche commerciali scorrette, inflitte loro dall’Antitrust il 21 agosto 2008 in relazione alla diffusione di un messaggio pubblicitario per loghi e suonerie. Da parte loro, TIM, Wind e Vodafone, nei rispettivi ricorsi, chiedono l’annullamento totale delle multe in quanto le loro condotte non andrebbero qualificate come omissive e non ci sarebbe corresponsabilita’ nella pratica commerciale scorretta.

Certo, un operatore telefonico non sa che ci guadagna dalla condotta scorretta altrui sulla propria rete… molto credibile, il problema è che potrebbe essere pure considerato vero.