Le anomalie degli 199

Ieri avevo chiesto di indovinare chi potesse mai essere oggetto dell’articolo odierno. Beh, non c’è stata certo una corsa ma a Natale si pensa ai regali 😉 Ma non solo. Come preannunciato oggi facciamo i nomi delle due aziende pubbliche, oltre a una notissima nazionale, che non rispettano le direttive AgCom… ATAF, Azienda Sanitaria di Firenze e Enel Clienti Servizio Elettrico.

Cosa hanno in comune l’azienda per il trasporto pubblico fiorentino, il Centro Prenotazioni dell’ASL 10 e il gestore della rete nazionale elettrica?

Semplice, i call center con prefisso 199 per le chiamate da cellulare. Un’inchiesta di Metropoli Day, quotidiano del capoluogo toscano, ha messo in evidenza alcune lacune.

In sintesi l’199 10 42 45 di Ataf ha il messaggio iniziale a pagamento e non informa del costa, mentre l’199 17 59 55 del Cup dell’Asl fiorentina e l’199 50 50 55 Enel Servizio Clienti non hanno proprio nessun messaggio iniziale che informi dei costi.

Cosa dice la legge? E’ molto semplice, come spiega già la semplice Guida all’uso dei numeri di AG.COM. ci deve essere “un messaggio gratuito che informi del costo del servizio”. Da ricordare che le numerazioni 199 sono normate inoltre in maniera ben precisa dagli articoli 5 e 18 della successiva delibera 26/08/CIR.

Cosa fare? Se avete “scovato” nella vostra città o tra i vostri contatti altre aziende, non necessariamente pubbliche, che non adempiono a questa semplice norma (di buonsenso) potete chiamare il contact center di AgCom. E’ un vostro dovere per riconoscere un diritto alla trasparenza. Che quando tocca nel portafoglio sembra essere una doppia beffa.

Riflessione finale: comprendo benissimo il mancato uso, da rete mobile, delle numerazioni 800. Costano molto ed è ingiusto scaricare sulla collettività i costi di clienti che evitano la (meno onerosa) telefonia fissa: ma a questo punto perché non utilizzare un centralino con numero geografico? Non penso sia un problema per nessuna azienda privata o pubblica evitare di diffondere numerazioni 199 che dai cellulari sono ben più costose di quel che si potrebbe mai ipotizzare…

Clicca qui per scaricare lo speciale sugli 199 di Metropoli Day (.pdf)

Indovina chi

Indovin indovinello, chiudiamo il Natale con un po’ di cattiveria.

In barba alle festività a breve un piccolo controllo, partito per puro caso da un articolo di cronaca locale, ha fatto sì di aver trovato nella sola area di Firenze due aziende pubbliche, oltre a una notissima nazionale, che non rispettano le direttive AgCom…

…domani svelo i nomi, intanto chi si volesse già divertire oggi a indagare assieme a me ed ipotizzare chi è stato pizzicato può farlo nei commenti 😉

Cara 3, ti scrivo…

Attenzione. Non è classica letterina di Natale.

Non ho bisogno di regali, anzi. Neanche bisogno di piani telefonici migliori:  sono soddisfatto del mio piano Zero7 Top con cui chiamo gli amici italiani e stranieri con una cifra mensile accettabile.

Perché non funziona il trasferimento di chiamata H3G?

Il motivo per cui scrivo sta nella gestione del servizio di trasferimento di chiamata. Un servizio tanto utile quanto banale che ho apprezzato fin da quando ero studente. Il funzionamento è semplice: quando il telefonino è scarico e/o senza copertura inoltra la chiamata a un altro numero da noi impostato. Lo fa a nostre spese, ma le comodità giustamente si pagano. Tanto utile che non esiste gestore che non lo implementi.

All’estero funziona alla grande, molti gestori permettono l’inoltro perfino a numerazioni internazionali mentre – che io sappia – gli operatori italiani sono tra i pochi a lasciare il limite ai soli numeri nazionali.

H3G, da qualche tempo, non fa nemmeno questo. Cioé non inoltra nessuna chiamata ai cellulari, neppur quelli italiani. Lo fanno tutti, financo i MVNO su rete H3G. Ma non 3 che si limita a trasferire le chiamate sui numeri fissi italiani. Perché Perché, parole loro, “alcuni clienti li hanno truffati.”

Al di là della scelta di bloccare un servizio a tutti per punirne pochi,  che senso ha nel 2009 offrire abbonamenti “tutto compreso” senza servizi essenziali come il trasferimento di chiamata? Quando il mio telefono rimane senza linea (e con H3G succede, eccome se succede), cosa devo fare?

Siamo onesti, è un servizio utile e, se qualcuno ha fatto il cattivo, punitelo. Ma restituite la comodità di avere un telefonino ai (tanti) clienti corretti che, penso, siano la pressoché la totalità dei 9 milioni in possesso di una usim H3G.

Accadeva un anno fa (o quasi)

Un anno fa (o quasi) scrivevo del mancato trasferimento del credito residuo di Vodafone. Credito che poi sarebbe stato trasferito dopo 69 giorni.

Ovviamente con fax dietro fax compreso quello sulla richiesta di risarcimento per una risposta tardiva di ben 24 giorni sui massimi 45 che prevede la carta dei servizi.

La richiesta originaria era di novembre 2008, ottengo il tutto a 2009 inoltrato mentre il rimborso, ottenuto tramite conciliazione, per la ritardata operazione è stato deciso due giorni fa.

Considerato che l’assegno è previsto entro 90 gg. vi sembrano normali 15 mesi per chiudere semplicemente una richiesta d’assistenza standardizzata dallo stesso gestore?

Ovviamente, oggi è Vodafone e domani è chiunque altro. Ma se quello delle TLC è il mercato più concorrenziale ed aperto nel nostro panorama, il bianco della neve odierna è offuscato da neri presagi sui diritti dei consumatori… anche perché so benissimo di essere una mosca bianca nell’avere così tanta pazienza (e perché no, tempo a disposizione) per semplici ma importanti battaglie di principio.

Canone Telecom, sale o scende?

Leggo sempre con piacere (non è certo una novità) molte discussioni su Mondo3.

Quella sul canone Telecom la trovo interessante per diversi motivi.

1. Un caro amico segnala che “nelle prossime settimane Agcom dovrebbe approvare una delibera con la quale sostanzialmente vengono eliminati i diversi obblighi regolamentari posti in capo all’ex monopolista. La delibera, dello scorso settembre, è stata sottoposta alla procedura di consultazione. Tra le altre cose, Telecom Italia sarà quindi libera di modificare a propria discrezione l’importo del famoso “canone Telecom” (oggi invece ogni modifica deve superare il vaglio dell’Agcom). Le offerte di Telecom saranno soggette a un “blando” controllo.”

2. Un altro caro lettore di questi lidi ribatte che “Telecom è stata autorizzata a praticare prezzi differenti nelle sole località ove esiste la concorrenza. Questo significa diminuzioni e non aumenti.”

3. Aumenti o diminuzioni che siano è stata ufficializzata un’Italia a due facce. Chi ha concorrenti “rischia” di vedere abbassare/diminuire il proprio canone telefonico, gli altri invece guardano la concorrenza sul filo (e non via voip con i “finti” distacchi…) degli altri. Magari anche a spese proprie.

Insomma, per chi può scegliere di avere sul proprio doppino in rame un altro operatore può osservare tutto quel che fa Telecom. Gli altri si rassegnino invece a subire… sia gli scampati pericoli che eventuali beffe.

Il 3G conquista anche la Corea del Nord

Avevo scritto lo scorso anno del progetto Orascom in Corea del Nord.

Tanto timorato che il primo gestore, dopo aver servito circa 20.000 clienti dell’apparato governativo, fu castrato dallo stesso Stato per il timore di un elevato rischio interno con comunicazioni real time in mobilità .

Tutto questo non ha scalfito, a quanto pare, il coraggio di Sawiris che – dopo aver preso Wind in Italia – aveva lanciato nella lontana penisola coreana il piàazzardato dei suoi investimenti: coprire in UMTS Pyongyang e dintorni.

I numeri di Koryolink

Nonostante il costo dei terminali (200/300 euro, irraggiungibili per gran parte della popolazione), l’idea di carte prepagate dell’equivalente di 3 e 5 euro ha fatto registrare un successo inimmagibinale per il (minuscolo) mercato nordcoreano. L’obiettivo iniziale era raggiungere circa 100.000 clienti, invece dopo un solo anno le cronache parlano già  di 120.000 utilizzatori.

Chi ci avrebbe mai scommesso un euro?