Vodafone abbatte (?) il Digital Divide

Commovente comunicato stampa di Vodafone per  risolvere ridurre il problema del digital-divide nel nostro paese.

Leggo che: […]Io progetto di Vodafone Italia, di cui oggi si realizza la prima tappa, […] vede l’azienda impegnata a coprire nel 2009, ogni mese in una regione diversa, un comune in digital divide.”[…]

Dodici paesi all’anno non saranno troppi?

Capisco che si voglia contribuire alla riduzione, ma con questo passo – seppur meritevole – ci vorranno secoli!

CEIR, il Central Equipment Identity Register e gli IMEI dei cellulari europei rubati

Nelle settimane scorse mi hanno rubato un telefonino di tasca, uno dei 117.000 cellulari che spariscono annualmente in Italia e che sono memorizzati nei sistemi del Ceir, ma la cosa mi ha permesso di fare alcune interessanti scoperte e di scoprire questo nuovo database comune dall’acrononimo non propriamente intuitivo.

Cos’è  il CEIR?

E’ il Central Equipment Identity Register e si tratta di un database centrale gestito dalla segreteria del MoU in modo permanente a Dublino. Ogni gestore membro può collegare l’EIR del proprio network al CEIR.

Il vantaggio del CEIR è che permette al gestore di limitare o prevenire il funzionamento di un dato telefono cellulare su una o più reti collegate al CEIR.

Alcuni numeri: da giugno 2007 ad agosto 2008 sono oltre 176 mila (fonte Gsm Association) i telefonini italiani finiti nella lista nera del Ceir, che è attivo dal giugno 2004 e curato dalla stessa Gsm Association, al quale operatori di telefonia mobile e forze dell’ordine comunicano il codice alfanumerico Imei, che identifica ogni singolo telefonino anche quello rubato. Solitamente nel giro di 48 ore l’apparecchio viene bloccato.

Praticamente in tutta Europa e non solo, potrebbe diventare tempi duri per i ladri. Se i consumatori segnalano la scomparsa del loro telefonino, ovviamente.

Per tutti coloro che fossero curiosi l’IMEI DB, nuovo ‘brand’ del CEIR, è disponibile a questo indirizzo: http://imeidb.gsm.org/ . Ad accesso (ovviamente) riservato.

Ancora sul 112: quando non basta una condanna UE

Repetita iuvant. Forse. Io ho provato due volte ad affrontare la questione: prima scrivendo del 112 questo sconosciuto poi rilanciando l’arrivo del 112 europeo anticipando il disastro italiano al riguardo.

Ieri finalmente arriva anche una segnalazione, anzi un’interrogazione parlamentare, sulla questione. Riporto dal blog della senatrice Donatella Poretti: Interrogazione dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’ Interno, al Ministro per le Politiche europee, al Ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione.

Premesso che:

[…]

  • nel nostro Paese esiste un numero considerevole di numeri telefonici di emergenza: il 112 per i Carabinieri, il 113 della Polizia,  il 117 della Guardia di Finanza, il 1515 della Forestale, il 115 dei Vigili del Fuoco, il 1530 della Guardia costiera;

  • ci sono poi i numeri delle Polizie municipali degli 8.101 Comuni italiani e quelli della Polizia Provinciale delle 107 Province;
  • l’Unione europea fin dal 1991, con la decisione del Consiglio 91/398/EEC, e con le successive direttive 98/10/EC e 2002/22/EC, ha stabilito che ogni Stato membro debba adottare il 112 come numero unico europeo per le chiamate di emergenza;
  • in Italia il Decreto del 22 gennaio 2008 del Ministro delle Comunicazioni prevede la gestione unificata delle chiamate di emergenza indirizzate al 112 ed al 113, attualmente servite dalle Centrali Operative di Carabinieri e Polizia di Stato, mentre alcuna norma e’ prevista per l’unificazione degli altri numeri telefonici di emergenza nel numero unico europeo 112, come anche rilevato dall’Aduc (Associazione per i dirittti degli utenti e consumatori) fin dal 2001;
  • una sentenza della Corte di Giustizia europea (settima sezione) del 15 gennaio 2009 ha da ultimo condannato l’Italia per inadempienza della direttiva 2002/22/CE sull’istituzione del numero di emergenza unico europeo (Art. 26, n. 3).

Per sapere: se il Governo e’ a conoscenza della situazione sopra esposta e se intenda disporre di un coordinamento piu’ efficace prevedendo una semplificazione che faciliterebbe la vita ai cittadini e di chi visita per turismo o altro il nostro Paese, e che ridurrebbe i costi di gestione delle numerazioni di emergenza.

Sono curioso di sapere la risposta… non vorrei che anche lo Stato avesse messo a bilancio le sanzioni…

Aria nuova per il Wimax

Aria (ex Ariadsl, nda) ha dato il via alla copertura nazionale Wimax partendo dall’Umbria.

Lo ha fatto correggendo gli alti costi iniziali, con un’offerta davvero interessante e che va davvero, più delle linee “solo dati”, a saltare il canone Telecom grazie alla tecnologia VOIP.

ARIA CASA 4Mb

Canone del servizio: 15€ al mesePromozione: Se ti abboni entro il 28 febbraio 2009, per i primi 3 mesi pagherai solo 10€ mensili! Canone Noleggio AriaBox (Modem WiMAX):5€/mese (versione WiFi); 3€/mese (versione non WiFi)

Attivazione del servizio: costo di attivazione del servizio è di 100 euro Scegliendo l’addebito diretto sul tuo conto corrente l’attivazione è gratuita e risparmi 100€!

Sul sito è possibile consultare anche gli sviluppi della copertura, mentre per gli amici toscani che mi chiedono sempre informazioni segnalo un altro gestore che copre la mia regione: Freemax.

Anche in questo caso i prezzi finalmente sono diventati ragionevoli (a partire da 19,89 euro al mese), il Wimax – seppur lento come un motore diesel di prima generazione – sta continuando a crescere dopo i primi vagiti.

Firenze sull’iPhone

Si parla spesso di Firenze 2.0 e quant’altro, ma da alcune settimane è disponibile (e non costa neanche poco., ben 7,99 euro) sull’AppStore Firenze Walking Tour, l’applicazione che permette di vivere tramite un’apposita audioguida per iPhone la storia, i segreti e i luoghi della città grazie a 90 minuti di audio che accompagnano il visitatore virtuale nel centro cittadino in ben 27 tappe.

Cliccando su Inizia Tour si vede una mappa di Firenze con le principali costruzioni in rilievo e con dei numeri relativi alla tappa della guida. La mappa + sfogliabile tramite touchscreen e consente anche di effettuare uno zoom.

Cliccando su una delle tappe disponibili e poi su Play diamo il via all’audioguida vera e propria. La qualità audio è ottima, così come il contenuto. Oltre a cenni storici si fa riferimento anche a curiosità  e aneddoti divertenti relativi ai luoghi visitati. Ogni tappa è accompagnata anche da una foto del luogo.

L’applicazione è disponibile in 5 lingue (italiano, inglese, spagnolo, tedesco e francese) e potete anche ascoltare un file audio (tappa numero 13) andando sul sito ufficiale del progetto.

[via iPhone Italia]

Imei, quella traccia che resta

“Quanto ai numeri sulla sua attività Genchi afferma che «i tabulati telefonici acquisiti su disposizione di De Magistris fino al momento dell’avocazione dell’inchiesta Why Not sono un totale di 792, e riguardano solo 641 utenze, di cui 12 internazionali, e 151 apparati Imei (cioè la traccia lasciata dall’apparecchio, non dalla scheda, ndr), per lo più utilizzati con le stesse utenze, dai medesimi soggetti»”

Parlo di politica? No. Parlo di come vengono effettuate le intercettazioni e per far notare come sia del tutto indifferente l’intestazione di una sim per andare alla ricerca del reale utilizzatore del telefono. Il cosiddetto archivio Genchi in tal senso è molto utile se si può leggere anche che «un telefono intestato alla Camera può essere usato da persone non coperte da immunità». Sembra la fiera delle banalità, ma io rimango con il mio pallino: ossia, quella di combattere la follia delle intestazioni delle schede ricaricabili. Si parla di portabilità in un giorno, ad oggi ci vuole un giorno per compilare le carte di una sim…