Tim diventa Wind

Attenzione. Nessun colpo di.. stato. Il titolo si riferisce a quel che è successo in Grecia alcuni mesi fa, dove la locale TIM è diventata… WIND. Sì, esattamente come le nostre due aziende italiane. Anzi proprio loro. Nella terra degli Dei e di Zeus Wind è subentrata a Tim con questo spot… niente paura, c’è lo Ionio di mezzo. 😉
La cosa divertente è che già Tim Hellas era subentrata a Telestet in modo simile. E ovviamente sempre tramite… spot TV.

Ormai per i greci il cambio gestore è da.. classici.

Virtuali, è l’ora di Wind

Dopo la prima fase di virtuali (CoopVoce su Tim, Conad, PosteMobile e UnoMobile su Vodafone) è il turno di Wind.

Dopo la preannunciata sinergia tra Autostrade e gestore arancione, oggi viene rilanciata la notizia che la catena francese Auchan, il quarto maggiore gruppo attivo in Italia nella grande distribuzione, si lancia verso il mercato della telefonia mobile attraverso un accordo commerciale con Wind. Da notare che fino ad oggi, Poste ed Autostrade escluse, sul mercato italiano si sono presentate solo aziende della grande distrubuzione, con Auchan sono 4 su 6.

Intanto CoopVoce ha toccato i 100.000 clienti, niente male considerando che la tariffa iniziale tutto aveva tranne l’essere attraente. Potenza di un brand.

Mediaset Premium, lo “scherzo” dell’abuso…

La notizia è apparsa ieri ed è relativa al 30 ottobre. Molti hanno parlato di burla hacker all’Antitrust. Cosa è successo?
Martedì mattina un falso comunicato a nome dell’Antitrust in cui si annunciava l’avvio di un’istruttoria contro Mediaset Premium per abuso di posizione dominante ha fatto cadere nella trappole molte agenzie di stampa che hanno rilanciato la notizia fino a quando in Borsa il titolo Mediaset ha fatto toccare un -1%. C’è voluta un’ora per capire che il tutto è stata una burla mentre l’Antitrust annunciava di aver denunciato l’ignoto hacker che aveva inviato il falso messaggio di posta elettronica per pubblicare questo falso annuncio.

Tutto questo potrebbe far sorridere sulla “debolezza” intrinseca dei sistemi di informazioni e dei mercati che sono pronti a fibrillare prima di accertarsi della verità se non fosse il caso che tra scherzo e burla negli stessi giorni ho ricevuto una risposta ufficiale da Mediaset Premium sulla questione del credito residuo. Chi ha seguito il blog in questi mesi sa di cosa parlo, sono andato anche a “Mi Manda Rai Tre” e proprio all’Antitrust mi ero rivolto – dietro loro consiglio in diretta televisiva nazionale – per avere quanto mi spettava relativamente al credito residuo all’interno di una tessera prepagata. Se la risposta dell’Antitrust fu deludente, quella di Mediaset Premium fa pensare se l’abuso di posizione dominante che è stato visto come uno scherzo in realtà non raccogliesse un … pizzico di verità.
Leggere per credere.

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La risposta di
Mediaset Premium, da notare che sono state recepite per le nuove tessere le direttive del “Decreto Bersani” senza comunque averne reso note le modalità. Qualcuno informi l’AG.COM. che la G significa… GARANTE!

Fine ottobre, novità e speranze

Lavoro, impegni… comunque volevo tranquillizzare tutti coloro che mi hanno scritto in privato, il blog è vivo e vegeto. Molti argomenti in questi giorni, difficile riassumerli tutti esaustivamente.

Tra le cose più interessanti lo Skypephone nato tra la sinergia di 3 Italia e Skype. Un prodotto in cui si cerca di unire le potenzialità della rete internet al fatto di essere in mobilità. Software proprietari, ma il concetto di base è buono. Magari stimolerà anche chi con meno risorse vorrà sfruttare le potenzialità open source e il vero VOIP. Leggi tutto “Fine ottobre, novità e speranze”

3 come a Casa, reportage da Londra

Viaggio a Londra terminato, il blog torna alla sua normale vita. Partendo proprio dall’esperienza inglese.

Già avevo usato il telefono in roaming nella terra d’Albione, ma stavolta era la prima in cui ho testato l‘opzione “All’estero come a casa” di 3 Italia.

Come funziona H3G in roaming nel Regno Unito

All’estero come a casa. Il nome promette bene, l’offerta è¨ buona nonostante all’estero gli altri parter la offrano in maniera piu’… appetibile. Per gli stessi utenti 3 britannici la ricezione delle chiamate è gratuita, per noi ma non importa. Basti pensare che la mia rimodulata tariffa SuperTua+ 2007 ha uno scatto alla risposta piu’ basso in UK che in Italia. Ma vediamo l’opzione “All’estero come a casa” come si comporta a Londra.

Nomen omen, stessi pregi e stessi difetti. La tariffazioneè corretta, in uscita e in entrata. Idem per gli SMS. La copertura 3UK invece non è perfetta.

All’aeroporto di Gatwick ha si trova Three UK solo negli spazi aperti, nel centro commerciale dedicato alle partenze/arrivi la consorella inglese proprio non c’è mentre ci sono tutti gli altri gestori 3G. Quel che sembra un sospetto, comincia a diventare realtà  nella Greater London.
Negli spazi aperti tutto OK, negli spazi interni 3UK latita anche in luoghi “prestigiosi” come i maggiori musei o il centro congressi Excel. All’estero come a casa mai è stato un nome… piu’ adatto.

Il problema vero comunque sono state le chiamate uscenti. Due, tre, quattro tentativi. E soprattutto l’effetto acquario tanto noto a chi è pioniere della rete UMTS italiana. Tanto fastidioso che – dettaglio chiamate alla mano – spesso ho preferito pagare sotto altre reti che usufruire dell’agevolazione tra consorelle.
Tutto negativo? No, la tariffa sarebbe buona se il servizio di 3UK fosse all’altezza. Trovarsi in piena Islington senza segnale fa sorridere, ma puÃòcapitare. Anche se qualche buon osservatore sulla difficoltà  di copertura delle consorelle 3 aveva già  scritto un buon articolo.
Il lato positivo, oltre alla tariffa, qual è? Le connessioni dati. Con opzioni ad hoc – come può essere “Naviga3” – si naviga davvero come se si fosse in Italia, ossia senza tariffazioni aggiuntive. Basta rimanere nel proprio bundle.

Unica avvertenza finale: tutto funziona come in Italia, promozioni comprese, tranne la Chiama e Videochiama Gratis un amico e Gente di 3. In questi due casi si paga la tariffa base del proprio profilo tariffario. Importante da ricordare. Perché tra 0 e pagare c’é la stessa differenza che abbiamo tra 3 Like Home e All’estero come a casa

Un caffè con… mr. Opera

Il blog questi giorni si è “trasferito” a Londra, esattamente presso il centro congressi ExCel, dove è in corso il Symbian Smartphone Show. Un’occasione per vedere le applicazioni disponibili sui sempre più diffusi cellulari con il sistema operativo Symbian e come si prospetta il prossimo futuro. Quindi nei prossimi giorni ci saranno ulteriori aggiornamenti, intanto ho terminato da poco una piacevole intervista con Jon S. von Tetzchner, CEO di Opera. Ovvero uno dei due padri del famoso browser.

Una chiaccherata a tre, assieme a me l’amico Fabrizio Castagnotto, in cui Jon S. von Tetzchner (nella foto di fronte allo stand) ha parlato a ruota libera del futuro dei terminali mobili e non solo.
Partendo da un’analisi della diffusione di Opera ha messo in risalto che almeno il 10% degli fruitori di internet usano il browser, un numero di tutto rispetto. Riguardo all’Italia è contento dei dati di accesso, i connazionali che usano Opera stanno aumentando nonostante i nostri operatori (si sottintende a Vodafone Italia e H3G con i loro prodotti chiusi, come WWW) frenino parte dello sviluppo dell’internet mobile.
Il nostro scopo – ha ricordato von Tetzchnerè quello di dare la scelta all’utente di vedere con il browser che preferisce i siti che vuole. In tal senso arriva anche la possibilità che abbiamo dato ai terminali mobili di usare la modalità landscape con il nostro programma.” Per gli appassionati del sistema Symbian di sicuro interesse gli sviluppi che si prospettano nel prossimo futuro: “Stiamo lavorando con Symbian per lo sviluppo sulle piattaforme UIQ (SonyEricsson P990) e Java mentre per le Serie S60 stiamo andando avanti in maniera più lenta.” Quindi la sensazione è che a breve Opera Mobile sugli S60 frenerà il proprio sviluppo dato anche la particolare condizione dei prodotti che ultimamente integrano il browser nativo.
Non poteva mancare un accenno al “fenomeno iPhone”: “Molti operatori per contrastare iPhone stanno puntando sempre più spesso su Opera, questo ci fa molto piacere. Abbiamo accordi in corso con diversi operatori europei, a breve termine dovremmo concludere anche con alcuni italiani.
Mentre al Symbian Smartphone Show da una parte presentavano il Flash Light 3, ossia la possibilità di vedere i contenuti da siti come YouTube sui terminali mobili, dall’altra Jon S. von Tetzchner va “controcorrente” dall’alto della sua esperienza: “Non è nostro interesse implementare Flash in Opera Mini, ritengo che i contenuti filmati sempre più diffusi con questo linguaggio siano di difficile visione sui cellulare. Semmai credo che sia interesse dei siti sviluppare il modo con cui i loro contenuti siano visibili il più possibile all’esterno del web tradizionale. Basti vedere come la stessa YouTube si sia adattata al WII.
Finisce qua, di fronte a una tazza di caffè fumante, la nostra chiaccherata con il papà di Opera. Un piccolo sguardo sul grande futuro di internet mobile.