Quel che Wind non dice…

Ci sono cose che i gestori dicono a bassa voce, talvolta sono così a bassa voce che è impossibile sentire cosa stanno facendo.

Questo è uno di quei casi: come sapete, anche leggendo queste poche righe, i gestori da tempo stanno cambiando le condizioni contrattuali ai loro clienti con il fine di “proteggersi” dai furbetti del telefonino. Che poi questo fino sia vero o meno è tutto da dimostrare, già due anni fa si notava come i limiti imposti da Wind fossero incompatibili con le sue stesse condizioni. Paradosso in cui sono caduti, uno ad uno, poi anche tutti gli altri gestori.

Oggi torno di nuovo su Wind perché – per cambiare le condizioni contrattuali – ha trovato un “Cavallo di Troia” niente male. Altro che SMS come fanno alcuni gestori, qui si arriva all’ingegneria della rimodulazione. Leggi tutto “Quel che Wind non dice…”

CPP Fonesafe, cambiano le condizioni contrattuali

CPP Fonesafe alcuni di voi la conosceranno. E’ la polizza assicurativa per i cellulari, io stesso ne sono (stato) cliente dopo l’acquisto di un iPhone.

L’alto valore del terminale mi ha convinto, insieme ad interessanti esperienze positive, a sottoscrivere la polizza. La faccio dopo l’estate, tra l’altro attirato da alcune particolari condizioni che la rendevano attraente:

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ADSL, nel 2010 ancora non c’è

Tre anni fa mi ero occupato dell’ADSL a Rosano, una frazione a qualche km da quella Rignano sull’Arno dove abito.

La situazione per gli amici rosanesi si è risolta, comunque nel 2010 a due passi (anche letterali) da casa mia la banda larga è ancora un sogno. Escluso la soluzione (più o meno) d’emergenza delle chiavette internet, nell’abitato di San Clemente di fronte a Rignano ancora non c’è la centrale abilitata. E non c’è neanche in quella Leccio che ospita un famoso outlet di grande firme noto in gran parte del Centro Italia. Leggi tutto “ADSL, nel 2010 ancora non c’è”

Vodafone mobile (ri)apre al Voip, ma occhio al prezzo!

32 euro al mese (anzi qualcosina di più…) per usare i servizi Voip con Vodafone. Questo il prezzo, tutt’altro che economico, che il gestore ha messo sul piatto per venire incontro (?) ai vari limiti che lentamente hanno invaso la sua offerta internet mobile.

Mobile Internet Plus quindi cerca di accontentare quella fascia di clientela che non ha apprezzato i blocchi che offerte come Internet Card hanno avuto in passato con quelle proteste sul fatto che l’opzione “non è valida per l’utilizzo di alcuni protocolli di comunicazione su Internet (come Voip, software peer to peer e Instant Messenger). ”

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Misurate la vostra ADSL

Ci sono vari servizi per misurare la velocità della propria linea ADSL, oggi volevo  proporvi un nuovo test fatto da SOS Tariffe, Tom’s Hardware e pinobruno.it.

Il fine è sempre il solito, ovvero quello di confutare la velocità dichiarata dal proprio provider Adsl che molto spesso non coincide con la velocità effettiva di navigazione. Tra l’altro, vista la divisione per gestore ed area territoriale, con un buon numero di partecipanti sarà possibile anche conoscere l’effettiva velocità della propria linea in una determinata fascia oraria, i provider che offrono le migliori velocità effettive nella propria città ed  avere dati aggiornati nella propria area personale riguardo i provider più veloci della propria città.

Il test è disponibile a questo indirizzo: http://www.sostariffe.it/adsl/test-velocita/ . Se vi va, amici fiorentini e non, scrivete i vostri risultati pure tra i commenti: ne discutiamo insieme 😉

Cosa non si fa per l’autoricarica

Metto le mani avanti. Io stesso ho usufruito delle tariffe autoricaricanti, avendo un traffico entrate molto pù alto di quello uscente mi hanno permesso per anni di evitare di ricaricare il mio cellulare.

Faccio parte di quella nicchia che comunque ha usufruito di un meccanismo perverso, a volte tanto perverso da sfociare nell’illegalità  pur di trarne guadagno. C’è da dire che i gestori sembrano essere “complici” di queste pratiche: tra chi regala auto a chi riceve molto a chi punisce (?!) (blandamente) questi clienti, emerge il fatto che il costo di terminazione fa gola a molti.

Questa storia racconta una di queste esasperazioni, il fato ha voluto che fosse protagonista un amico.

Andiamo per sintesi ricapitolando questa disavventura così come mi è stata scritta “Ieri dal commerciale […] arriva la ragazza che segue le fatture bianca in volto per una fattura dei servizi di telefonia di 1.600 €. Considera che da quando siamo passati a XXXX e abbiamo installato il nuovo centralino VOIP spendevamo circa 4-500 euro/mese quasi tutti di traffico dati e voce su fissi, avendo spostanto il 90% di telefonate verso i mobili su una borchia GSM attaccata al centralino con un’offerta specifica.
Controllato il tabulato della fattura vedevo che dei 1.600 euro 1.200 erano di telefonate verso i mobili, con un controllo incrociato col database delle telefonate ho scoperto che le “misteriose” telefonate erano tutte verso cellulari 3 e avvenivano negli orari di chiusura dell’ufficio e durante i weekend.
Con i tecnici della società che ci ha venduto e installato l’hardware e quelli XXX abbiamo scoperto che attraverso il servizio di controllo in remoto del centralino (utile per esempio per ascoltare la segreteria telefonica o per chiamare da remoto) quando questo era nella modalità  risponditore automatico o inoltro automatico dell’interno da selezione (“selezionare l’interno numero….”) conoscendo alcuni codici si poteva trasferire una chiamata in entrata (magara fatti da fisso a fisso e quindi compresa in un’offerta) a un cellulare ricaricandolo. Tutte chiamate da circa un’ora (dopo un’ora il sistema ti disconnette automaticamente, ndr) da circa 11/15 euro a botta.
Dei cellulari ricaricati abbiamo i numeri mentre i telefoni in entrata risultano con ID coperto. Ho prontamente denunciato il tutto alla polizia postale che può risalire ai numeri coperti e speriamo beccarli.
Se invece di avere spostato il traffico verso mobile su GSM lo avessi avuto ancora insieme al resto probabilmente ci avrei messo mesi a capire cosa accadeva, avrei pensato a un aumento delle telefonate e il mio capo avrebbe cazziato l’ufficio perchè chiaccherava troppo“.

Al di là  del bug che ha permesso il tutto, siamo arrivati a persone capaci di affrontare denunce e processi pur di ricaricarsi di 6 euro all’ora il massimo ipotizzabile sempre che il cliente H3G finale avesse una tariffa con 10 ct. di autoricarica al minuto). Il gioco vale davvero la candela?