Contributi per la banda larga, l’UMTS ci salverà?

La domanda è retorica. Parto dalla riflessione che mi viene spontanea dopo aver visto le offerte di H3G dedicate ai giovani grazie ai contributi governativi per la banda larga.

L’intervento del Governo, seppur assai inferiore rispetto alle intenzioni iniziali, è apprezzabile. Ci sono alcune cose che non capisco. Ci saranno (giustamente) i gestori mobili tra coloro che potranno applicare gli sconti previsti, quindi anche la banda larga mobile sarà sovvenzionata. Non ci vedrei niente di strano se non il fatto che mi pare paradossale assurdo strano finanziare una chiavetta internet a un 20enne che abita a Milano mentre nella realtà dei fatti per i cittadini veramente colpiti dal digital divide non cambierà niente.

Pessimismo? No, una certezza. Gli incentivi della banda larga, oltre alla sua stessa (meritoria) diffusione tra i cittadini giovani, dovrebbero passare soprattutto per lo sviluppo delle aree non coperte da ADSL e UMTS. Gli incentivi di per sé rischiano di avere effetti paradossali: ossia il boom di chiavette USB dove magari c’è la fibra e lasciare il vuoto assoluto in tanti luoghi spesso a due passi dalle grandi città.

Quelli che Facebook…

Ero indeciso sul titolo. Il mio dubbio era (è) tra il prescelto “Quelli che Facebook…” , “Quelli che vivono su Facebook…” o “Quelli che credono che Facebook possa tutto…”. Probabilmente il terzo era il più adatto, sicuramente con questo post non faccio una campagna simpatia tra i miei contatti visto che vorrei esplicare – il giorno dopo il mio compleanno – “i messaggi” che ho (più o meno) ricevuto.

Chi mi conosce sa che fondamentalmente non apprezzo molto gli auguri. Ne’ per le festività, ne’ per altre cose prettamente personali. In realtà non sono neanche un orso come potrebbe apparire da questo preambolo, fondamentalmente riesco anche ad apprezzarli quando sono sinceri e/o fatti in maniera tangibile. Quindi non me ne voglia chi leggerà queste due righe, ma continuo a non credere che Facebook o qualsiasi altro canale “sociale” sia prettamente il migliore per farli. Vediamo perchè.

Provo a valutare alcune cose. Uno, da tempo ho chiuso la bacheca (il famoso “wall”) di Facebook ai commenti che non siano i miei.  Egocentrismo? No. Tutto questo per evitare molte cose che a) volevo rimanessero private in un rapporto a due b) non fosse usata la bacheca per spam o quant’altro c) eliminasse – se già non bastasse quanto ha già fatto Facebook… – gli altri mezzi di comunicazione (che non sono più rapidi in senso stretto, ma a costo di essere fuori moda considero più “attendibile” e “certa” un’email di un messaggio in bacheca 😀 )

La cosa che mi ha sorpreso – e che ho controllato solo a “tempo scaduto” in quanto ieri, per vari motivi, non ho avuto accesso ad internet  – è che molte domande erano del tipo “Dove ti posso scrivere?”, “Ma come hai fatto a bloccare i messaggi in bacheca?” (insomma i facebook addicted alla fin fine non ne conoscono le regole di privacy… paradossale) o comunque erano messaggi sotto uno status di qualche giorno fa con un effetto divertente. In che senso divertente? Ho ricevuto molti messaggi di auguri sotto a un commento dove mi lamentavo di essere su un treno in ritardo: beh, in questa situazione gli auguri per un occhio esterno sembrano essere più su un mio effettivo ritorno a casa che per altro. Quindi vi rassicuro, martedì sera sono riuscito ad arrivare a casa 😉

Quel che più invece mi ha fatto riflettere su cosa sia diventato Facebook per alcuni di voi è stato però il fatto che un paio di persone, incuriosite dal mio wall chiuso a tutti, si siano spinte a chiedermi la cosa VIA SMS dimenticandosi il motivo per cui – probabilmente – volevano scrivermi. Ora va bene tutto, adoro i social media 2.0 ma che si chieda a un amico un parere su Facebook invece di come stia mi pare un po’ troppo… che ne pensate, sono troppo “estremista” o qualcuno si riconosce in una simile situazione? 😉

Pronto, c’è qualcuno?

Ha iniziato Vodafone con le nuove condizioni contrattuali del 2006. Quattro anni fa. Hanno fatto scuola.

Tutti sono salito sul carro di imporre al cliente, soprattutto quello “cattivo” che non da’ abbastanza margine al gestore che ha nicchie di servizi con ricavi anche del 2000/3000% (sì, duemila/tremila per cento) rispetto ai costi reali, condizioni che facciano sì che non “abusi” della linea.

Concettualmente lo ritengo anche giusto, peccato che queste clausole stiano diventando sempre più assurde. Wind addirittura prevede come traffico “da punire” anche valori più bassi delle sue stesse opzioni commerciali, H3G da oggi chiede in pratica che si faccia almeno il 20% di chiamate verso altri clienti 3: interessante e meritevole, ma sbaglio o la quota di mercato è più vicina al 10% che al 20? Chi non ha un amico su cinque con scheda H3G cosa fa? Si chiama da solo in segreteria!?

Al di là delle battute, tra le miriadi di rimodulazioni che si leggono online (che siano verso Vodafone AnyTime o meno), emerge sempre una cosa. Le mirabili Aree Clienti online che monitorano tutto il traffico della clientela mancano sempre queste condizioni esplicate… e chi si prova talvolta a farlo ha risultati bizzarri come il 155.it.

A questo punto mi chiedo, devo telefonare come sempre all’AG.COM. o finalmente qualcuno in quella Sede si sta muovendo di motu proprio?

Corriere Mobile, si paga con tutti

Che qualcosa non tornasse me ne accorto stamani. Dopo la famosa storia del corriere.it a pagamento con H3G avevo iniziato a controllare il sito mobile del Corriere della Sera dall’altro mio cellulare evitando 3.

Onestamente pensavo che quella richiesta di pagamento e di inserire il mio numero di cellulare fosse un errore. Per distrazione forse pensavo di essere con l’altra sim. Non ci ho pensato molto fino a quando, ieri sera, noto questa segnalazione sul fatto che ora pagano tutti.

RCS ha deciso quindi che in mobilità corriere.it è a pagamento. C’è chi pensa che la manovra riguarderà anche il sito istituzionale, intanto gli occhi più attenti avranno notato che alcune cronache locali del Corriere non riportano più gli articoli dell’edizione cartecea. Passa da Milano quindi il tentativo italiano delle news a pagamento?

Su Vita Digitale si chiedeva un parere sulla cosa ad oggi il post che faceva confrontare i lettori non è disponibile (errore 404).

Eurotariffa, il limite del limite…

Dal 1° marzo 2010 è in vigore un’altra novità nell’ambito della cosiddetta Eurotariffa. Arriva il limite per il roaming dati all’estero.

Un’ottima notizia per evitare bollette astronomiche con l’uso di internet mobile e le sue (folli) tariffe a consumo (si noti bene solo all’estero dove, per ulteriore paradosso, siamo nuovamente più tutelati che in Italia e nei propri stati nazionali…). Dall’inizio di questo mese – e fino al 1° luglio quando diventerà obbligatorio e di default per tutti i clienti mobili dell’UE – questo limite è volontario. Il limite preimpostato è di 50 euro mensili (+IVA) e al raggiungimento dell’80% del budget di spesa il cliente viene informato via SMS o tramite pop up. Un modo CHIARO e TRASPARENTE per informare la clientela che è piaciuto anche ai mass media tradizionali che hanno segnalato – oltre ai casi limiti di bollette di oltre 10.000 euro – anche la possibilità di personalizzare il limite di spesa. Sottolineo POSSIBILITA’.

Ed è quello che ho tentato di fare da cliente mobile dei principali gestori di telefonia italiana. Con risultati imbarazzanti. Le prove le ho fatte dal weekend scorso a quello appena trascorso, ho concesso ben 3 telefonate ad ogni gestore (H3G esclusa il cui costo del 133 mi ha portato a usare la funzione di contatto online). Andiamo in ordine:

  • H3G: sono cliente postpagato, ho chiesto l’attivazione del limite mensile a 20 euro – valore che ho chiesto anche agli altri Call Center, nda – attraverso il form “Contattami” del 133 online. Scritto sabato 6 marzo, il giorno 9 mi promettono che sarei stato ricontattato: ad oggi nessuna risposta. Leggi tutto “Eurotariffa, il limite del limite…”

Pagare per un diritto, l’inutilità del bravo cittadino

Ieri pomeriggio ho smarrito mi hanno rubato il cellulare. Un Nokia E51 che usavo con una scheda Wind.

Era la mia utenza personale, al di là del valore economico ed affettivo ho cercato di fare il bravo cittadino. Blocco la sim al 155, vado dai Carabinieri a fare la denuncia ed preparo il modulo da inviare al gestore di telefonia mobile di riferimento (ossia Wind) per mettere in blacklist l’IMEI del cellulare. Ossia per rendere inutilizzabile il terminale a chi eventualmente l’ha trovato rubato: c’è un database comune a tutti i gestori che inibisce l’uso di una qualunque sim all’interno di quel cellulare. Ci vuole qualche giorno per la pratica, pazienza.

Non ho bisogno di vendette, il principio di rendere inutilizzabile un telefono rubato (e quindi scoraggiarne la pratica) è la ratio per cui mi sono mosso prontamente. Beh, almeno ci provo. Io cerco di fare il bravo cittadino, ma Wind assolutamente no.

Il modulo per il blocco dell’IMEI è da scaricare online o da prendere da un rivenditore. La scelta non manca. Peccato che i problemi arrivino nell’inviarlo. So che da tempo Wind non fornisce un numero di fax pubblico per l’assistenza clienti, ma chiedere – come ha fatto l’operatore – di spedire il modulo per posta (0,60 per priorità “senza garanzie”, come ha precisato il Call Center… oppure a 3,90 per una Raccomandata A/R) mi pare tutto tranne che una pratica che dovrebbe aiutare il cittadino comune ad esercitare i propri diritti e contrastare il fenomeno dei furti dei terminali.

Non bastasse la rabbia per la perdita del telefono che bisogna pagare di tasca propria – per un’inefficienza Wind – l’esigere un proprio diritto mi pare davvero troppo… ovviamente chi di dovere mi immagino che cestinerà questa mia segnalazione, il rispetto si vede dal primo colpo d’occhio. Inesistente. Male Wind, molto male…