3 Italia, quando il roaming Tim era un valore aggiunto…

…tra un po’ sembrano altri tempi: 3 Italia, il primo gestore UMTS italiano, ha da sempre affiancato alla sua copertura quella di Tim. Un’ottima iniziativa: si somma così la performante rete 3G del gestore “made in Honk Kong” a quella del primo (almeno cronologicamente…) operatore GSM italiano.

Risultato? I clienti sono contenti e dove non hanno copertura UMTS possono usufruire di quella Tim. Rose e fiori? Per lungo tempo sì, tanto che H3G aveva messo in commercio usim 2G: schede sim che potevano andare anche in terminali NON UMTS. Una rivoluzione, sembrava che da Trezzano il gestore volesse portare le proprie schede in tutti i portafogli degli italiani. Almeno fino a poco tempo fa: la copertura, secondo alcuni clienti, da qualche mese non procede con la stessa velocità dei primi anni e la nuova mappa di copertura H3G mostra ancora corpose zone del territorio italiano non coperte dal segnale diretto di 3.

Dove è il problema? Che i clienti di quelle aree, oltre a non poter usufruire di molte opzioni voce preferenziali e quelle dati, ora rischiano la beffa nella beffa: alla totale assenza di copertura diretta si sommano i limiti dell’uso in roaming e la “punizione” di aver usato sotto rete Tim un’opzione (CeVGuA) che prevedeva proprio questa possibilità.

E pensare che una volta il roaming nazionale era considerato un valore aggiunto… ora rischia di essere discriminante.